Politica e mafia. Sempre di più

Politica e crimine…; mafia come modello di vita; e di comportamenti.
Tantissimi anni fa chi scrive, giovane consigliere di un Comune alquanto importante del Lazio, durante un dibattito consiliare rovente, fu aggredito verbalmente da un suo collega di altra fazione, il quale gli gridò dal suo scranno:
“la politica non si fa con le carte bollate”.
Un’accusa pesante che investiva un modus operandi in effetti discutibile in quanto il metodo del confronto rappresenta il distintivo di un corretto comportamento del buon politico.
Un’accusa, quindi, fondata.
C’era in quel periodo nel comune in questione una situazione delicata che si concluse in maniera tragica, con il rinvio a giudizio per reati seri del sindaco e di taluni assessori e funzionari e con l’arresto di qualcuno di questi.
La risposta che ci venne spontanea fu altrettanto pungente:
“Quando la politica scade a livello di malaffare non è più politica, ma delinquenza. Ed i delinquenti vanno combattuti con la carta bollata e, possibilmente, con le manette”.
Non sappiamo quanto questo giudizio fosse proprio od improprio in quel caso, ma certo è che qualche condanna ci fu.
A distanza di tanto tempo il richiamo a quell’evento ci torna sempre d’attualità quando apprendiamo di certi comportamenti nelle pubbliche amministrazioni che a definirli disdicevoli è dir poco o niente.
In quell’epoca ormai lontana c’erano ancora grumi di correttezza nella gestione della cosa pubblica.
Grumi, perché la corruzione e la mancanza di trasparenza ci sono sempre stati.
Allora come ora.
Ora più di ieri, però.
Oggi sono tempi diversi, tempi in cui correttezza e trasparenza sono passati quasi di moda per cedere il passo alla prepotenza, al malcostume ed al malaffare.
Al furto, alla sregolatezza.
Alla mafia.
Prima mafia e politica erano due dimensioni e due poteri distinti, che si incontravano talvolta, ma erano distinti.
Oggi, spesso, si sovrappongono l’un l’altro, si confondono, diventano un unicum.
Mafia e politica, politica e mafia.
Non c’è più un confine, un discrimine, un limite che le separi.
Sembra quasi che chi la pensi diversamente sia un uomo delle caverne, un troglodita.
Domina la mafia, se per mafia si intendono l’affare, l’interesse personale, il dispregio del concetto del bene comune, il potere senza se e senza ma, assoluto, a tutti i costi.
O l’accettazione del concetto dell’affare o l’emarginazione.
Tertium non datur.
La mafia che si fa costume, prassi costante, modello di vita.
Sempre di più.

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