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Provocazioni da parte di esponenti pontini di Forza Italia nei nostri confronti

MEZZUCCI E PROVOCAZIONI DA PARTE DI TALUNI ESPONENTI DI FORZA ITALIA DELLA PROVINCIA DI LATINA NEI CONFRONTI DEI RAPPRESENTANTI DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE

E’ la terza volta che gli esponenti pontini di Forza Italia tentano maldestramente di imbastire una penosa speculazione di una nota che la signora Baldi Caponnetto inviò due anni fa al Sindaco forzista di San Felice Circeo relativamente ai ruoli ed alle attivita’ della Fondazione e dell’Associazione “Caponnetto”.

Sintetizziamo i fatti:
a seguito di una forte polemica insorta fra il Sindaco di Forza Italia e la nostra Associazione in ordine alle presenze mafiose sul territorio di San Felice Circeo, l’esponente forzista, nel 2007, tentò di delegittimare il nostro Segretario Regionale scrivendo alla Signora Caponnetto una nota per comunicarle che questo si sarebbe spacciato per… responsabile provinciale della Fondazione Caponnetto, Fondazione che, all’epoca, era promotrice di alcuni corsi sulle legalità nella scuola media di San Felice Circeo, il cui dirigente scolastico si diceva che appartenesse allo stesso partito del Sindaco.

Nulla di più falso perché noi abbiamo sempre tenuto a precisare la diversità dei ruoli svolti dall’Associazione e dalla Fondazione che si richiamano, entrambe, al nome di Antonino Caponnetto.

La Fondazione, che ha sede a Firenze, svolge un ruolo di informazione e di sensibilizzazione attraverso convegni, corsi nelle scuole e così via; un ruolo senz’altro lodevole, come quello svolto da altri soggetti nostri confratelli.

Un ruolo, però, che noi dell’Associazione, che operiamo sul territorio e nel Lazio, riteniamo insufficiente, tenuto conto della gravità della situazione che vede, ormai, le mafie inserite nei gangli vitali della nostra società, nell’economia, nella politica, nelle istituzioni.

Noi riteniamo che non si possono attendere i frutti di una campagna di sensibilizzazione delle coscienze attraverso i corsi nelle scuole sulla cultura della legalità quando il Paese va a fuoco con i mafiosi inseriti ormai nelle articolazioni più delicate dello Stato e della politica.

Quella dell’Associazione è quindi più una posizione di frontiera, di attacco, di analisi e di individuazione di presenze e movimenti economici sospetti sul territorio, di monitoraggio giornaliero anche di eventuali anomalie nei comportamenti delle istituzioni e della politica e, di conseguenza, di denuncia. Ciò, ad evitare che… mentre a Roma si discute, Sagunto bruci!

Questa è, in sintesi, la differenza fra Fondazione ed Associazione. Differenza che non separa, ma che, al contrario, integra e completa!

Noi volutamente, ad evitare il pericolo di eventuali condizionamenti alla nostra libertà di azione, abbiamo scelto di non richiedere soldi per le nostre attività alle istituzioni; soldi che cacciamo dalle tasche nostre, augurandoci che un giorno, prima o poi, il governo centrale si decida a sbloccare i fondi del 5 per mille e che, di conseguenza, ci arrivi qualche euro da quanti avranno deciso di sottoscrivere per la nostra Associazione.

Questa nostra decisione la comunicammo qualche anno fa anche all’attuale Sindaco di Civitavecchia, anch’egli di Forza Italia, il quale, stizzito per alcune nostre azioni su quell’altro territorio, ci chiese provocatoriamente: “chi finanzia le vostre attività?”.

Noi, di tasca nostra; come noi, di tasca nostra, ci paghiamo i processi intentati da quanti si sentono offesi dalle nostre denunce.

Se ci fossimo comportati diversamente ed avessimo accettato soldi dalle istituzioni o da chiunque altro soggetto, avremmo, a nostro avviso, subito condizionamenti, limitazioni di libertà e, soprattutto, ricatti.

Ricatti, magari velati, come nel caso, probabilmente, di San Felice Circeo, dove la nota di protesta del Sindaco contro l’Associazione può, a nostro avviso, essere interpretata come una minaccia di sospensione del corso della cultura della legalità nella scuola media. Come, io vi consento di accedere con un corso nella nostra scuola media e voi ci attaccate? Quale altra interpretazione dare, al contrario, a quella nota?

A quella nota rispose la Signora Caponnetto precisando che il segretario regionale dell’Associazione… non è il responsabile della Fondazione.

E’ vero e bene ha fatto la Signora Caponnetto a precisare ciò, perché Fondazione ed Associazione sono due soggetti distinti e diversi, anche se entrambi si richiamano ai valori di libertà, di giustizia, di moralità divulgati da Nino Caponnetto.

C’è un “però” a questo punto e noi lo abbiamo fatto affettuosamente rilevare a “nonna Betta”.

Ella non ha tenuto conto, incautamente, delle basse, possibili, prevedibili, strumentalizzazioni di quella nota, tenuto conto del livello politico dello scontro su un territorio, come quello pontino, devastato dal malgoverno. Strumentalizzazioni che puntualmente sono venute da parte di chi evidentemente si ritiene colpito dall’azione della nostra Associazione, anche se noi abbiamo sempre tenuto a salvaguardare il nostro carattere apartitico e non ci siamo mai lasciati condizionare dalle appartenenze politiche. Riteniamo strano, quindi, che gli attacchi ad un ’Associazione antimafia come la nostra, vivace, sì, ma sempre corretta ed obiettiva, siano venuti e vengano sempre e solo da esponenti di Forza Italia!!!

E’ la terza volta – dopo la pubblicazione, prima, a cura del Sindaco di San Felice Circeo, la seconda, a cura del Sindaco di Monte San Biagio, durante un’assemblea pubblica, ed ieri sera, 29 ottobre 2008, durante una trasmissione a Frosinone negli studi dell’emittente televisiva “Extra TV”, da parte del consigliere regionale, sempre di Forza Italia, Romolo Del Balzo – che quella nota viene resa pubblica.

Il consigliere Del Balzo, intervenuto nel dibattito televisivo, insieme al Sindaco di Cassino, all’ex Sindaco di Formia, al nostro Segretario regionale ed al responsabile del Sindacato di Polizia SILPCGIL sulle infiltrazioni mafiose nel Lazio, anziché parlare delle attività mafiose sul nostro territorio e delle connivenze fra politica e mafie, ormai accertate dalle tante inchieste giudiziarie, passate e recenti (vedi, tanto per citarne solo alcune, i “casi” di Nettuno e Fondi), ha intessuto inaspettatamente una pretestuosa polemica con la nostra Associazione esibendo prima il suo certificato penale che lo vede, allo stato, non coinvolto in alcuna azione giudiziaria per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, come rilevato, a suo dire, da un organo di stampa, e, poi, una copia della nota del 2007 della Signora Caponnetto.

Il suo comportamento si commenta da sé, come come, d’altronde, quello dei suoi colleghi di partito sindaci, o ex sindaci, di San Felice Circeo e di Monte San Biagio.

Il tema della discussione nel dibattito televisivo di ieri riguardava – ripetiamo – la presenza e le attività delle mafie nel Lazio, presenza ed attività accertate e confermate da taluni e disconosciute da altri, da quanti, cioè, continuano a negare la realtà. Nella trasmissione è intervenuto telefonicamente anche il magistrato Cantone, il quale ha confermato che, dalle indagini fatte da lui e dalle DDA di Napoli e di Roma, è confermata la massiccia presenza delle mafie nel Lazio e, in particolare, nelle due province di Latina e di Frosinone, considerate da sempre dalla camorra parte integrante di quella di Caserta.

Gli esponenti di Forza Italia, anziché discutere di questa gravissima situazione, preferiscono, come nei casi descritti, ricorrere all’arma del dileggio nei nostri confronti, tentando evidentemente di delegittimarci. Ma non sono questi mezzucci a farci desistere dalla nostra azione. Anzi! Siamo abituati a ben altro!