Polignano a Mare, appalti truccati: ai domiciliari sindaco Vitto e vicesindaco Colella

Polignano a Mare, appalti truccati: ai domiciliari sindaco Vitto e vicesindaco Colella

Arrestati anche altri tre dipendenti comunali, Nicola Cicala, Pasquale Teofilo e Raffaele Lassandro. Misure interdittive per gli imprenditori Nicola Narracci, Hibro Hibroj, Sergio Giazzi, Vito Dentico e Vito Lo Franco

21 Aprile 2022

Massimiliano Scagliarini

POLIGNANO – Sono 24 le persone indagate nell’inchiesta che stamattina ha portato la Finanza di Monopoli a eseguire l’arresto ai domiciliari del sindaco di Polignano a Mare, Domenico Vitto, e del vicesindaco (con delega ai lavori pubblici) Salvatore Colella, insieme ai dirigenti e funzionari comunali Nicola Cicala, Pasquale Teofilo e Raffaele Lassandro. Misure interdittive (divieto di contrarre con la pubblica amministrazione) sono state invece notificate agli imprenditori Nicola Narracci, Hibro Hibroj, Sergio Giazzi, Vito Dentico e Vito Lo Franco.  L’ordinanza (623 pagine) è stata firmata dal gip del Tribunale di Bari, Angelo Salerno.

Vitto, 52 anni, esponente del Pd al secondo mandato come sindaco, è anche presidente dell’Anci pugliese, oltre che in predicato per essere nominato dalla Regione nel consiglio di amministrazione di Aeroporti di Puglia. L’inchiesta condotta dal pm Michele Ruggiero (su fatti relativi al periodo dal 2018 al 2021) era emersa a giugno con l’esecuzione di alcune perquisizioni e ipotizza, tra le altre accuse, i reati di corruzione, concorso in peculato e turbativa d’asta, quest’ultima ipotesi contestata al sindaco Vitto insieme al vicesindaco, a Cicala e all’imprenditore di origine albanese Hibroj. Secondo la ricostruzione accusatoria, Vitto avrebbe contribuito a truccare l’appalto per i lavori per il rifacimento di largo Gelso e del lungomare Domenico Modugno, affidati a Hibroj (definito “suo sostenitore politico”) scegliendo personalmente il presidente della commissione di gara. Per questa vicenda l’accusa contesta al sindaco anche il reato di concorso in falso ideologico per aver truccato il sorteggio dei componenti della commissione e per la conseguente falsificazione dell’atto amministrativo di nomina. Per queste tre accuse la Procura aveva chiesto l’arresto in carcere di Vitto.

Secondo quanto sostiene la Procura nel capo di imputazione, il sindaco “colludeva con l’imprenditore Hibroj, suo sostenitore politico a far data dal 2017 (quando gli chiedeva di impegnarsi in proprio favore per le elezioni comunali del 2017, ribadendo poi analoga richiesta in favore della propria corrente politica per le elezioni regionali del 2020); in particolare, dopo averlo incontrato ripetutamente di persona (a seguito di brevi e lapidari contatti telefonici) nei giorni 16/11/2020, 26/11/2020 e 17/1/2021, il giorno 4/2/2020 – ossia nell’imminenza della scadenza del termine di partecipazione al bando di gara (termine scadente il 4/2/2020, ore 12.00) – colludeva (alle ore 14.22) con il vice sindaco Colella chiedendo rassicurazione che l’Hibroj partecipasse alla gara ed acquietandosi solo dopo avere ricevuto riscontro positivo”.

L’accusa di corruzione contestata a Colella (definito dalla Procura “fedelissimo del sindaco Vitto”) fa riferimento da un lato al presunto interessamento del vicesindaco a favore di un imprenditore, Stefano Andresini, per la velocizzazione dei pagamenti di una fattura relativa a lavori di appalto comunali in cambio della “promessa di utilità economiche”, da un lato al presunto sodalizio illecito del vicesindaco con l’ingegnere comunale Nicola Cicala che sarebbe stato mirato – secondo l’accusa – a truccare l’affidamento di alcuni servizi di progettazione sotto soglia a favore di professionisti graditi al funzionario che avrebbe poi ottenuto da Colella la promessa “dell’utilità economica di fargli conseguire un avanzamento di carriera”.

Gli altri indagati sono i dirigenti e funzionari comunali Raffaele Nicola Vitto, Domenico Matarrese, Michele Giannuzzi, Girolamo Flavio Grade, Pasquale Russo, Maria Di Palma e gli imprenditori Bartolomeo Lamanna (1976), Bartolomeo Lamanna (1960), Stefano Andresini, Saverio Giuliani, Claudio Giazzi, Giuseppe Mancini, Grazia Cassano e Consilia Lo Franco.

Fonte:https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1338800/monopoli-falso-e-reati-contro-pubblica-amministrazione-misure-cautelari-per-10-persone.html

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