Poveri Falcone e Borsellino e, soprattutto poveri figli e nipoti nostri!!!

NON FACCIAMOCI ILLUSIONI: LA TERRA NON RUOTA PIU’

Non facciamoci illusioni.
Quando manca la volontà politica di risolvere il problema “mafie” in una regione, in una provincia, su un territorio, non c’è niente da fare.
Lo Stato non adegua le sue strutture, non manda gente preparata alla bisogna, ridà una spolverata a quelle vecchie, finanzia qualche “campo antimafia” con quattro ragazzini tanto per buttare un pò di polvere negli occhi degli sprovveduti e dei disinformati ed il gioco è fatto.
Per risolvere i problemi, bisognerebbe avere a capo di ogni Procura della Repubblica un Cafiero de Raho il quale, a quel chi si racconta, convocava i vari Comandanti Provinciali ed i Questori e diceva ad essi: “voglio questo e quello”.
E tutti erano obbligati a fare “questo e quello” ed i risultati si vedevano.
Una pia illusione.
Chi, come noi, conosce bene le situazioni, caserma per caserma, stazione per stazione, commissariato per commissariato, compagnia per compagnia, non può che alzare le mani e dire: “qua non c’è niente da fare”.
E se non ci fossero la DDA, la DIA, Il GICO e qualche altro ancora di lotta alle mafie se ne farebbe poca o niente.
Ma la DDA, la DIA, il GICO stanno lontano, non stanno sul territorio e non sono in grado, pertanto, di esercitare quotidianamente quel controllo, quell’opera di vigilanza e di scavo che sono necessari per bloccare l’avanzata delle mafie.
Per non parlare, poi, dell’assenza di una cultura antimafia nella stessa magistratura e nelle forze dell’ordine locali le quali continuano l’approccio al fenomeno con la vecchia logica “dell’ordine pubblico” come quando la mafia si identificava nell’analfabeta violento.
Oggi la mafia è altra cosa, è il politico, il sindaco, il parlamentare, l’uomo di governo, l’assessore, il consigliere, il direttore o il funzionario di banca, il commercialista, il notaio, l’avvocato, talvolta il magistrato o il maresciallo, l’ispettore o il capitano, l’imprenditore e così via.
Oggi la mafia è capitale, impresa.
Giovanni Falcone, del cui nome molti si riempiono indegnamente la bocca senza nemmeno sapere cosa faceva e pensava, diceva:
“seguite il filone dei soldi e troverete la mafia”.
Ecco, la mafia sono i soldi ed i soldi piacciono a tutti, perché peraltro fanno economia, fanno impresa, consentono all’Italia di andare, malgrado tutto, avanti, siano essi sporchi o puliti come suol dirsi.
E la mafia, oltre che di soldi, dispone di voti ed è difficile che di fronte a soldi e voti siano molti a resistere alle tentazioni.
Per carità non tutti sono corrotti e corruttibili ma questa è per lo più la realtà, fatte le debite, doverose eccezioni.
Se, poi, ai corrotti ed ai corruttibili si aggiungono i vigliacchi, gli imbelli, gli incapaci, gli ignoranti, coloro che ti dicono “io ho famiglia ed ho paura”, il gioco è fatto: la mafia ha vinto.
Ogni tanto arriva ai vertici delle Questure, dei Comandi provinciali, di compagna, di stazione, di gruppi qualche Questore, qualche Colonnello, qualche Capitano, qualche Maresciallo che hanno operato al fronte, a Palermo, a Reggio Calabria, a Napoli, a Vibo Valentia, a Palmi, o a Casal di Principe e ti si apre per un momento il cuore alla speranza di un cambiamento.
Speranza che crolla un secondo dopo, quando vedi che se ne vanno investigatori come Tocco, Tatarelli, Pepe e gli apparati locali restano sempre gli stessi, da venti e trent’anni, vecchi ed inamovibili, perché così dev’essere.
Il tira e molla, il bastone e la carota, il buio e la luce, chi dice “la mafia non c’è” e chi, invece, timidamente, “la mafia c’è”.
Poi, all’improvviso, arrivano le dichiarazioni, qualche interrogazione parlamentare, qualche comunicato stampa, qualche convegno, qualche inaugurazione di “campi antimafia”, qualche marcia, qualche fiaccolata, qualche parata, qualche spaghettata, biciclettata e tutti -quasi- sono felici e contenti.
Indichi la luna e l’ebete guarda il dito che la indica.
E la mafia ride a crepapelle e ringrazia!!!
Poveri Falcone e Borsellino… e, soprattutto, poveri figli nostri!

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