Prima casa e testimoni di giustizia. Bilancio Ars approva i due ddl

In questi giorni a Formia (in provincia di Latina) alcuni discutono dell’uso dei beni confiscati alla camorra. Bene. Anzicché continuare ad assegnarli a associazioni ed enti che potrebbero non utilizzarli compiutamente o utilizzarli per fini non strettamente correlati con la lotta alle mafie, li si assegni a Testimoni e Collaboratori di Giustizia evitando, così, che il Ministero degli Interni continui a pagare canoni di locazioni miliardari. Sarebbe un bello schiaffo alla camorra che dilaga nel sud pontino considerato “provincia di Casale”, oltre che una prova da parte della nuova Amministrazione Comunale di Formia di voler combattere le mafie.

Due importanti disegni di legge superano con voto unanime il giudizio della Commissione Bilancio all’Ars. Si tratta dell’approvazione dei ddl che prevedono rispettivamente benefici per i testimoni di giustizia e l’impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili strumentali all’esercizio di imprese, arti e professioni.

Nello specifico, una volta diventato norma, il ddl 478 estenderebbe ai testimoni di giustizia alcuni dei benefici previsti per le vittime di mafia, sia in termini di garanzie personali e familiari che per quel che riguarda la possibilità di assunzione nella pubblica amministrazione.

“Un valido strumento legislativo nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata – afferma il presidente del gruppo Pd all’Ars Baldo Gucciardi -. Questo disegno di legge può fornire strumenti molto importanti per incentivare la collaborazione con lo Stato. La storia ci insegna che la lotta alla mafia passa anche dagli strumenti normativi, mi aspetto ora che il Parlamento regionale approvi immediatamente questo ddl”.

La II Commissione ha esitato favorevolmente anche il progetto di legge che propone l’impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili strumentali alle imprese. Il disegno di legge voto, di cui è prima firmataria la deputata M5s Vanessa Ferreri, riguarda una materia di competenza nazionale, “ma grazie alla legge-voto – affermano i deputati Cinquestelle -, abbiamo oggi la grande occasione di spingere il Parlamento nazionale su questo terreno, specie se dietro ci verranno, come speriamo, altri consigli regionali, con approvazione di ddl analoghi. Su questo punto non pensiamo possano esserci steccati partitici, la prima casa non si pignora”.

Secondo il vicepresidente vicario della Bilancio Vincenzo Vinciullo (Ncd), si tratta di “un vero e proprio atto dovuto. In pratica, anche questa legge voto che mette dei paletti ai crediti tributari, è una norma dal forte sapore morale poiché salvaguarderà, quando approvata anche in sede nazionale, i beni primari e imprescindibili della persona e della impresa. Insomma, una garanzia di futuro per le famiglie, in un periodo di forte crisi economica e di aumenti esponenziali delle tasse e dei tributi”.

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