Proposta di incontri per esame situazione relativa alla presenza mafiosa in provincia di Latina

Latina, 21/11/2003

Al Prefetto
Al Presidente Amm. Provinciale
Ai Sindaci
Alle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori
Alle Organizzazioni Imprenditoriali della provincia di Latina

Oggetto: proposta di incontri per esame situazione relativa alla presenza mafiosa in provincia di Latina

E’ da tempo che la questa Associazione si sta adoperando per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica, delle Istituzioni, dei partiti politici, dei sindacati, delle associazioni sulla gravità della situazione esistente nella nostra provincia in particolare, sulla cui economia la criminalità organizzata sta sempre più stendendo le sue mani.

Siamo costretti, però, a constatare con profonda preoccupazione lo scarso livello di accoglimento, anche in taluni ambienti politici ed istituzionali, del grido di allarme lanciato al riguardo sia dalla Procura Distrettuale Antimafia che dai Procuratori di Roma e Latina, Drr. Vecchione e Lazzaro.

Nei documenti da noi redatti (riportati quasi integralmente sul sito internet sopraindicato e, soprattutto, in occasione del convegno provinciale da noi promosso a Formia il 25 luglio u. s. che ha visto la partecipazione degli Onn. Ayala, Lumia, Orlando, dell’avv. Ligotti, della signora Caponnetto e dei rappresentanti nazionali di “Libera”, oltreché di centinaia di cittadini della nostra provincia e di altre regioni, abbiamo offerto analisi, spunti di riflessione ed elementi che comprovano lo spessore e, al contempo, la pericolosità della presenza mafiosa sul territorio laziale e, in particolare, su quello pontino.

Dobbiamo, però, constatare che, di fronte ad un diffuso comportamento che privilegia una lettura minimalista e riduttiva del fenomeno, anche qualche sporadico intervento di poche persone appare più come frutto di una sensibilità personale che non parte di un impegno generale del soggetto politico di riferimento contro la criminalità.

La pericolosità delle mafie sta soprattutto nella strategia di inabissamento che esse hanno adottato, nei rapporti con segmenti della società, della politica e delle istituzioni che esse sembrano aver instaurato, nelle mutazioni, insomma, rispetto al passato che esse si sono date, mutazioni che le hanno portate ad essere più un soggetto “economico” che non “militare”.

Il fine che noi ci siamo proposti, al momento della costituzione della nostra Associazione, è quello di promuovere un processo di coscientizzazione che porti al coinvolgimento, il più ampio possibile, di soggetti collettivi ed individuali in una rinnovata, più efficace azione di contrasto dell’illegalità e della criminalità, in particolare di quella organizzata.

E’ nostro vivo desiderio valutare e decidere insieme le forme di tale azione, soprattutto con chi, come i rappresentanti delle forze sociali ed economiche, vive sulla propria pelle il problema della presenza criminale sul nostro territorio.

E’ un impegno di civiltà che vogliamo condividere con chi vorrà impegnarsi su questo fronte.

Proponiamo, pertanto, un incontro, con delegazioni ufficiali e con ogni singola rappresentanza, prima di arrivare ad uno successivo con la partecipazione di tutti coloro che si saranno dimostrati disponibili.

Tale incontro potrà avvenire presso le V/s stesse sedi.

Siamo in attesa di un cortese riscontro che precisi l’eventuale disponibilità e la data proposta e, nel frattempo cordialmente salutiamo

p. Il Consiglio Direttivo
il segretario dr. Elvio Di Cesare

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