Processo Dell’Utri. Massimo Ciancimino non ammesso

Riporto il servizio girato dell’ultima udienza del processo d’Appello a Marcello Dell’Utri di venerdì 5 marzo.

Testo del video intervento

La Corte d’Appello di Palermo chiude la porta in faccia a Massimo Ciancimino.

Il figlio di Don Vito, ex Sindaco mafioso di Palermo, non sarà ascoltato in qualità di testimone nell’ambito del Processo d’Appello contro il Senatore Marcello Dell’Utri che, in primo grado, ha subito una condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo i Giudici della II sezione penale, presieduta da Claudio Dall’Acqua, Massimo Ciancimino, le sue dichiarazioni, sarebbero caratterizzate da una “contraddittorietà non ancora risolta”.

Inoltre i verbali depositati dal Procuratore Generale, Nino Gatto, conterrebbero troppi omissis opposti dalla Procura della Repubblica di Palermo a tutela di esigenze investigative che ne rendono problematica l’assunzione al dibattimento.

Ma il motivo principale che ha fatto ritenere la testimonianza di Ciancimino “non necessaria” è la circostanza che, quest’ultimo, non ha mai assistito né ad incontri tra Dell’Utri e suo padre Vito, né tra Bernardo Provenzano e il senatore. Ma – hanno spiegato i Giudici – avrebbe dovuto rendere una testimonianza de relato. Addirittura di secondo grado.

Sempre nell’ordinanza di rigetto dell’istanza del PG è scritto che Massimo Ciancimino, “troppo tardivamente” fa cenno al Senatore Dell’Utri nell’ambito della sua collaborazione con le Procure di Palermo e Caltanissetta.

“Termini assai generici” – inoltre – sono usati da Ciancimino quando parla dei presunti investimenti del padre, Provenzano e altri mafiosi, nell’affare edilizio di Milano 2.

Di contraddittorietà e non di “inaffidabilità” hanno parlato i Giudici nell’ordinanza che, nelle motivazioni ricalca – in alcune parti – quella emessa nel settembre scorso, su analoga richiesta.

La decisione, che riguardato anche l’ammissione, non concessa, di ascoltare due investigatori a riscontro di alcune parti delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, è giunta al termine di più di due ore di camera di consiglio, precedute dall’intervento della difesa del Senatore che aveva sostenuto di “non temere” la testimonianza e di non opporsi a questa eventualità.

Adesso il nuovo calendario delle udienze prevede che ne vengano concesse almeno due al Procuratore Generale, che si aggiungono alle tre già svolte, per la sua requisitoria finale. E cinque per la difesa.

Il processo, a questo punto, potrebbe andare a sentenza entro la prima settimana di giugno.

(Tratto dal blog di Antonio Di Pietro)

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