Processo Ca-morra

Inchiesta “Ca-morra”: continuano le udienze davanti al gup Valerio Savio. C’era attesa ieri a Roma per l’interrogatorio incrociato, di accusa e difesa, a Gennaro De Angelis, in carcere dal 9 febbraio, dopo l’arresto scattato nel blitz di guardia di finanza e carabinieri, nel quale finirono in manette oltre 70 persone, di cui 25 residenti fra Cassino, Pontecorvo, Isola Liri, Sora e Castrocielo. Il 65enne imprenditore, residente proprio in quest’ultimo Comune, secondo gli inquirenti dell’Antimafia, era il capo di un sodalizio locale dedito, fra le altre cose, ad ingenti truffe dell’Iva su auto di lusso importate dal nord Europa. Parte dei business di De Angelis, sempre secondo l’accusa, finiva nelle casse del clan dei casalesi. Ma l’imprenditore, difeso dall’avvocato Mariano Giuliano, trasferito in mattinata dal carcere di “Rebibbia” fino al tribunale, giunto in aula, ha accusato un malore improvviso. L’interrogatorio è stato rinviato, con molta probabilità, al 22 dicembre, quando saranno ascoltati anche il commerciante di auto di Sora, Aladino Saidi, considerato dagli inquirenti il braccio destro di De Angelis, e Ciro Maresca, fratello di Pupetta, una delle prime donne capoclan della camorra. Fra le persone sentite ieri, vi era anche la figlia dell’imprenditore, che risponde di interposizione fittizia di beni riconducibili al padre. La donna ha ribadito che il mega patrimonio è il frutto di eredità, lasciate dai ricchissimi capostipite della sua famiglia, originari di Casal di Principe.

(Tratto da Il Messaggero)

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