Perché non abbiamo partecipato alla manifestazione di Ardea come a tutte le altre laddove c’é il timbro della politica.

Abbiamo voluto iniziare la giornata postando un detto:
” LA GENTE TI ODIA QUANDO LE SBATTI IN FACCIA LA VERITA'”
Noi siamo consapevoli di essere odiati da tante persone perché diciamo sempre la verità, senza fronzoli e manipolazioni.
Ce lo impongono la nostra onestà intellettuale, la storia personale di molti di noi e, non ultimi, i principi ai quali ci siamo ispirati nel momento in cui abbiamo dato vita al l’Associazione Caponnetto.
L’assoluta indipendenza da partiti, centri di potere o di interessi e clan.
Il nostro dna.
E proprio nel rispetto di tale dna noi siamo diffidenti ogni volta che si intrecciano politica e manifestazioni contro la mafia, soprattutto nei territori laddove la politica, questa politica, dovrebbe recitare molti mea culpa per le sue responsabilità oggettive e soggettive.
Non è da parte nostra un pregiudizio in quanto, se tale fosse, rischieremmo di scadere nel qualunquismo e nella generalizzazione ed il che sarebbe dannoso ed anche ingeneroso.
Ma, se parliamo del Lazio, si contano sulle dita di una mano i soggetti politici che meritano di essere assolti da ogni colpa.
Lo stesso discorso vale, ovviamente, più o meno, per le altre regioni del Paese, a cominciare dalla Campania, dove, com’è noto, si sta consumando una tragedia che definire immane vorrebbe dire essere alquanto riduttivi.
Il Lazio, dicevamo.
L’altro ieri c’è stata una manifestazione ad Ardea, sul litorale, alle porte della Capitale, litorale infestato da clan e ‘ndrine di tutte le specie.
Noi per Ardea e per il litorale a sud di Roma ci siamo spesi una decina di anni fa con generosità e coraggio denunciando a gran voce la presenza massiccia della mafia e la disattenzione -chiamiamola così- della politica locale e romana al problema.
Avemmo degli scontri vivaci con l’allora Prefetto di Roma Achille Serra, diventato, poi, parlamentare del PDL, del PD e dell’UDC.
Fummo lasciati soli, da tutti, nessuno escluso e la situazione con il tempo si è andata vieppiù aggravando fino a convincere una parte dei cittadini a reagire, oggi, scendendo in piazza.
Troppo tardi!
Degli amici ci avevano avvertiti della manifestazione e inizialmente siamo stati tentati dall’idea di parteciparvi per riprendere, alla maniera nostra, l’impegno a combattere i criminali ed i loro sodali, raccogliendo notizie sensibili, confezionando dossier con nomi e cognomi ecc. in modo da poterci muovere, poi, nelle sedi opportune, dati alla mano, chiedendo azioni finalizzate e precise.
Alla maniera nostra, insomma, che riteniamo la più seria ed efficace.
Abbiamo desistito perché, come spesso avviene, ci siamo accorti che la politica ha messo il cappello sulla manifestazione e francamente noi non siamo disposti a fare da tappetino a NESSUNO.
Onorevoli e portaborse l’hanno strumentalizzata, snaturandola e facendo sì che si perdessero le condizioni per un esito positivo della lotta alle mafie.
Vorrà dire che continueremo ad impegnarci in maniera diversa, magari in silenzio e senza megafoni e palcoscenici.
Noi con chi fino ad ieri è stato sordo, silenzioso e cieco, diventando il vero responsabile della situazione di
cui ci lamentiamo, non vogliamo prendere nemmeno il caffè.
Radicalismo?
Pensatela come volete, ma l’antimafia è una cosa seria e non si fa con palloncini e trombe, nè, tantomeno, per voti.

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