Processo Frontiera, la Dda di Catanzaro chiede più di 400 anni di carcere

Processo Frontiera, la Dda di Catanzaro chiede più di 400 anni di carcere

Ndrangheta e appalti, chiusa la requisitoria. Chiesti 20 anni di reclusione per il boss Muto, già detenuto al 41 bis, 11 anni per l’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri, 24 anni per Emilio Iacovo e Vito Gallo, 22 per Luigino Valente

10 giugno 2019

di Michele Presta


PAOLA Sono servite tre udienze al procuratore aggiunto Vincenzo Luberto e al collega Romano Gallo della Dda di Catanzaro per formalizzare le richieste di condanna a carico dei 39 imputati coinvolti nel processo “Frontiera” che hanno scelto il rito ordinario. Al collegio giudicante del Tribunale di Paola presieduto da Alfredo Cosenza con a latere i colleghi Vincenzo D’Arco e Rosamaria Mesiti, i due pubblici ministeri hanno chiesto la condanna ad anni 20 per Franco Muto, capo dell’omonimo gruppo criminale attivo nel tirreno cosentino, già detenuto al regime di carcere duro previsto dall’articolo 41bis. Undici e dieci anni sono stati chiesti rispettivamente per Giorgio Ottavio Barbieri e Massimo Longo. L’imprenditore romano ed il suo braccio destro sono finiti nel procedimento penale iniziato nel 2016 visti i loro rapporti con i presunti intranei alla cosca di ’ndrangheta cetrarese a causa dei versamenti (11mila euro mensili, ndr) fatti a favore del gruppo che gli avrebbero garantito copertura e indipendenza negli appalti poi vinti nella provincia di Cosenza e che sono anche al centro del procedimento “Lande desolate” (qui la requisitoria relativa alla posizione dei due imputati). Nell’indagine finì anche la sorella di Giorgio Barbieri, Francesca, per la quale la magistratura antimafia ne ha chiesto l’assoluzione. Agli imputati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina e usura illecita, concorrenza con violenza e minaccia. Il reato di associazione è aggravato dalla mafiosità.
Egemonia nel mercato del pesce da 40 anni (come spiegato qui nel corso della requisitoria) smercio del pescato a condizione imposte dal clan anche quando le società riconducibili ai Muto erano in regime di amministrazioni giudiziaria. Poi, tutta una serie di episodi di cessione di sostanza stupefacente, ricostruite in aula nel corso della requisitoria affidata al pm Romano Gallo. (m.presta@corrierecal.it)

 

 

LE RICHIESTE DI CONDANNA
Antonio Abbruzzese, 12 anni
Giuseppe Antonuccio, 11anni
Giorgio Ottavio Barbieri, 11 anni
Francesca Barbieri, richiesta di assoluzione
Davide Bencardino, 13 anni
Pier Paolo Bilotta, 13 anni
Agostino Bufanio, 11 anni
Giuseppe Calabria, 5 anni
Vincenzo Campagna, 12 anni
Giuseppe Candente, 6 anni
Gino Caroprese, 13 anni
Luca Carrozzini, 11 anni
Marco Carrozzini, 1 anno e 4 mesi
Enzo Casale, 13 anni
Angelo Chianello, 6 anni e 2 mesi
Simone Chiappetta, 11 anni
Giuseppe Crusco, 13 anni
Gaetano Favaro, 13 anni
Pier Matteo Forestiero, 20 anni
Amedeo Fullin, 13 anni
Cono Gallo, 11 anni
Vito Gallo, 24 anni
Agostino Iacovo, 11 anni
Emilio Iacovo, 24 anni
Maria Iacovo, 1 anno e 8 mesi
Massimo Longo, 10 anni
Simone Iannotti, 11 anni
Laura Maccari, 1 anno e 8 mesi
Alessandra Magnelli, 6 anni
Antonio Mandaliti, 20 anni
Francesco Muto, 20 anni
Antonio Pignataro, 13 anni
Maurizio Rango, 12 anni
Andrea Ricci, 12 anni
Michele Rizzo, 1 anno e 4 mesi
Simona Maria Assunta Russo, 6 anni
Mariangela Tommaselli, 1 anno e 8 mesi
Alexander Tufo, 13 anni
Luigino Valente, 22 anni.

Fonte:https://www.corrieredellacalabria.it

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