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Pronta risposta dello Stato dopo gli spari a Bitonto.Complimenti alla Polizia di Stato di Bari e Bitonto

La risposta delle forze dell’ordine all’escalation di fuoco del fine settimana non si è fatta attendere.

Due pezzi da novanta della cronaca nera degli ultimi anni, infatti, sono stati arrestati sabato sera dagli agenti del Commissariato di P.S. di Bitonto, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia.

Si tratta di Domenico Conte e Giuseppe Rocco Cassano, due presunti boss capi degli omonimi clan.
Quest’ultimo, in particolare, sarebbe il destinatario degli avvertimenti a colpi di proiettili degli ultimi giorni.

Anche per paura di una possibile ritorsione, gli inquirenti hanno accelerato i tempi ed arrestato i due volti noti.
Per entrambi i capi d’accusa sono relativi alla violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.

I presunti clan Conte e Cassano, dopo qualche anno di allontanamento, nonostante il territorio contiguo, nella zona 167, negli ultimi mesi si sarebbero riavvicinati per contrastare il presunto clan Cipriano, che seppur decimato da numerose operazioni delle forze dell’ordine mantiene una certa imponenza sul territorio grazie all’ausilio del clan Strisciuglio di Bari.


ORE 12. IL COMUNICATO DELLA POLIZIA
Ecco di seguito il comunicato della Squadra Mobile di Bari e del Commissariato di P.S. di Bitonto.

Nella serata di sabato scorso, a Bitonto (ba), uomini della Squadra Mobile di Bari e del locale Commissariato di P.S. hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Conte Domenico di anni 44e di Cassano Giuseppe Rocco di anni 36, entrambi con precedenti di polizia, ritenuti responsabili della violazione degli obblighi della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno, con l’aggravante prevista dall’art 7 della l.152/1991.

In seguito alle numerose violazione alla misura di prevenzione, gli agenti hanno presentato alla locale D.D.A. un’articolata informativa di reato ove sono state evidenziate le reiterate condotte illegali dei due sorvegliati speciali, ritenuti elementi apicali delgruppo “Conte-Cassano”, vicino al clan “Mercante”, operante nel Quartiere Libertà di Bari.

La compagine delinquenziale a cui appartengono i due arrestati si contrappone storicamente al gruppo “Cipriano”, ritenuto collegato, in passato, al clan “Strisciuglio” e, recentemente, al clan “Parisi”, strutture criminali attive nel capoluogo.

Il citato contrasto tra il gruppo “Conte-Cassano” e quello dei “Cipriano”, che nei decorsi anni ha fatto registrare numerosi episodi armati – gli ultimi due avvenuti proprio nell’ultima settimana – matura nell’ambito della lotta per il controllo delle piazze di spaccio e delle estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori.

Negli ultimi due anni, nei confronti di adepti dei citati sodalizi, quest’ufficio ed il locale commissariato, sotto il costante coordinamento dalla direzione distrettuale antimafia, hanno eseguito numerosi arresti in flagranza e provedimenti restrittivi; in particolare si ricorda:

Il 24 agosto 2012(Operazione Argo), nei confronti di 11 appartenenti al clan “Conte”, è stata eseguita una misura cautelare in carcere, disposta dal gip del tribunale di bari, per i reati previsti e puniti dagli artt. 73 – 74 d.p.r. 309/90, nonché un provvedimento di fermo ordinato dalla locale direzione distrettuale antimafia, per le fattispecie di  detenzione e porto di armi da sparo, reati quest’ultimi aggravati dall’art. 7 l.203/91.

Il 24 giugno 2013(Operazione Big Bang) la squadra mobile ha dato esecuzione ad un ordinanza di custodia cautelare, in carcere e ai domiciliari, emessa dal g.i.p. presso il tribunale di bari su richiesta della locale d.d.a. nei confronti di 27 persone, tutte con precedenti di polizia, ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico e alla commercializzazione di sostanze stupefacenti, estorsione, porto e detenzioni di armi da guerra e comuni da sparo, commessi con l’aggravante di cui all’art.7 l.203/91. Il provvedimento cautelare ha interessato anche gli appartenenti al clan “cipriano”, articolazione del clan “strisciuglio” operante a bitonto.

Il 2 luglio 2013, nel centro cittadino di bitonto, sono stati esplosi numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo di un soggetto non identificato, presumibilmente appartenente al clan “conte”, il quale, allontanatosi a bordo di un motociclo, è sfuggito all’agguato, le immediate indagini hanno portato al fermo di indiziato di delitto, emesso dalla direzione distrettuale antimafia di bari, nei confronti di: amendolara francesco di anni 24, sabba michele mdi anni 20, cozzella michele, di anni 41, ritenuti responsabili di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto di armi da fuoco, con l’ulteriore aggravante dell’art.7 l.203/91. Anche nei confronti di un minore, il gip presso il  tribunale dei minorenni, disponeva la misura cautelare per analoghi reati.

Il 5 luglio 2013, a seguito di numerose perquisizioni, a carico di appartenenti al clan  “cipriano”, sono state  arrestate, in flagranza di reato, tre persone trovate in possesso, complessivamente di: 780 grammi di marijuana, 47 grammi di cocaina, 90 grammi di hashish e di una pistola semiautomatica cal. 9 con relativo munizionamento.