Questura di Latina, GICO di ROMA e DIA di Napoli coordinate dalla DDA partenopea, assestano un colpo durissimo al clan Mallardo-Dell’Aquila. Fra i beni sequestrati per un valore di 200 milioni di euro anche un autosalone a Fondi

Sequestrati beni per duecento milioni. Un arresto, 23 denunce. Colpo mortale per il clan partenopeo dei Mallardo-Dell’Aquila

È scattata ieri mattina all’alba, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli, l’operazione “Aquila reale”, una delle più imponenti operazioni di polizia giudiziaria condotte nei confronti della criminalità organizzata, di stampo camorristico.

Oltre 250 uomini, tra agenti della squadra mobile della Questura di Latina e finanzieri del Gico di Roma, hanno effettuato una ventina di perquisizioni domiciliari, operando un arresto, notificando 23 denunce a piede libero e procedendo al sequestro di immobili, società, aziende commerciali, auto e conti correnti, in tutta Italia, per un importo complessivo di oltre 200 milioni di euro. Tutti beni appartenenti, o comunque riconducibili al clan camorristico dei Mallardo, egemone nell’area di Giugliano in Campania e con importanti ramificazioni nelle province di Napoli e Caserta, nel basso Lazio ed in Emilia Romagna e che fa capo al noto boss Giuseppe Dell’Aquila, detto “Peppe ‘o ciuccio”, arrestato il 25 maggio scorso, in una villa bunker, dopo nove anni di latitanza. A finire in manette è stato il 40enne Gennaro Antonio Delle Cave, imprenditore di origini napoletane, attivo nel settore edilizio ed immobiliare, nelle province di Bologna e Ferrara ed accusato di essere sodale ai fratelli Dell’Aquila. I reati contestati al gruppo camorristico vanno dall’associazione per delinquere di stampo mafioso, al concorso esterno in associazione camorristica, alla fittizia intestazione di beni e coinvolgono complessivamente 23 persone indagatre dalla magistratura partenopea. «Aquila reale» è il completamento dell’operazione «Arcobaleno» avviata, nel marzo 2010, dal vicequestore del Commissariato di Formia, Paolo Di Francia, sempre con il coordinamento della Dda di Napoli e conclusasi con l’arresto dei fratelli Giovanni e Domenico Dell’Aquila, entrambi domiciliati a Formia, da dove controllavano il vasto giro delle attività illecite che andavano dagli autosaloni di vetture di marca al mercato immobiliare ed al settore edilizio, garantendo un costante riciclaggio di denaro sporco. A tale intervento, aveva fatto seguito l’operazione «Caffè macchiato», portata a termine dalla Guardia di finanza ed ora, a distanza di quasi due anni di incessante attività investigativa, basata sia su mirate intercettazioni telefoniche, che sulle dichiarazioni di diversi collaboratori di giutizia – ultimo in ordine di tempo, Gaetano Vassallo – che hanno tutti ricoperto un ruolo di primissimo piano nell’ambito della malavita campana, si è giunti a fare completa luce sulla gestione degli affari illeciti del clan Mallardo ed a smantellarne la struttura di vertice, la cui componente principale era appunto costituita dalla famiglia Dell’Aquila. Costoro, attraverso una serie di prestanome, legati da vincoli affaristico-criminali ed anche da legami di parentela, avevano investito notevoli risorse finanziarie, infiltrandosi nel tessuto imprenditoriale, oltre che della Campania, del basso Lazio e dell’Emilia. Tra i beni sottoposti a sequestro preventivo figurano: 51 immobili (10 terreni, 40 fabbricati ed una megastruttura alberghiera) ubicati nelle province di Napoli, Caserta, Bologna e Ferrara; 6 grosse aziende commerciali, turistiche ed immobiliari (tra cui il noto parco divertimenti “Girabilandia” di Giugliano), con sede a Grumo Nevano, San Marcellino, Qualiano, Crevalcore e Fondi; 17 auto e moto di lusso e 22 rapporti bancari, in diversi istituti i credito, oltre a quote azionarie in altre tre società, per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro.

Sergio Monforte

(Tratto da Il Tempo – Latina)

Archivi