Polveriera rione Traiano: nel mirino tre superclan e l’accordo per lo spaccio

Polveriera rione Traiano: nel mirino tre superclan e l’accordo per lo spaccio

5 Febbraio 2022

Di Luigi Nicolosi

Venti di faida a Napoli Ovest, al vaglio degli inquirenti gli ultimi movimenti dei capizona della “44”, della “38” e della “99”

di Luigi Nicolosi

Nel quartiere polveriera il fuoco della faida continua a covare sotto le ceneri. Con buona pace delle apparenze. Se è vero infatti che a Soccavo non si registrano da qualche tempo gravi fatti di sangue di stampo mafioso, i raid mortali nelle zone adiacenti – vedi Fuorigrotta – non sono certo mancati, così come i sequestri di arsenali e droga. Per questo motivo gli investigatori che monitorano gli assetti criminali di Napoli Ovest non hanno alcuna intenzione di abbassare la guardia. Sul loto taccuino finiscono così annotati tre temibili gruppi di male che, nonostante le retate e le condanne incassate negli ultimi anni, continuano ancora oggi a dettare legge al rione Traiano.

L’informativa di polizia giudiziaria è agli atti dell’ultima inchiesta che poche settimane fa ha portato all’interruzione di un summit di camorra nel vicino quartiere Pianura. Ebbene, secondo gli investigatori «contrariamente al passato, quando la zona era quasi completamente sotto il dominio del clan Grimaldi, l’attuale situazione fa registrare una forte disgregazione. Basti pensare che nel solo rione Traiano operano diversi e autonomi gruppi camorristici». Stabilito il contesto, gli inquirenti antimafia passano dunque al setaccio i clan in questione: «Il gruppo della cosiddetta “44”, il rione di sotto, gestito dai cognati Vincenzo Cutolo, attualmente detenuto e figlio del noto Salvatore “Borotalco”, e Gennaro Carra, divenuto collaboratore di giustizia, il cui quartier generale di localizza in via Marco Aurelio. Il sodalizio risulta sostanzialmente composto da pregiudicati fuoriusciti nel 2007 dal clan Puccinelli-Petrone, presente nella parte alta del rione».

Tra i due clan esisterebbe oggi però un accordo di non belligeranza finalizzato a evitare contrasti e, di conseguenza, le attenzioni delle forze dell’ordine: «I Cutolo alla luce di un accordo spartitorio con il primigenio gruppo controllano le estorsioni e una capillare rete di vendita di sostanze stupefacenti, sia attraverso la gestione diretta di propri punti vendita sia attraverso il costante rifornimento di autonomi titolari di piazze di spaccio, tenuti a versare somme periodiche agli esponenti della famiglia Cutolo».

C’è poi «il gruppo della “38”, facente capo a Salvatore Puccinelli alias “Totore a Straccett”, e Salvatore Petrone, alias “’o nano piccirill” per distinguerlo dal padre Francesco anche lui noto come “’o nano”, il cui quartier generale si localizza tra viale Traiano, via Tertulliano, via Romolo e Remo, via Orazio Coclite e zone limitrofe». Ancora oggi mostrerebbe però una certa vitalità anche “il gruppo della “99”, facente capo ad Alfredo Sorianiello e Giuseppe Mazzaccaro, il cui quartier generale si localizza in via Catone». Ci sono infine «i cosiddetti “fuori sistema”, ovvero quei soggetti che pur non essendo legati a uno specifico gruppo criminale, non l’autorizzazione di questi ultimi, operano nell’ambito del traffico di stupefacenti, ovviamente dietro corresponsione di una quota mensile». E proprio il controllo dello spaccio di droga, compreso quello “al minuto”, sarebbe il movente che ha scatenato l’ultima violentissima faida di Napoli Ovest, una guerra che ad oggi conta già tre vittime in meno di un anno e il ferimento del ras di Fuorigrotta, Vitale Troncone.

Fonte:https://www.stylo24.it/polveriera-rione-traiano-nel-mirino-tre-superclan-e-laccordo-per-lo-spaccio/

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