Promemoria del Comitato Malagrotta per il Sindaco di Roma

PROMEMORIA PER L’ON. GIANNI ALEMANNO, SINDACO DI ROMA

Il Comitato Malagrotta riafferma dinanzi al Sindaco di Roma – nella sua qualità di primo tutore e garante della salute pubblica – i seguenti obiettivi primari e immediati dell’azione intrapresa con i cittadini che lo sostengono:

  1. Realizzazione di una valutazione d’impatto ambientale complessivo – o studio di sicurezza integrato dell’area vasta – per l’intera zona di Malagrotta – Valle Galeria, classificata come sito a rischio di incidente rilevante, sottoposto ai vincoli del Dlgs 334/99, per la concentrazione di impianti industriali ivi localizzati. Tale studio di valutazione ambientale generale fu richiesto espressamente dal Comune di Roma nel 2003 e la richiesta fu ulteriormente ribadita nel 2004 (v. lettere allegate), e successivamente ripresa negli anni seguenti anche dalla Rete Regionale Rifiuti del Lazio, ma rimanendo ciononostante ostinatamente disattesa;
  2. Moratoria per l’entrata in esercizio del gassificatore fino al completamento di un monitoraggio sufficientemente valido della qualità dell’aria per l’intera zona in modo da poter effettuare successivamente un confronto reale e credibile fra la qualità dell’aria “ex ante” e la qualità dell’aria “ex post” rispetto a quello che sarà l’impatto aggiuntivo rappresentato dalle emissioni del gassificatore.
    Tale monitoraggio deve intendersi comprensivo di un’analisi approfondita delle acque superficiali e delle acque sotterranee, come pure del suolo;
  3. Missione indipendente di verifica del sistema “Amesa” (tecnologia tedesca) per il controllo in continuo delle emissioni del gassificatore. Tale sistema, che è stato installato anche con la nostra collaborazione, richiede ovviamente un monitoraggio indipendente. Siamo in contatto con due esperti del settore (con competenza specifica per la diossina e gli inquinanti persistenti), che sono l’inglese Alan Watson e il tedesco Roland Weber. Questa missione indipendente (20 giorni/anno) è già stata discussa – con convergenza unanime positiva – in Commissione Ambiente del Comune, in una riunione alla quale ha partecipato anche il presidente del COLARI, avv. Manlio Cerroni.
    Va segnalato inoltre che anche nella fase di prova del gassificatore vi sono state (DALL’ AGOSTO SCORSO) e vi sono tuttora emissioni inquinanti e produzione di scorie e solidi vari; queste emissioni non possono essere lasciate all’autocontrollo del gestore, mentre e le scorie e i solidi devono essere preventivamente analizzate dall’ARPA, per classificarle, prima di autorizzarne lo smaltimento.
  4. L’eventuale proroga della discarica di Malagrotta deve essere finalizzata all’allestimento di un sito pubblico di discarica temporaneo e di dimensioni ridotte, al di fuori dell’area di Malagrotta – Valle Galeria, che permetta una transizione in assoluta sicurezza ad un nuovo sistema di gestione dei rifiuti fondato interamente sulla raccolta differenziata spinta (porta a porta) e sull’impiantistica di valorizzazione dei rifiuti con metodologie di trattamento a freddo, come più dettagliatamente specificato nell’allegato A.
  5. Durante questo ennesimo periodo di convivenza con la discarica chiediamo al Sindaco, alla Regione e alla Provincia che venga predisposto un presidio permanente del NOE ed un osservatorio dell’ARPA all’interno della discarica. Ciò al fine di prevenire ulteriori irregolarità di vario tipo nelle operazioni della discarica – e del gassificatore – che hanno determinato provvedimenti giudiziari nel corso degli anni, fra cui due condanne definitive del gestore passate in giudicato, e sofferenze in seno alla popolazione.
  6. Controllo approfondito della documentazione esistente, e in particolare:
    • Valutazione d’impatto ambientale per la discarica nel suo complesso dei dieci lotti;
    • Valutazione d’impatto ambientale per gli impianti di pretrattamento e Valutazione d’impatto ambientale selezione del tal quale;
    • Valutazione d’impatto ambientale per la discarica di CDR/FOS;
    • Piano di adeguamento della discarica nel suo complesso ivi inclusi gli altri impianti presenti ed il piano finanziario post-mortem;
    • Valutazione d’impatto ambientale per la discarica scorie-ceneri;
    • Valutazione d’impatto ambientale per l’impianto di gassificazione e classificazione della tecnologia secondo l’IPPC;
    • Parere tecnico del CTR con l’analisi di rischio incidenti rilevanti (normativa Seveso) in relazione all’inserimento di un impianto a fuoco nell’area della discarica, ed al complesso degli insediamenti industriali dell’area, ed ai dati storici di qualità dell’aria, delle acque e del suolo.

    Una volta esaminata tale documentazione, il Comune potrà rilasciare il parere di propria competenza. VA SEGNALATO IN PARTICOLARE IL FATTO CHE, DALL’ AGOSTO SCORSO, DOPO L’ AVVIAMENTO DELL’ IMPIANTO, NON RISULTA CHE SIANO STATE CONSEGNATE RELAZIONI SULL’ ANDAMENTO DELLE PROVE NE’ CHE ESISTANO RAPPORTI DELL’ ARPA AL RIGUARDO.

  7. A livello propositivo, come contributo da parte dei Comitati specificatamente sul piano tecnologico, finalizzato ad una soluzione rapida ed economica del problema RUR (rifiuto urbano residuo), V. lettera allegata indirizzata al Sindaco Gianni Alemanno in consultazione con il Presidente della Commissione Ambiente, Andrea De Priamo, in merito a nuove tecnologie da applicare ai 4 grandi impianti TMB/CDR di Roma;
  8. Indagine epidemiologica sistematica delle principali patologie che affliggono la popolazione della Valle Galeria;
  9. Approvazione immediata ed avvio operativo delle due convenzioni per un monitoraggio approfondito dell’area che sono alla firma da qualche anno – con il CNR e con Istituto Superiore di Sanità, per le quali ci risultano essere stati assegnati al Comune fondi sia dalla Provincia che dalla Regione, non ancora utilizzati (3 milioni di euro);
  10. Avvio immediato della Consulta Ambientale di Malagrotta e della Valle Galeria – in discussione da mesi a partire dal Municipio XVI, su sollecitazione dei Comitati – al fine di affrontare l’intera problematica del risanamento dell’ area e impostare un nuovo, moderno e sostenibile sistema di gestione dei rifiuti della capitale che sia al livello delle grandi città del mondo occidentale. Strutturazione e articolazione della Consulta in modo tale da farne uno strumento operativo efficace al servizio dell’ Amministrazione e, in primo luogo, della salute dei cittadini e dell’ ambiente.

COMITATO MALAGROTTA

Allegato A

Lettera al Sindaco

Onorevole Sindaco,

riteniamo sia stato provvidenziale il blocco del gassificatore deciso dalla magistratura, anche e soprattutto perché in taL modo sarà possibile avere il tempo, la calma e soprattutto gli elementi necessari per poter veramente fare chiarezza, come Lei ha osservato, nell’aggrovigliata matassa della situazione di Malagrotta.

Ma qualsiasi opinione si possa avere sul gassificatore e la gassificazione

– positiva o negativa, dopo l’unica esperienza europea di questa tecnologia (in Germania, nella città di Karlsruhe, dove un impianto dichiaratamente identico ha funzionato dal 2000 al 2004), è chiaro che lì a Malagrotta, in quell’area già a rischio, il gassificatore, se partirà, partirà male, e sarà pericolosamente vicino ad una soglia critica di rischio.

Le allego in proposito due lettere piuttosto fondamentali del X° Dipartimento, lettere che avevamo fortemente rammentato – ma senza alcun esito – al Suo predecessore, l’ex Sindaco Veltroni, nel corso di un incontro in Campidoglio nel luglio 2007. Sono lettere datate rispettivamente del dicembre 2003 e dicembre 2004, a firma del capo-dipartimento di allora, arch. Stefano Mastrandelo, che esprimono sostanziale perplessità sulla scelta del sito e chiedono uno “studio di sicurezza integrato dell’area vasta” ed “un’analisi ambientale generale, che valuti il complesso degli impianti in una visione unitaria e individui gli interventi di

minimizzazione, mitigazione e soprattutto di compensazione ambientale”.

Tale studio non è mai stato fatto, nonostante le nostre innumerevoli sollecitazioni. E c’è ora un rischio che la situazione a Malagrotta “si avviti” in una serie di contraddizioni insanabili. E che alla fine, se la linea Marrazzo-Di Carlo-Cerroni verrà confermata, si debba addirittura assistere… all’interevente delle forze dell’ordine per imporre, non solo il gassificatore, ma anche la nuova discarica a Monti dell’Ortaccio, ancora e sempre a Malagrotta e nella Valle Galeria. Sarebbe un’ipotesi letteralmente sciagurata con conseguenti probabilissimi problemi di ordine pubblico.

Da un punto di vista razionale e in nome dell’interesse generale, non si vede perché la scelta di un nuovo sito tecnicamente e socialmente appropriato per una nuova discarica di sicurezza – che permetta di affrontare con completa tranquillità la fase di transizione alla fine della quale anche Roma avrà un livello “europeo” di raccolta differenziata – non si vede assolutamente perché tale scelta non possa essere fatta di comune accordo fra la Regione, che per nove lunghi anni ha avuto la responsabilità predominante, con il Commissariamento, della politica dei rifiuti, ed il Comune, che ora, con la gestione normale, ha ripreso il suo ruolo istituzionale.

L’elemento essenziale dell’impiantistica romana dei rifiuti è costituito oggi – dopo molti anni di lenta e laboriosa costruzione e messa a punto – da quattro grandi impianti di trattamento, o TMB (trattamento meccanico-biologico), due dei quali a Malagrotta, di proprietà di Cerroni, e altri due, di proprietà dell’AMA, a Rocca Cencia e sulla Salaria. Questi impianti hanno una capacità di trattamento considerevolissima: oltre 3. ooo tonnellate di rifiuti tal quali al giorno, che vengono tolti alla discarica e di cui viene separata la frazione secca (essenzialmente carta e plastica, che diventa CDR, combustibile da rifiuti) dalla frazione organica (che diventa FOS, frazione organica stabilizzata).

Rimangono “scoperte”> 1.500 tonnellate, il 35 per cento, di cui oltre la metà è già trattata con raccolta differenzia stradale o, marginalmente, con il porta a porta. Occorre quindi, ovviamente e assolutamente, portare entro il 2009 la RD almeno ad un decoroso minimo del 35 % (1.500 tonnellate

al giorno). Il che dovrebbe essere fattibile.

Noi riteniamo che i impianti di trattamento di Roma devono essere utilizzati per la parte che è vero TMB – e disattivati invece per la parte di produzione CDR. Questa è la posizione del prof. Paul Connett della St. Lawrence University di New York e del dottor Enzo Favoino, dirigente ed esperto della Scuola Agraria del Parco di Monza.

Questa istituzione è, come noto, a livelli di eccellenza non solo in Italia ma in Europa per la tecnologia TMB e compostaggio.

Per tornare ai 4 impianti di trattamento è previsto che da essi si traggano 300 tonnellate di FOS e 1000 tonnellate di CDR al giorno. E’quest’ultimo che dev’essere dismesso e i tecnici monzesi ci assicurano che è possibile farlo con costi minimi e in tempi brevissimi. E poi, che cosa si puo’fare? (che non sia il collocamento in discarica del CDR, che non sarebbe neanche legale dato il potere calorifico del CDR stesso). Si può fare separazione ulteriore del secco che costituisce principalmente il CDR – cioè carta e plastica – e quindi ulteriore recupero di materia e riciclaggio quasi totale, come suggerito dall’ing. Piergiorgio Rosso, esperto di sistemi industriali da noi più volte consultato. E come d’altra parte si sta già facendo concretamente in provincia di Treviso (impianto di Vedelago) e altrove con trattamenti simili.

Le proponiamo perciò in via urgente, Signor Sindaco, una consultazione con il dottor Enzo Favoino e l’ing. Piergiorgio Rosso su questo specifico problema e, se Lei riterrà che le loro proposte siano utili, economiche e di rapida attuazione (rispetto ad un itinerario di combustione dei rifiuti), Le proponiamo altresì di voler prendere in considerazione una collaborazione ulteriore sotto forma di un gruppo di lavoro ristretto – punto di riferimento scientifico e tecnologico – che possa utilizzare anche gli inputs ed il know-how dei nostri amici e colleghi americani.

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