Raminga Lega di Cultura Ladrona” di Arturo Gnesi‏

Raminga Lega di Cultura Ladrona

Vicende ormai note e raccontate nei minimi particolari, fatti venuti alla luce e di cui si prova vergogna soltanto a narrarli.

Hanno smascherato la solita truffa che uno dei tanti “cerchi magici” ha perpetrato ai danni dei cittadini, hanno tirato fuori dall’angolo il soliti raggiri e le solite ruberie che senza alcun pudore vengono messe in atto dagli uomini di governo.

La solita miserabile storia di chi avendo la possibilità di gestire il potere e la cosa pubblica in realtà pensa solo a se stesso, al suo benessere, ai propri vantaggi, a soddisfare i propri puerili e riluttanti bisogni.

E’ venuta fuori , in questo periodo di passione, la mirabile macchina organizzativa che puntualmente preleva i soldi pubblici per arricchire i privilegiati, la casta, i figli dei potenti, i presunti messia del popolo, i bacchettoni della società, gli improbabili moralizzatori, gli indecenti professionisti della politica che una volta entrati nei palazzi si lasciano contaminare dal sistema e pur di non essere sconfitti svendono la propria identità nel mercato dei compromessi , sotto la legge dei ricatti e lo scambio di favori.

La solita palude questa volta padana, la solita melmosa gelatina del potere questa volta in salsa leghista.

Illusioni svanite, speranze tradite e tanta gente che ha speso gli anni migliori per inseguire il sogno della giustizia sociale pur nelle esagerate manifestazioni populiste e demagogiche di una secessione urlata, minacciata ma mai attuata.

Bugie e inganni di un gruppo di uomini spregiudicati e donne altrettanto immorali e aduse all’imbroglio, che spuntati dal nulla hanno all’improvviso avuto la possibilità di gestire le sorti si un’importante porzione della società del nord, soldi e mazzette che hanno dirottato il consenso popolare verso obiettivi anziché nobili e generosi a mete ben più disgraziate e a pratiche dichiaratamente illegali e ormai sotto l’egemonia di vili interessi familiari.

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare, e la lega non ha saputo sfuggire alla regola, chi sta in mezzo ai ladri a “ sua insaputa” o ruba o lascia rubare.

Hanno tradito il voto della gente ed è bene che si facciano da parte, hanno preferito, suv, conti in banca e allora è bene che imparino a le pagare le rate con il sudore della propria fronte come fanno i tanti operai spersi in tutte le regioni d’Italia.

Nessuna pietà e nessuna condanna fuori dalle balle, lasciassero libere le stanze del potere e andassero a lavorare, un lavoro come tanti da mille euro al mese così passa loro la voglia di fregare il prossimo.

Una storia che lascia con l’amaro in bocca soprattutto perché pur avendo tutto hanno cercato , senza averne i requisiti e senza averne i meriti di comprarsi anche un titolo di studio, diplomi e lauree.

Dovrebbero essere presi a calci nel sedere, ciucci matricolati che vogliono il titolo di dottore sui biglietti da visita, titoli fasulli come i loro ideali, titoli rubati come i loro soldi, titoli inutili come la loro vita.

Suscitano rabbia perché hanno avuto tutto e senza fatica, indignazione perché hanno sputtanato le istituzioni, ma generano una sorta di ripugnanza quando noncuranti di niente vogliono comprarsi il sapere, acquisire un titolo di studio presumendo di uscire così dall’oceano di ignoranza dal quale sono sommersi.

Questo è un vero delitto per il quale l’unica condanna sarebbe di costringerli a frequentare nuovamente la scuola dell’obbligo e oltre che alle nozioni di grammatica e di matematica dovrebbero imparare anzitutto ad essere persone oneste .

Oneste come i tanti giovani che sprecano gli anni migliori della loro vita per perfezionare il loro sapere, acquisire competenze e professionalità importanti e poi magari rimanere disoccupati o essere costretti ad andare all’estero perché nell’Italia leghista i ciucci comandano e i servitori sciocchi e ignoranti rubano con loro.

Uno scenario del resto non circoscritto alla lega, anche dalle nostre parti ci sono esimi politici con titoli di studio comprati in inverosimili sperdute università d’oltre oceano, anche dalle nostre parti hanno le abitudini di aggiustarsi gli affari in famiglia, anche dalle nostre pari chi ruba continua a farlo tra l’indifferenza di alcuni e lo stupore di altri.

Ci vorrebbe un solco profondo capace di isolare i ladri, i ciucci e i farabutti, una separazione netta con chi ha usato lo Stato per fare i porci comodi, questa in fondo è una secessione auspicabile.

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