PIANO INTEGRATO DI SPERLONGA: CHIESTO IL REATO PERMANENTE PER LA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA CONTESTATA A CUSANI

PIANO INTEGRATO DI SPERLONGA: CHIESTO IL REATO PERMANENTE PER LA LOTTIZZAZIONE ABUSIVA CONTESTATA A CUSANI

16 Luglio 2020

di Bernardo Bassoli

Piano integrato di Sperlonga: nell’udienza celebratasi ieri presso il Tribunale di Latina, che vede nel processo imputati per lottizzazione abusiva il sindaco Armando Cusani, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale Antonio Faiola e il progettista Luca Conte, il pm di Latina Giuseppe Miliano ha chiesto il reato permanente

Il magistrato della Procura di Latina ha chiesto che il reato sia considerato tale poiché gli interventi non sono ancora finiti al che la difesa di Cusani e dei co-imputati (gli avvocati Angelo Palmieri, Luigi Panella, Paolo Stella Richter e Corrado De Simone) si è opposta invocando i termini a difesa.

Il reato permanente, infatti, se accolto dal giudice del Tribunale di Latina Maria Assunta Fosso, farebbe venire meno la prescrizione e sopratutto la possibile confisca secondo step dopo i sequestri. Secondo codice alla mano, la prescrizione per il reato di lottizzazione abusiva dovrebbe scattare quest’anno (2020) e, in base, all’ormai famosa, o famigerata, a seconda dei punti di vista, pronuncia della Corte di Cassazione dello scorso gennaio, di cui ha già beneficiato il sindaco Cusani per un altro processo (quello sull’Hotel “Grotta di Tiberio”), se non dovesse arrivare a sentenza di primo grado l’attuale processo, scadrebbe vieppiù il procedimento futuribile di confisca, considerato una sanzione accessoria in ragione dei 26 lotti di terreno sequestrati nel 2015 all’interno del Piano Integrato.

Il Piano integrato fu giudicato dai Carabinieri di Sperlonga che fecero l’altrettanto famosa informativa “anti-camorra” completamente illegittimo avendo variato gli indici delle Norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore del Comune di Sperlonga, con l’incremento del 133% delle volumetrie rispetto al PRG, all’aumento del 103% degli abitanti previsti (una Sperlonga trasfigurata).
L’accusa sostiene che il Comune si è servito del piano integrato, che avrebbe dovuto avere una destinazione di edilizia pubblica, per realizzare una variante al piano regolatore concedendo “interventi di edilizia residenziale speculativa di lunga prevalenti in volumetria e superfici rispetto alle opere di edilizia residenziale pubblica“.

Ora il Tribunale di Latina dovrà decidere sul reato permanente, ma anche sull’acquisizione degli atti di quella informativa che tanto scalpore ha già fatto, compresa una delibera della Giunta Cusani che stabiliva di intentare causa civile a chi ne aveva raccontato i contenuti.

La prossima udienza è stata fissata per il 4 novembre quando tornerà ad essere ascoltato in Aula, come testimone dell’accusa, il comandante della Stazione di Sperlonga Salvatore Capasso.

Fonte:www.latinatu.it

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