Pressing del prefetto sul commissario Ater: «Via i Casamonica».CACCIATELI, CACCIATE QUESTO CANCRO DALLA CAPITALE

IL Mattino, Giovedì 10 Maggio 2018

Pressing del prefetto sul commissario Ater: «Via i Casamonica»

di Simone Canettieri e Alessia Marani

Alloggi pubblici in mano ai Casamonica e ai loro affiliati, il prefetto Paola Basilone convocherà il commissario straordinario dell’Ater Pasquale Basilicata per avviare insieme la strategia degli sgomberi. Il censimento è in corso, all’indagine interna stanno lavorando anche gli uffici regionali delle Politiche Abitative. Mentre il Campidoglio sta passando al setaccio i 2000 appartamenti che risultano occupati da inquilini che per reddito potrebbero, invece, permettersi canoni di mercato. Tra gli “scrocconi” figurano membri di famiglie nomadi e sinti imparentate con i clan. Ostia insegna: botte e minacce per strappare gli appartamenti ai regolari inquilini, come quelle messe in atto da sette componenti del clan Spada, tutti condannati a ottobre per estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’incontro a Palazzo Valentini sarà fissato già nella prossima settimana.

OCCUPAZIONI A CINECITTÀ

Stamani nel VII Municipio, intanto, quello della Romanina dove Vincenzo, Christian ed Enrico Di Silvio, insieme con Antonio Casamonica, sono stati arrestati per il raid di Pasqua al Roxy Bar, la presidente Monica Lozzi incontrerà i vigili urbani dello speciale nucleo abitativo per accendere un faro su nuove occupazioni sospette da parte di famiglie nomadi a Cinecittà. «Partirà immediata la segnalazione alla Procura», dice la presidente grillina.

IL PROGRAMMA E I SOSPETTI

Sono 150 gli sgomberi già programmati dall’assessorato comunale al Patrimonio di Rosalba Castiglione, alcuni rientrano pure nei 1600 casi riscontrati di appartamenti i cui legittimi assegnatari sono deceduti da tempo ma che sono stati puntualmente intercettati e presi in consegna dal racket delle case popolari. «C’è da capire – sottolinea Annamaria Addante, dell’associazione inquilini Iacp Ater – come mai, in più casi, alloggi che sono rimasti vuoti per mesi, se non per anni, non appena sono state riconsegnate le chiavi agli uffici, sono stati occupati. Un tempismo che lascia di stucco». Incontri tra prefettura e Ater non sono mancati anche nel recente passato, così come gli incontri con le forze dell’ordine. Ma per Basilicata occorre fare un salto in avanti e «uscire dalla logica del cognome Casamonica», afferma. «Perché il problema in Ater – spiega – è la presenza della criminalità organizzata che da anni si è radicata nelle case e che va debellata».

PALAZZI FUORI CONTROLLO

Il riferimento è chiaro: ci sono intere microzone del patrimonio immobiliare pubblico gestito dall’azienda territoriale e assegnato dal Comune letteralmente fuori controllo. Come nelle torri di Tor Bella Monaca o, peggio, nella enclave di San Basilio dove tecnici e operai fanno fatica a entrare persino per un semplice sopralluogo. «Ho chiesto di avviare una verifica sul patrimonio immobiliare e sulla situazione dei residenti Ater per avere in tempi brevi un report aggiornato sulla titolarità degli occupanti», dice Massimiliano Valeriani, neo-assessore alle Politiche abitative del Lazio. Dopodiché, la palla passerà ancora una volta alla Procura. Nel frattempo, fioccano le segnalazioni anonime nella posta del Dipartimento al Patrimonio, «ben vengano anche quelle per stanare tutte le illegalità», dicono dagli uffici di piazza da Verrazzano.

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