Prometteva agli avvocati dei mafiosi assoluzioni e lavori. La Procura di S. MARIA C.V. ordinò l’arresto del gip De Benedictis già nel 2010

Prometteva agli avvocati dei mafiosi assoluzioni e lavori. La Procura di S. MARIA C.V. ordinò l’arresto del gip De Benedictis già nel 2010

24 Aprile 2021 – 16:57

NAZIONALE/SANTA MARIA CAPUA VETERE – Al centro dell’indagine che ha portato oggi all’arresto del giudice barese Giuseppe De Benedictis e dell’avvocato Giancarlo Chiariello, vi è l’accordo corruttivo che avrebbe determinato la scarcerazione del pregiudicato foggiano Danilo Pietro Della Malva, per ottenere la quale sarebbero stati pagati 30mila euro.

Nel corso delle perquisizioni eseguite stamattina, contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti di custodia cautelare in carcere nei confronti del giudice De Benedictis e dell’Avvocato Chiariello, del foro di Bari, i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno sottoposto a sequestro un importante quantitativo di denaro.

Infatti, nell’abitazione del figlio dell’avvocato Chiariello, anche lui indagato, in tre zaini nascosti all’interno di un divano e di un armadio sono stati rinvenuti circa 1 milione e 200 mila euro in contanti. Sono in corso accertamenti per verificare la provenienza del denaro.

Il giudice De Benedictis, noto anche come collezionista di armi, nel 2010, fu arrestato su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per la detenzione di un fucile, un’arma da guerra, che secondo l’accusa non avrebbe potuto detenere. Per quell’episodio il giudice finì agli arresti domiciliari ed ha affrontato due processi finiti il primo con un’assoluzione, il secondo con una condanna a 2 anni di reclusione (pena sospesa) inflittagli dalla Corte d’Appello di Lecce.
La condanna fu annullata in Cassazione: il caso fu sollevato dai Carabinieri che su incarico della Procura di Santa Maria Capua Vetere, avevano intercettato casualmente una conversazione tra il magistrato barese e il titolare dell’armeria in provincia di Caserta dove era stata acquistata l’arma. La prima sentenza di assoluzione fu impugnata dalla Procura presso il Tribunale di Lecce, competente a giudicare sui reati commessi dai magistrati baresi. Infine è stato il giudice De Benedictis a impugnare in Cassazione, la sentenza di condanna di secondo grado.

Fonte:https://casertace.net/prometteva-agli-avvocati-dei-mafiosi-assoluzioni-e-lavori-la-procura-di-s-maria-c-v-arresto-il-gip-de-benedictis-gia-nel-2010/

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