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Quello che ci aspettiamo dal nuovo Questore di Latina

Il grande merito del Questore D’Angelo è stato quello di aver impresso un salto di qualità al livello investigativo contro le mafie in provincia di Latina.

Per la prima volta in terra pontina egli ha cominciato ad aggredirle sul piano economico colpendo i suoi patrimoni.

E’ la strada che bisogna proseguire, con maggiore determinazione fino a prosciugare lo stagno.

Sappiamo delle difficoltà.

Manca la preparazione, mancano gli uomini e le donne preparati per fare questo lavoro che richiede, fra l’altro, tempo e risorse.

In Questura c’è già un piccolo nucleo di operatori capaci; bisogna allargare il cerchio facendo venire altre persone qualificate o, quanto meno, cominciare a prepararne alcune da individuare in loco.

C’è, poi, un altro problema da risolvere.

Occorre dar luogo ad una ristrutturazione interna ai commissariati eliminando qualche area grigia.

Va assolutamente fatta chiarezza sulle posizioni di coloro, a Formia come a Terracina ad esempio, i cui nomi sono citati in atti giudiziari.

Il cittadino, quando entra in un presidio di polizia, deve sentirsi tranquillo e deve avere la più ampia fiducia nelle istituzioni.

Se dovesse esserci qualcuno che non merita tale fiducia, andrebbe immediatamente trasferito.

I commissariati debbono, considerata la mole del lavoro che da qualche anno incombe tutto sulle spalle della Squadra Mobile a Latina, essere riattivati per quanto riguarda le indagini per i reati di stampo mafioso e messi nelle condizioni di operare al meglio.

E’ questo che aspettiamo dal nuovo Questore.