Qualcosa sui fatti di Fondi non ci convince

ORA QUALCUNO DIRA’ CHE LE “TOGHE ROSSE” SI STANNO “ACCANENDO” CONTRO IL PDL

“Ora qualcuno dirà che la magistratura “comunista” si sta accanendo contro uomini dai nomi eccellenti del PDL in provincia di Latina.

In appena un mese sono finiti in manette il coordinatore del PDL di Formia ed un consigliere della Regione Lazio, già nominato nei rapporti dell’inchiesta “Damasco” di Fondi.

“Politica” in ginocchio?

Ma siamo solo all’inizio, prima che si ritorni ad un clima di normalità e di rispetto delle regole.

Da oggi sono in molti a tremare. ”

Clima –aggiungiamo ora- che speriamo non sia di… normalizzazione!

Questa, la nota che abbiamo redatto non molto tempo fa e che abbiamo trascritto pari pari ora.

L’evoluzione di certi fatti, però, non ci sta lasciando tranquilli circa la prospettiva di un esito positivo.

Al momento, almeno, perché sospettiamo che ci sia bisogno di ulteriori, più approfondite indagini che richiederemo con forza, se necessarie.

La sicumera manifestata da qualcuno nei tempi andati, con il senno di poi ed a bocce ferme, ci appare ora come un segno premonitore che, forse, prima, non siamo riusciti ad interpretare appieno.

Esamineremo con attenzione le carte, parola per parola, ma la sensazione che comincia a prendere corpo in noi è che, forse, non si sia volato “alto”.

Che si sia voluto, cioè, tenere un profilo basso nei fatti che hanno riguardato Fondi e che non si sia colto il cuore dei problemi.

Sensazioni, semplici sensazioni, per ora.

Con le carte fra le mani potremo valutare se ci sono i presupposti per cambiare idea.

La domanda che ci assilla, però, è la seguente:

possibile che le persone i cui nomi appaiono sui giornali siano le uniche responsabili di cotanto disastro, se di questo si tratta, senza che esse non abbiano beneficiato di tutto un humus che abbia consentito ad esse di fare le cose di cui sono accusate?

Possibile che un Prefetto del valore di Frattasi ed un Ministro dell’Interno non fra i peggiori nel nostro Paese si siano impazziti al punto tale da richiedere con insistenza lo scioglimento di un’Amministrazione comunale per condizionamenti mafiosi senza avere fra le mani gli elementi probatori?

Alcuni passaggi della Informativa conclusiva del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina relativa all’indagine Damasco 2 riportano alcuni nomi e fatti relativi a soggetti politici che, a nostro avviso, avrebbero dovuto richiedere approfondimenti investigativi.

È inutile sottolineare, infatti, che il tal consigliere ha fatto questo o quello se, poi, il magistrato non coglie la notizia e non richiede ulteriori specificazioni.

Il risultato è che il tessuto, quell’humus di cui abbiamo testè parlato, resta tutto lì, intatto.

Con tutto la stima che nutriamo nei confronti dell’On. Pisanu e dei componenti della Commissione Parlamentare Antimafia, dobbiamo confessare il nostro stupore nel leggere l’elenco da essi reso pubblico dei cosiddetti “impresentabili”.

Dei 45 famosi, 3 sono di Fondi, 1 di Minturno ed un quinto di Artena.

Del Lazio, cioè, appena 5.

Tutto qua?

Peraltro, parliamo di persone che non sono state nemmeno elette.

E quelle che sono state elette ed i cui nomi appaiono, ad esempio, nell’Informativa dei Carabinieri su Fondi?

E’ vero che uno deve essere ritenuto innocente fino ad eventuale condanna definitiva, ma è anche vero che se uno conquista… l’onore della citazione in una informativa di carattere giudiziario di tale portata avrebbe dovuto meritare specificazioni ulteriori, fino al chiarimento definitivo della sua posizione.

In poche parole, una persona o è colpevole o non lo è.

Tertium non datur.

Si deve dire e scrivere.

A tutela della dignità del singolo e del prestigio delle Istituzioni e della Giustizia.

Ci sono, poi, altri capitoli che svilupperemo man mano, con il fine non di ingenerare confusione come qualcuno sicuramente dirà, ma, al contrario, per tentare di fare il massimo possibile di chiarezza in una situazione in cui, a quanto pare, stanno volando gli stracci.

Valutazioni, le nostre, politiche, semplicemente politiche, non tecniche.

Politiche, ovvio, nell’accezione più lata.

Perché noi non facciamo politica partitica.

Ma qualche domandina, nel prosieguo, sarà obbligatorio per noi porla.

Con le carte fra le mani.

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