Processo Grimilde: nuovo colpo al clan Grande Aracri

Processo Grimilde: nuovo colpo al clan Grande Aracri

Condannato ex presidente consiglio comunale di Piacenza

AMDuemila

27 Ottobre 2020

Quarantuno condanne, le più alte a 20 anni per l’ex presidente del Consiglio comunale di Piacenza Giuseppe Caruso e per Salvatore Grande Aracri, figlio del boss Francesco e nipote dello storico capomafia Nicolino. La sentenza è stata emessa ieri sera a Bologna, nell’aula bunker del carcere della Dozza, dal gup Sandro Pecorella nell’ambito del processo di primo grado in abbreviato del processo scaturito dall’inchiesta “Grimilde” (il rito ordinario con altri 22 imputati avrà luogo a Reggio Emilia il 16 dicembre).
Un’operazione che aveva al centro le infiltrazioni della ‘Ndrangheta a Brescello, unico comune emiliano-romagnolo sciolto per mafia.
In particolare il processo, verteva 
“sulle vicende riconducibili alla famiglia Grande Aracri di Brescello, le cui attività illecite, radicate nel campo economico ma non solo in quello, si sono snodate per più di un decennio, giungendo di fatto all’attualità”. Nella sentenza il giudice ha riconosciuto (salvo qualche prescrizione) le richieste di pena formulate dal pubblico ministero Beatrice Ronchi, pari a 264 anni di carcere totali. Le figure chiave dell’inchiesta, come anticipato, sono Francesco Grande Aracri, fratello del boss di Cutro Nicolino, e i suoi figli Paolo e Salvatore, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Con gli altri imputati, rispondono a vario titolo anche di estorsione, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, danneggiamento e truffa aggravata. Per Caruso, ex FdI ed ex funzionario delle dogane, ruolo col quale avrebbe aiutato la cosca, è stata disposta una provvisionale da un milione per il Comune di Piacenza.
Pene significative, tra l’altro, anche per 
Albino Caruso, fratello, di Giuseppe, 12 anni e 10 mesi, poi 11 anni per Domenico SpagnoloGiuseppe StrangioClaudio Bologna (11 anni, 8 mesi e 20 giorni), Giuseppe LazzariniPascal Varano (11 anni, nove mesi e dieci giorni), Francesco Muto (11 anni, due mesi e 20 giorni). Condannati anche altri imputati già finiti al centro, con posizioni apicali, dell’inchiesta ‘Aemilia’: Alfonso Diletto, tre anni, otto mesi e 20 giorni, così come Nicolino Sarcone; 11 mesi è la condanna decisa in questo processo per il boss Nicolino Grande Aracri, mentre il fratello Francesco e l’altro figlio di questi, Paolo, erano stati rinviati a giudizio con processo che inizierà a dicembre a Reggio Emilia.
Il giudice ha anche riconosciuto i risarcimenti per le parti civili: 500mila euro alla presidenza del Consiglio dei ministri, 2,3 milioni al ministero dei Trasporti e provvisionali fino a 200mila euro per la Regione Emilia-Romagna; 100mila euro per il Comune di Reggio Emilia, fino a 100mila euro per il Comune di Brescello; fino a 50mila euro per Libera; fino a 80mila euro per la Cgil Emilia-Romagna, la Camera del Lavoro di Reggio Emilia e di Piacenza, Cisl e Uil regionali.

FONTE:www.antimafiaduemila.com

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