POLITICAMafia, il Presidente della Camera Roberto Fico chiede massima “attenzione alla compromissione con professionisti”

POLITICAMafia, il Presidente della Camera Roberto Fico chiede massima “attenzione alla compromissione con professionisti”

La Mafia non si combatte solo attraverso la necessaria e preziosa azione investigativa e giudiziaria; occorrono anche e soprattutto politiche volte a eliminare il retroterra di degrado ed emarginazione in cui trova alimento la criminalita’ organizzata. Per questo occorre promuovere uno sviluppo durevole e sostenibile, contrastando le diseguaglianze sociali e lottando contro le pratiche collusive e le tante forme di corruzione e di illegalita’ diffusa”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico aprendo a Montecitorio il convegno su “Mafie e libere professioni”. “Dobbiamo tutti unire le nostre forze – ammonisce – per costruire un futuro dove non vi sia piu’ spazio per le dinamiche mafiose che umiliano i cittadini e per le logiche di sopraffazione, nemiche della democrazia. Sono certo che lo stesso mondo delle professioni sapra’ rafforzare gli anticorpi al proprio interno, respingendo senza esitazione ogni forma di corruzione e malaffare”.

Il fenomeno della compromissione con le mafie delle professioni liberali è uno degli aspetti più preoccupanti e insidiosi dell’evoluzione della criminalità organizzata nel nostro Paese e non solo”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico aprendo a Montecitorio il convegno su “Mafie e libere professioni”. Secondo Fico, “le mafie cercano in misura crescente di stabilire rapporti di collusione e complicità con quell”area grigia  composta da imprenditori, politici, funzionari pubblici e, appunto professionisti. Hanno bisogno di specifiche competenze tecniche per attività di riciclaggio, per la stesura di perizie infedeli, per la partecipazione ad appalti pubblici, per ogni altra forma di consulenza legale o contabile volta a eludere la legge. Al tempo stesso, si stanno sviluppando organizzazioni criminali composte di colletti bianchi, inclusi professionisti, che collaborano con quelle mafiose per conseguire obiettivi comuni o per avvalersi dei loro servizi di protezione e di intermediazione”. “Le libere professioni in questi casi diventano un ‘ponte’ tra l’economia lecita e quella mafiosa e viceversa.

Questo purtroppo testimoniano numerose inchieste giudiziarie che hanno investito appartenenti agli ordini professionali”, rileva il presidente della Camera puntando il dito su una “vera e propria ‘borghesia mafiosa’, composta di personaggi insospettabili che, pur non essendo necessariamente inseriti nella struttura criminale, avvantaggiano con le loro specifiche competenze professionali la Mafia e ne facilitano la penetrazione nella società civile e nel sistema economico”. “Questa ‘area grigia’ – ammonisce – inquina così in modo spesso silenzioso, e quindi tanto più pericoloso, ampi settori della vita del nostro Paese. E’ dunque molto importante che questi fenomeni pericolosi e complessi siano oggetto di massima attenzione da parte del Parlamento”, conclude. – Per sradicare la “piaga” della commistione tra le mafie ed alcuni professionisti “occorre che la cultura della legalita’ sia posta al centro dell’azione, politica, amministrativa economica e sociale. Occorre eliminare alla radice i fattori che favoriscono o fanno tollerare la compromissione con le mafie. Il Parlamento – ricorda il presidente della Camera – sta facendo la propria parte, come dimostrato dalla approvazione della cosiddetta legge Spazzacorrotti, e della proposta di legge sul delitto di voto di scambio politico mafioso, attualmente all’esame del Senato in seconda lettura”.

 

26 marzo 2019

fonte:https://www.juorno.it

 

 

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