Processo Saguto: la difesa rinuncia all’esame di 120 testimoni

Processo Saguto: la difesa rinuncia all’esame di 120 testimoni

Ascoltati il presidente Fava e l’ex giudice Licata

di AMDuemila

10 Ottobre 2019

L’avvocato Nini Reina, legale difensore,dell’ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo Silvana Saguto, nell’ambito del processo che la vede accusata di aver gestito illecitamente le procedure di designazione degli amministratori giudiziari dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, e in cambio di favori avrebbe dato incarichi a suoi “fedelissimi” professionisti, ha rinunciato all’esame di 120 testimoni. Questo è accaduto ieri al termine dell’udienza, in cui tra sono stati ascoltati l’attuale presidente della Commissione antimafia Sicilia, Claudio Fava, e l’ex giudice misure di prevenzione Fabio Licata, indagato con la Saguto e condannato separatamente per abuso d’ufficio e falso ideologico. Con la decisione del legale difensore, si accorciano di gran lunga i tempi del processo, infatti già a gennaio potrebbe iniziare la requisitoria. “I dati sulla gestione della sezione – ha spiegato Reina – vennero forniti dai giudici sia al Csm, che aveva aperto una pratica a tutela della Saguto e degli altri magistrati della sezione dopo la campagna mediatica di delegittimazione a cui erano stati sottoposti, sia all’Antimafia. Parliamo del 2013 e del 2015. E come ha detto Fava oggi, la commissione, analizzandoli, non ravvisò criticità”. “Gli stessi dati – ha proseguito – furono dati al presidente del Tribunale e a quello della Corte d’Appello. Quest’ultimo invitò a rimuovere dall’incarico di consulente in una procedura il marito della Saguto visto il clima di sospetti e accuse del momento. E ciò per meri motivi di opportunità e nonostante Saguto non fosse nel collegio che gestiva la procedura a cui era assegnato il marito”.
Nell’udienza di ieri è stato anche ascoltato l’ex giudice
Fabio Licata che ha ricostruito la genesi della nomina del figlio del giudice Tommaso Virga, Walter, come amministratore giudiziario del patrimonio dell’imprenditore in odore di mafia, Rappa. “Si trattava di un grosso patrimonio – ha spiegato – ma tutto sommato di una procedura facile perché principalmente aveva ad oggetto immobili. Visto il clima del momento per ragioni di opportunità non aveva senso nominare gli amministratori a cui ci rivolgevamo solitamente, perciò fui io a pensare a Walter Virga perché in altri casi aveva lavorato bene. La mia indicazione fu poi condivisa dal collegio”.
Nel caso Saguto è finito anche il padre di
Virga, Tommaso, ex consigliere del Csm che è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio.
L’udienza è volta a termine e la prossima è stata fissata per il
14 ottobre.

Fonte:http://www.antimafiaduemila.com/

 

 

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