QUANDO SI PARLA E SI SENTE PARLARE DI TUTTI QUEI MOVIMENTI,LEGHE E QUANT’ALTRO AUTONOMISTICI CHE PREDICANO LA SEPARAZIONE DEL SUD DAL NORD

QUANDO SI PARLA E SI SENTE PARLARE DI TUTTI QUEI MOVIMENTI,LEGHE E QUANT’ALTRO AUTONOMISTICI CHE PREDICANO LA SEPARAZIONE DEL SUD DAL NORD E LA SPACCATURA DEL PAESE DISSEMINANDO ODI E RANCORI FRA GLI ITALIANI BISOGNA FARE LA MASSIMA ATTENZIONE PERCHE’ DIETRO DI ESSI POTREBBERO NASCONDERSI MAFIA E MASSONERIA.IL PROCURATORE NAZIONALE  ANTIMAFIA ED ANTITERRORISMO CAFIERFO DE RAHO E IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA SEN.MORRA NON FAREBBERO MALE  A DISPORRE,COME FECE A SUO TEMPO IL PROCURATORE DI PALMI CORDOVA, A DISPORRE UN’INCHIESTA RIGOROSA PER ACCERTARE IL RUOLO DI QUESTE DUE ENTITA’ NEL TENTATIVO DI  SPACCARE E RIDURRE A BRANDELLI IL PAESE.ALCUNE SETTIMANE FA,PARLANDO DI UNITA’ DEL PAESE,SIAMO STATI AGGREDITI SU FB DA PERSONE  CON RISPOSTE ALLUCINANTI  CONTRO LA BANDIERA ITALIANA E L’ITALIA CHE CI HANNO ALLARMATO.PROCURATORE CAFIERO DE RAHO  E SENATORE MORRA AVANTI CON L’INCHIESTA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

 

Il pentito Cannella: “Progetto secessionista di Cosa Nostra con coinvolgimento della ‘ndrangheta, che era influente per i rapporti con la massoneria”

di Claudio Cordova – Vicino ai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, ma, soprattutto, al cognato di Totò Riina, quel Leoluca Bagarella che gli avrebbe fornito protezione e confidato trame e dinamiche di Cosa Nostra, anche intrecciate con la politica, Tullio Cannella è da tempo collaboratore di giustizia e il suo narrato entra anche nel maxiprocesso “Gotha”, che tenta di dimostrare l’esistenza della cupola massonica della ‘ndrangheta reggina.

A chiedere l’audizione del pentito, il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, che, all’interno dell’aula bunker di Reggio Calabria, fa sviscerare al collaboratore il proprio trascorso politico (nella Democrazia Cristiana) e criminale (in Cosa Nostra) partendo dal rione Brancaccio.

E così, Cannella parla del progetto secessionista di Bagarella, con la fondazione di Sicilia Libera, unita a quanto fatto in altre regioni del Sud, con Calabria Libera e Basilicata Libera. Cannella ricorda però anche di un altro progetto, di cui sarebbe stato messo a conoscenza, in carcere, dall’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino: “Ancor più importante era il progetto della Lega Meridionale, voluto da Bernardo Provenzano, con il coinvolgimento della ‘ndrangheta, che era molto influente” afferma Cannella, ricordando le parole di Zù Vito. Proprio Ciancimino gli avrebbe parlato anche del motivo per cui la ‘ndrangheta, fin dai primi anni ’90, rivestisse un ruolo così importante: “La ‘ndrangheta era influente anche per i suoi rapporti con la massoneria”.

Secondo il collaboratore, quello che lega le mafie, le logge e la storia d’Italia sarebbe un lungo filo che non si sarebbe mai spezzato, anche dopo il formale scioglimento della Loggia Propaganda 2 di Licio Gelli. Di mezzo, ovviamente, il ruolo della criminalità organizzata: “Dopo la P2, ci fu una prosecuzione chiamata P3 o Terzo Oriente, con riunioni in locali pubblici, tra cui uno dei Graviano nella zona di via Veneto a Roma”.

Quel che è certo, è che quelli sono anni di transizione, in cui i partiti tradizionali vengono sbaragliati con il crollo della Prima Repubblica e, quindi, i gruppi di potere criminali cercano una nuova collocazione. Per questo Cannella, con riferimento alle varie riunioni tenutesi (alcune in Sicilia, altre in Calabria, come quella di Lamezia Terme), parla anche della presenza di esponenti della Lega Nord, che in quegli anni vedeva Umberto Bossi come uomo forte.

Il tempo passa. Il progetto di Provenzano non risorge, mentre quello di Bagarella non decolla. Allora, a dire di Cannella, sarebbe stata trovata la valida alternativa, che in quei mesi emette i primi vagiti, essendo poi destinata a governare per lungo tempo: “Finisce l’esperienza delle leghe meridionali e si punta su Forza Italia”.

 

30 maggio 2019

fonte:http://ildispaccio.it

 

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