Ecco la vera mafia dove si annida: nella politica

CI SI LIMITA A COLPIRE, INVECE, LA PARTE “MILITARE”, LA MANOVALANZA, CIOE’, NON QUELLA “POLITICA” CHE E’, QUELLA PIU’ PERICOLOSA.

PERCHE’ NOI SOSTENIAMO CHE LE DIFFICOLTA’ MAGGIORI SUL “CASO FONDI” CI SARANNO “DOPO” LO SCIOGLIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE?

Stralciamo da “Il libro che la camorra non ti farebbe mai leggere. Ritratto di un Paese in ostaggio della criminalità organizzata “ di Tom Behan, Ed. Newtoon Compton, e.12, 90, un libro che, insieme a “Il ritorno del Principe “ di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato, tutti dovrebbero leggere:

“Nel settembre 1990 si venne a sapere che sugli 80 consiglieri comunali (si parla di Napoli, ndr), 38 erano indagati dalla Questura per associazione a delinquere con la camorra. Uno di essi era comunista, ma gli altri 37 erano esponenti dei cinque partiti della coalizione di governo e solo 19 appartenenti a quest’ultima non erano indagati.

Si sperava che le cose migliorassero dopo le elezioni comunali del giugno 1992 a Napoli, ma già prima che le votazioni avessero luogo fu chiaro che qualsiasi potenziale risanamento aveva ben poche possibilità di successo: sui 923 candidati, 189 avevano già precedenti penali. E nel corso dell’anno successivo 18 consiglieri su 80 furono rinviati a giudizio per vari reati.

Fra essi: 7 socialisti, 5 democristiani, 2 repubblicani, 1 di Alleanza Nazionale e! dei DS.

Venne allora curato il sintomo, piuttosto che la causa: i rispettivi partiti sostituirono 14 di questi consiglieri; alcuni dei “ sostituti “, però, vennero successivamente arrestati ed accusati di altri crimini “:

LA SETTIMANA SCORSA, DURANTE UN’AUDIZIONE DA PARTE DELLA COMMISSIONE SICUREZZA DELLA REGIONE LAZIO SUL PROBLEMA DELLA PRESENZA MAFIOSA A CIVITAVECCHIA, ABBIAMO UDITO, CON UN SENSO DI ORRORE, UN MEMBRO DELLA COMMISSIONE, UN CONSIGLIERE REGIONALE DEL PDL, SOSTENERE CHE… ” LA MAFIA E’ UN PROBLEMA MILITARE”!

CHE ORRORE!!!

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