Primi segnali positivi

Latina 22 dicembre 2003

Ai Presidenti e Segretari Provinciali dei Sindacati dei lavoratori
Organizzazioni imprenditoriali e sociali

E p.c.
Ministro degli interni – Roma
Prefetto di Latina

Non è trascorso un mese dalla data dell’invito da noi rimesso alle Organizzazioni sociali della provincia a fare insieme il punto sulla situazione relativa alle attività delle mafie sul nostro territorio e già possiamo registrare i primi segnali positivi.
La Segreteria provinciale della UIL ed una delegazione di questa Associazione si sono incontrate nei giorni scorsi ed hanno concordato sulle analisi e sulle iniziative che dovranno essere assunte per sensibilizzare quei soggetti sociali, economici, culturali che sembrano non aver ancora preso coscienza della gravità del fenomeno.
Incontri ci sono stati anche con la CGIL, la quale ha confermato con un documento del suo Direttivo provinciale il proposito di rilanciare l’iniziativa di denuncia e di contrasto del fenomeno di infiltrazione mafiosa nelle attività economiche della nostra provincia.
Siamo in attesa di conoscere il pensiero delle altre organizzazioni sindacali e di quelle imprenditoriali.
C’è da rilevare, purtroppo, che persistono inquietanti zone dio ombra che vanno assolutamente fugate.
Ne citiamo una per tutte. E’ noto ormai a tutti che soggetti legati alla criminalità organizzata stanno mostrando da tempo un particolare interesse a tutta la fascia costiera e non che si estende da Terracina verso il nord, San Felice Circeo, Sabaudia, Latina…
A San Felice Circeo, oltre alla vicenda dei lavori portuali, la Magistratura ha già provveduto a confiscare alcuni immobili di proprietà della criminalità organizzata. Si Tratta, come si vede, di un insediamento criminale già avvenuto e consolidato, che smentisce quanti si ostinano a negare la presenza sul nostro territorio dei vari clan.
Stupisce, pertanto, il mancato accoglimento di una proposta di un consigliere di quel Comune di istituire una Commissione speciale consiliare per i problemi della sicurezza e della legalità.
Sono, questi, comportamenti inquietanti che evidenziano quanto sia basso nelle istituzioni il livello di attenzione al fenomeno mafioso in provincia di Latina; un fenomeno che, insieme a quello della disoccupazione e del sottosviluppo della nostra provincia, deve, invece, essere considerato la prima emergenza.
Siamo lieti delle notizie divulgate dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza nella conferenza stampa di fine d’anno. Finalmente è stato fatto proprio il principio da noi sempre sostenuto secondo il quale le mafie sono ormai un soggetto economico che investe continuamente i suoi immensi capitali trasformandoli da illeciti in leciti.
E’sulla “provenienza” di questi capitali che si deve concentrare il lavoro di intelligence di Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, Magistratura, ecc.
Riteniamo, però, che bisogna fare di più perché è ancora poco quello che è stato fatto, tenuto conto della massa enorme di capitali investiti nelle attività edilizie, commerciali, alberghiere, industriali, finanziarie, socio-assistenziali, agroalimentari ecc.
C’è, poi, tutto il versante delle complicità fra elementi mafiosi e personaggi politici sui quali bisogna far luce.

Il Segretario
Dr. Elvio Di Cesare

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