Proteste per la vendita di beni comunali a Gaeta. Come al solito, raccomandiamo estrema vigilanza perché non cadano nelle mani della camorra

Vogliono vendere i gioielli di famiglia per nascondere la loro incapacità amministrativa

Con la delibera di giunta 105 del 20 aprile 2010, l’amministrazione comunale  ha deliberato di mettere in vendita l’ex maternità (succursale liceo scientifico) di via Firenze e un vasto terreno comunale in località Monte Moneta.

Questa delibera segue la 104, con la quale scandalosamente sono stati individuati come non strumentali, e quindi suscettibili di vendita, anche le chiese di proprietà comunale (ben undici, tra cui la Chiesa dell’Annunziata), l’ex palazzo municipale di piazza Traniello, nonché immobili presenti nei piani attuativi del prg (quindi patrimonio indisponibile che non è possibile vendere).

La cultura, la storia, la religiosità del paese potranno essere cedute al miglior offerente in spregio allo statuto comunale.

Tra i tanti beni individuati  come non strumentali la giunta Raimondi ha deciso di iniziare a vendere i più appetibili sul mercato: un edificio di notevole valore economico al centro della città e un vasto terreno ove è possibile costruire attrezzature alberghiere, nella stessa zona dove già un altro terreno è stato acquistato da una società il cui presidente è coinvolto nell’inchiesta nazionale sulla cricca degli affaristi.

Con la scusa di fare cassa, a seguito di anni di allegra amministrazione e nello stesso tempo di scarsa attenzione alla tutela degli interessi comunali nelle cause legali da parte del centrodestra, ma anche da parte di questa amministrazione (ad esempio, spese coperte con proventi delle multe che non saranno mai riscossi, gestione fallimentare del servizio della nettezza urbana, ecc.), si mettono in vendita un edificio che ancora ospita una delle due scuole superiori della città e che ancora potrebbe servire a tale uso e diversi ettari di terreno dal notevole valore ambientale, aprendo la strada a una cementificazione delle colline al di sopra della piana di Sant’Agostino e con ciò impoverendo il presupposto primo del turismo: il patrimonio paesaggistico.

In tutta la storia amministrativa del dopo guerra, con l’eccezione di Magliozzi (che ha regalato la cattedrale alla Curia, con la motivazione che sarebbe stato più facile restaurarla con i soldi della Chiesa, quando oggi la si sta restaurando con i soldi della regione Lazio), non si è mai visto un sindaco che con tanta leggerezza intraprende la strada della svendita del suo patrimonio. Un’irresponsabilità nascosta dietro alti  e vuoti proclami (con i proventi della vendita faremo le strutture sportive, ha detto il sindaco, ma non ha detto che non esistono né i progetti, né i luoghi dove farle, né sono stati programmati i tempi, e che in ogni caso si possono fare accedendo al credito sportivo). Soltanto fumo negli occhi per nascondere la verità: un bilancio sull’orlo del fallimento per inettitudine amministrativa.

Inettitudine amministrativa che emerge anche nella delibera 104, infatti in questa delibera si certifica che la particella da mettere in vendita, oltre 100 ettari, non è gravata da uso civico, quando è vero il contrario, come si evince dalle stesse carte depositate presso il Comune relative  agli usi civici. Di conseguenza non può essere venduta, vanificando anche i propositi, per noi sciagurati, che l’attuale amministrazione si propone.

Sel si oppone alla vendita dell’area di Monte Moneta e invita i cittadini a far sentire la loro voce contraria. Sel propone che tutta l’area di Monte Moneta sia dichiarata dalla regione Lazio monumento naturale, come già chiesto alcuni anni fa da Legambiente, per poter essere utilizzata per il turismo naturalistico e attività di agricoltura biologica da parte di cooperative giovanili, in conformità alla delibera consiliare 37 del 26 giugno del 1997, mai abrogata,  che individua tra gli indirizzi per la variante al prg la soppressione della zona alberghiera in località Monte Moneta (il pd ha rinnegato anche questo atto?).

Sel si oppone anche alla vendita della succursale del liceo, che può  ancora servire alla comunità scolastica, In ogni caso può essere utilizzata, qualora non più richiesta dall’istituzione scolastica, come centro di aggregazione giovanile autogestito (sala musica, sala video, punto di incontro, ecc), che già diverse volte le realtà giovanili hanno chiesto.

La struttura è stata ristrutturata da poco, quindi può essere utilizzata senza ulteriori spese.

Sinistra, ecologia e libertà Gaeta

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