Racket, un’altra bomba nel Napoletano: scoppia la guerra tra clan nel racket delle estorsioni

Racket, un’altra bomba nel Napoletano: scoppia la guerra tra clan nel racket delle estorsioni

Una escalation di attentati che sarebbe legata a doppio filo allo scontro criminale che si sta consumando nel vicino comune di Arzano

MANUELA GALLETTA

09 Febbraio 2022

Un altro ordigno artigianale esploso. Un altro avvertimento. Ai commercianti, agli imprenditori ma anche al clan di camorra rivale. A Frattaminore, in provincia di Napoli, soffiano i venti della faida. Una guerra che (per ora) si sta combattendo marcando il territorio ma che (temono gli inquirenti) potrebbe presto sfociare nel sangue.

Questa notte ignoti hanno fatto brillare un ordigno rudimentale in piazzale Atella, deteriorando il muro di un circolo privato. I danni sono stati lievi, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro. Il livello della tensione si sta alzando. In pochi giorni si sono registrati altri 4 episodi analoghi, cinque in totale se si va indietro di poco meno di un mese. Sabato sera un ordigno era stato fatto esplodere in via Turati, davanti a una sala slot, provocando danni all’ingresso e alla saracinesca del locale. Nella notte tra domenica e lunedì, una bomba carta è stata fatta esplodere in via Sant’Angelo con danni al cancello di uno stabile. La mattina seguente un’altra bomba carta è esplosa davanti al centro scommesse di via Firenze. In precedenza, sempre in via Turati, la notte del 23 gennaio, un’auto è stata crivellata di proiettili. Il 16 gennaio, infine, una bomba carta è esplosa davanti a un centro estetico in via Di Vittorio.

Un’escalation di attentati che sarebbe legata a doppio filo allo scontro criminale che si sta consumando nel vicino comune di Arzano: i Cristiano sarebbero stati ‘cacciati’ dalla loro roccaforte, riparando nella vicina Frattaminore dove godrebbero di importanti appoggi. Ma la nuova collocazione avrebbe spinto i Cristiano a volere di più, a cercare di ritagliarsi un nuovo spazio criminale per sopperire agli affari (illeciti) persi ad Arzano. Queste ambizioni si starebbero però scontrando con i business di gruppi locali. In questo solco ricadrebbero i diversi episodi di ordigni ai danni di attività commerciali: sono messaggi del racket delle estorsioni. Messaggi e segnali da non sottovalutare. «Siamo annichiliti. Corriamo ai ripari. Non aspettiamo che la prossima bomba uccida qualche nostro bambino. Fuori i camorristi da Frattaminore. Fuori le sanguisughe e gli sciacalli. Frattaminoresi, siamo in pericolo. Tutti», è l’urlo di don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo nel Parco verde di Caivano ma originario di Frattaminore.

I carabinieri della compagnia di Giugliano sono a lavoro, la Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha aperto un fascicolo d’inchiesta. La priorità è dare risposte certe a una collettività preoccupata. Il sindaco Giuseppe Bencivenga ha scritto al Prefetto «per chiedere di alzare ulteriormente l’attenzione sul territorio alla luce delle ultime deplorevoli azioni messe a segno dalla criminalità organizzata che si stanno susseguendo». «E’ una situazione di violenza che ci fa tornare indietro negli anni», dice con rammarico Bencivenga. Raccoglie il suo appello il consigliere regionale della Lega, Severino Nappi: «Basta parole, nei nostri territori bisogna agire con i fatti prima che sia troppo tardi, il rischio che si trasformino in scenari da Sudamerica è altissimo, e lo testimoniano gli ultimi gravissimi episodi, come le esplosioni di ordigni in strada, verificatisi nella provincia nord di Napoli. Ribadiamo al ministro Lamorgese, che alle promesse bisogna far seguire immediatamente azioni efficaci in ordine di strutture, forze in campo e mezzi adeguati per contrastare la camorra e riportare lo Stato dove viene continuamente attaccato».

Fonte:https://www.lastampa.it/cronaca/2022/02/09/news/racket_un_altra_bomba_nel_napoletano_scoppia_la_guerra_nel_racket_delle_estorsioni_-2851697/?ref=LSHSTD-BH-I0-PM14-S3-T1

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