Quel patto tra le cosche e l’ex sindaco di Taurianova: i volti degli arrestati

Quel patto tra le cosche e l’ex sindaco di Taurianova: i volti degli arrestati

Le cosche della ‘ndrangheta si erano infiltrate nel Comune di Taurianova negli appalti per le opere pubbliche. E’ quanto emerso nell’inchiesta “Terramara – Closed” che stamani ha portato a 48 arresti (Leggi qui i nomi). I fatti non si riferiscono all’amministrazione in carica, eletta nel 2015 dopo un periodo di commissariamento seguito al terzo scioglimento dell’Ente. L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, sviluppata nell’arco temporale 2012-2016 con distinte indagini della polizia e dei carabinieri, ha delineato gli assetti e l’operatività delle cosche Avignone – Zagari – Fazzalari – Viola cui sono collegati, con autonomia funzionale, i gruppi Sposato-Tallarida e Maio-Cianci attivi nell’area di Taurianova. Sono state documentate intimidazioni ed estorsioni, il condizionamento nel campo edile e in quello alimentare, il controllo delle intermediazioni immobiliari, delle produzioni serricole e delle energie rinnovabili. Individuati anche i soggetti che hanno favorito la ventennale latitanza di Ernesto Fazzalari catturato dai carabinieri il 26 giugno 2016.

Beni per un valore di circa 25 milioni di euro sono in corso di sequestro ad opera della Guardia di finanza, dei carabinieri e della polizia di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Dda che stamani ha portato all’esecuzione di 48 arresti. Nel corso dell’operazione gli investigatori stanno eseguendo anche numerose perquisizioni.

le complesse investigazioni condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, congiuntamente al Commissariato P.S. di Cittanova (RC), hanno consentito di individuare sia gli aspetti strutturali sia quelli dinamici del gruppo mafioso “Sposato” operante in Taurianova e comuni limitrofi (appartenente alla cosca di ‘ndrangheta Zagari-Viola-Fazzalari, così come già emerso nell’ambito della nota operazione “Taurus”) che si interessa e si impone nel mondo imprenditoriale per lo più nell’edilizia ed in quello alimentare, condizionando l’assegnazione degli appalti, insinuandosi e permeando ogni aspetto della vita democratica, essendo state acclarate infiltrazioni nel Comune di Taurianova.

L’attenzione deiCarabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria è stata rivolta alla cosca Zagari–Fazzalari–Viola di Taurianova ed alla cosca alleata Maio-Cianci operante nella vicina San Martino.

Complessivamente, le indaginihanno consentito di:

 

– delineare gli assetti e la piena operatività delle cosche Zagari–Fazzalari–Viola cui è collegata, con autonomia funzionale, la cosca Sposato-Tallarida e Maio-Cianci, entrambe attive nell’area di Taurianova e nelle zone limitrofe;

– documentare numerose condotte intimidatorie (danneggiamenti) ed estorsioni posti in essere dagli affiliati alle due organizzazioni;

– accertare come l’ex Sindaco della cittadina tirrenica in carica dal giugno 2007 al 5 gennaio del 2009 e dal maggio del 2011 al luglio del 2013, mese dello scioglimento per infiltrazione mafiose del Comune , Domenico Romeo (accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e destinatario di una delle misure in esecuzione), sia stato il “referente politico” dei due sodalizi, essendo stato eletto grazie al supporto della ‘ndrangheta ed essendosi attivato, una volta in carica, per favorire la concessione di autorizzazioni edilizie a favore di imprese del settore fotovoltaico riconducibili alle cosche;

– svelare gli interessi e le imposizioni della famiglia Sposato- in particolare dei fratelli Sposato Giuseppe e Sposato Carmelo sopra indicati – nell’appalto pubblico per gestione pluridecennale del cimitero di Iatrinoli (Taurianova) mediante il sistema del project financingche avrebbe fruttato diversi milioni di euro;

– individuare tutti i soggetti che, attraverso un sofisticato circuito criminale, avevano favorito la ventennale latitanza di Fazzalari Ernesto, esponente di spicco dell’omonima consorteria criminale catturato dall’Arma reggina in data 26 giugno 2016.

Uno dei filoni investigativi, curato specularmente dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato, è quello che ha consentito di evidenziare, ancora una volta, l’ingombrante presenza della cosca Zagari–Fazzalari-Viola a Taurianova e come la consorteria criminale operi in un clima diffuso di intimidazione ambientale che le consente di assumere il controllo e la direzione di settori nevralgici dell’economia: quello delle intermediazioni immobiliari, quello delle produzioni serricole e delle energie rinnovabili.

Lo spaccato restituitodalle indagini è, infatti, quello di un mercato immobiliare controllato in maniera asfissiante dalla ‘ndrangheta,in continua ricerca di terreni da acquisire attraverso prestanome, imponendo agli proprietari cedenti la scelta degli acquirenti.

I Fazzalari poi, in sinergia con i Maio-Cianci di San Martino di Taurianova, reinvestono in attività imprenditoriali cercando di piegare al loro volere l’operato della pubblica amministrazione.

Proprio quest’ultimo aspetto costituisce il dato più allarmante emerso dalle investigazioni: la posizione di un’amministrazione comunale, quello di Taurianova (già primo ente pubblico sciolto per mafia, nel 1991, poi nel 2009 e nel 2013),il cui primo cittadino, Domenico Romeo “scende a patti” con le cosche dominanti e, durante le elezioni comunali del 2011, culminate con la sua rielezione, si rivolge alle famiglie mafiose per ottenere voti in cambio del suo personale impegno a rilasciare concessioni edilizie sui fondi agricoli per l’avvio di attività imprenditoriali finalizzate allo sfruttamento delle energie rinnovabili da parte di aziende riconducibili alla ‘ndrangheta.

Martedì, 12 Dicembre 2017

fonte:ildispaccio.it/

Archivi