Perché i Prefetti del Lazio – e, in particolare, quelli di Latina e Frosinone – non istituiscono, per combattere le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e come già hanno fatto loro colleghi, la Stazione Appaltante Unica?

Nell’ottica dell’attività tesa a recuperare sempre di più la legalità sul territorio, il Prefetto di Caserta, Ezio Monaco, ha fortemente avvertito l’esigenza di individuare nuovi e più efficaci strumenti di contrasto all’endemica ingerenza della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici, linfa vitale di sostentamento per le organizzazioni mafiose e snodo essenziale del condizionamento e dell’inquinamento nei confronti delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, degli enti locali, così come accertato in occasione delle verifiche che hanno determinato lo scioglimento dei consigli comunali di questa provincia per infiltrazioni di tipo mafioso. In tale ambito, si è rivelato necessario introdurre un sistema che determini innanzitutto una centralizzazione, a livello provinciale, delle procedure d’appalto, per sottrarre i singoli comuni alle altrimenti difficilmente contrastabili influenze di un contesto territoriale atavicamente inquinato dalla criminalità organizzata.
Parimenti avvertita è stata l’esigenza di introdurre forme avanzate di difesa dell’ordinamento rispetto all’aggressione criminale, perché le verifiche antimafia effettuate nei confronti della sola ditta aggiudicataria si sono rivelate insufficienti ad evitare quelle forme di collusioni, di anomalie e di patteggiamenti occulti che condizionano il libero e regolare espletamento delle procedure concorsuali.
Allo stesso modo, una verifica antimafia che non tenga conto della fase successiva all’aggiudicazione mostra ampiamente la corda, perché è noto che proprio nella fase dell’esecuzione, attraverso subappalti e noli, riescono a rientrare nel circuito delle commesse pubbliche quelle imprese malavitose che si sono tenute fuori dalla gara d’appalto.
Pertanto, il Prefetto, in sinergia con la Provincia di Caserta, attualmente retta da un Commissario straordinario, e con i maggiori comuni della provincia, si è fatto promotore dell’istituzione di una Stazione Appaltante Unica della provincia di Caserta (SAUP), i cui tratti salienti sono i seguenti:
– centralizzazione delle procedure d’appalto riguardanti le gare per un importo a base d’asta pari o superiore ad €250.000 per i lavori e ad €50.000 per acquisizione di beni e servizi, che verranno espletati presso la SAUP da una commissione di gara di nomina interamente comunale per i soli appalti in cui è prevista l’ aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa (non potendosi tale aspetto modificare alla luce della previsione dell’art.88 del D. Lgs. 163/2006), mentre negli altri è stato previsto che la commissione sia formata da un presidente nominato dal comune e da due dipendenti in servizio presso la SAUP stessa;
– istituzione del Nucleo operativo dei contratti pubblici con il compito di svolgere attività di consulenza su richiesta della SAUP anche nella fase dell’esame preliminare degli atti del procedimento di gara (determina a contrarre, bando, disciplinare e capitolato). Il nucleo, di nomina prefettizia, è composto da dirigenti della Prefettura, dal segretario generale della provincia e da un esperto;
– per le verifiche antimafia, istituzione del Nucleo Investigativo Interforze, parimenti di nomina prefettizia, formato da un dirigente della Prefettura e da personale designato dalle Forze dell’ordine, con previsione dell’ammissione con riserva alla gara nei confronti delle imprese per le quali, dalle verifiche effettuate dal Nucleo, emergono elementi relativi a forme di collegamenti, condizionamenti o infiltrazioni di tipo mafioso;
– monitoraggio da parte della SAUP, avvalendosi degli enti convenzionati, per conseguire per ogni singolo appalto la tracciabilità di tutti i rapporti posti in essere dalla ditta aggiudicataria nella fase della realizzazione dell’opera o della gestione del servizio.
La SAUP sarà improntata all’autofinanziamento, attraverso la contribuzione da parte degli enti associati di una percentuale dell’importo a base d’asta, mentre si avvarrà, inizialmente, di personale qualificato dipendente dall’amministrazione provinciale, dal comune capoluogo e, eventualmente, di quello dei comuni associati.
Le attività della SAUP inizieranno nei prossimi giorni, dopo che avranno sottoscritto la relativa convenzione, già inizialmente siglata da undici enti alla presenza del Sig. Ministro dell’Interno, altri 25 comuni che hanno chiesto di aderire.

Archivi