Preoccupazioni e proteste per il realizzando Centro di accoglienza e smistamento profughi a San Giuliano di Puglia.

SAN GIULIANO DI PUGLIA. L’azione del comitato “No Hub” non si ferma. Ne sono certi gli attivisti che ieri, nonostante il via libera del comune di San Giuliano, che in assise pubblica ha dato il placet per realizzare il centro di accoglienza,  e il visto del Prefetto Di Menna, hanno dato vita a un sit-in proprio dove a breve sorgerà il centro di accoglienza e smistamento profughi.

Una opportunità, la realizzazione del centro, che non piace agli attivisti perché celerebbe “l’affare”, quello denunciato dallo stesso Emilio Izzo che paventa l’esistenza di interessi malavitosi, legati al filone d’inchiesta di “Mafia capitale”, anche sul centro di San Giuuliano.

E così, mentre le procedure ufficiali vanno avanti, il fronte del no persegue nel suo intento di scuotere l’opinione pubblica su un qualcosa che non sarebbe realizzato in modo opportuno e che agli annunciati 500 arrivi potrebbe nascondere accessi per anche 1500 profughi.

Per Antonio Petruccelli del Comitato No hub Molise, “siamo nuovamente qui per protestare e dire le nostre ragioni del no al centro hub. È in corso una convenzione che è già stata firmata dal Prefetto di Campobasso e dal sindaco di San Giuliano Barbieri e questo ci preoccupa. Loro parlano di 500 migranti ma noi abbiamo degli elementi per dire che in realtà c’è il pericolo concreto che possano arrivare fino a 1500 – 2000 migranti in questo villaggio, creando delle conseguenze devastanti su l’intero territorio. Un territorio privo di forze dell’ordine, con una sanità al collasso che vedrà presto il commissariamento del nostro governatore, abbiamo un alto tasso di disoccupazione, e quindi tutte queste condizioni con ci consentono di ospitare un centro del genere. Tra l’altro il Centro Hub, a differenza dei centri Sprar, è un centro di identificazione e smistamento ed ha una costante comune a tutti gli altri centri nazionali: quella del sovraffollamento. Ha dei tempi molto lunghi, quindi ha differenza di quei 40 – 50 giorni di permanenza è possibile che restino persone anche sino a due anni prima di ottenere lo status di rifugiato politico. Quindi l’erogazione dei servizi andrebbe a calpestare totalmente i diritti umani e costituzionali dei profughi”.

In linea con lui anche Giovanni Gianfelice che afferma: “Siamo intenzionati fermamente ad operarci  affinché l’alto numero dei migranti venga drasticamente diminuito, perché questo villaggio che doveva rappresentare l’emblema del riscatto dei comuni del cratere oggi lo vediamo proiettato verso una nuova dimensione che potrebbe essere quella di diventare un lager, rendendo questa parte del Molise una zona abbandonata”.

Tante le iniziative in cantiere, tra le quali parrebbe di prossima realizzazione una marcia da Santa Croce a San Giuliano che seguirà alla già in corso raccolta firme.

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