Perché???

LA CRIMINALITA’ MAFIOSA E QUELLA COMUNE HANNO RAGGIUNTO A LATINA
E PROVINCIA LIVELLI DI UNA PERICOLOSITA’ ECCEZIONALE.
LE COLPE
Quando si arrivano a colpire e minacciare di morte i Magistrati, i Questori ed i massimi rappresentanti delle istituzioni, l’allarme è rosso.
Prima hanno sparato contro l’autovettura della famiglia del Giudice Iansiti, poi sono arrivate minacce al Questore D’Angelo e ad altri funzionari della Questura, ora si minaccia, a mezzo di manifesti pubblici affissi a Latina, il Giudice Aielli.
Senza, poi, considerare una sfilza infinita di altri gravi atti intimidatori come quello – tanto per citare uno dei più recenti – perpetrato ai danni dell’azienda Ambroselli a Castelforte dove si sono usati proiettili a pallettoni.
Pallettoni, ripetiamo.
Un messaggio inquietante.
Qua veramente, oltre che correre subito ai ripari con misure questa volta adeguate e non a chiacchiere come si è soliti fare, bisogna farsi un esame di coscienza e domandarsi “perché” e “come” si è arrivati a questo punto.
Cominciamo con il dire che le maggiori responsabilità sono tutte politiche e, di conseguenza, istituzionali.
Non si è fatto quello che si doveva fare.
Eppure le grida di allarme ci sono state e come da parte di organi qualificati e di altissimo prestigio:
dalla Direzione Nazionale Antimafia, alla DIA, dal Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma a noi dell’Associazione Caponnetto che abbiamo indagato, denunciato, collaborato, redatto dossier.
Dall’altro fronte abbiamo visto e sentito amministratori pubblici che se ne sono fregati, hanno negato, si sono messi addirittura a parlare di “pezzi deviati dello Stato” che avrebbero complottato per sovvertire le Istituzioni.
Noi ci siamo visti insultati, denunciati, vittime di tentativi di delegittimazione ed altro ancora.
Ne abbiamo subite e continuiamo a subire di tutte le maniere.
Abbiamo sempre detto che in provincia di Latina non si mai indagato come sarebbe stato necessario.
I capitali, i capitali, i capitali.
Se avessimo avuto una mafia solamente militare, rozza, l’avremmo individuata e sconfitta nel giro di pochi mesi.
Ma qua la mafia è “altra” ed “alta” ed i nomi che ricorrono, quelli che una stampa – troppo distratta, fatta eccezione per i bravi giornalisti della vecchia “Latina Oggi” e dell’attuale “Quotidiano di Latina” ai quali dobbiamo dire un grazie sentito e caldo, e per qualche altro, – ci propina, sono i quaquaraquà, coloro che, paradossalmente, sono i meno pericolosi.
Il braccio armato che esegue gli ordini di… “menti raffinate ” le quali pur sono individuabili – e forse anche individuate – ma non perseguibili.
Per assenza di prove, di mancanza di volontà, di collusione???
Non lo sappiamo e noi ci stiamo lavorando da tempo e qualche idea ce la siamo fatta.
Stiamo parlando da tempo e ci dedicheremo tutto l’anno prossimo sul discorso della ” qualità”.
“Qualità” delle indagini, soprattutto.
Qualche anno fa un magistrato (non di Latina) ci pose una domanda provocatoria:
” Perché a Frosinone vengono mandati i migliori investigatori, dai Salato ai Piccinini, dai Menga ai De Matteis, mentre da Latina vengono mandati via i più bravi, dai Pepe, ai Tatarelli e non vengono sostituiti con persone altrettanto brave ecc. ecc.???”
A Latina ci sono stati coloro che hanno detto: “non ci sono organizzazioni radicate sul territorio”, “attenti che fate scappare turisti ed imprenditori”, “siete dei professionisti dell’allarmismo”.
Per chi ha l’occhio attento e sa leggere “dietro” le cose, avrà notato che noi in tutti i convegni che facciamo da oltre 10 anni in qua, oltre a trattare temi strettamente correlati con le metodologie di attacco alle mafie, impegniamo SOLAMENTE magistrati antimafia, esponenti della DIA e delle forze dell’ordine, giornalisti d’inchiesta.
Nell’ultimo, fatto a Fondi a settembre scorso, c’era un solo politico, Claudio Fava, ma perché per noi è un politico diverso dagli altri perché prima di tutto la mafia gli ha ammazzato il padre e soprattutto perché è il Vice Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia.
Non vogliamo parolai che vengono a fare palcoscenico e, poi, non fanno un c…
Nella migliore delle ipotesi!
E proprio perché non hanno fatto mai un c… abbiamo dovuto leggere frasi lapidarie e allarmanti come:
“Nella stragrande maggioranza dei casi si è proceduto da parte della diverse autorità giudiziarie di questo distretto
rubricando la massa dei fatti oggetto di indagine, in realtà di stampo mafioso, in fatti di criminalità comune”.
In un’altra provincia sarebbe successo il finimondo!
In provincia di Latina, invece, tutti zitti, nessuno escluso.
Tutti zitti di fronte al misterioso suicidio del Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Fondi.
Tutti zitti di fronte alla fuga da Latina di Magistrati del livello di Ciani e Bianchi.
Tutti zitti di fronte alla devastazione selvaggia di una provincia sulla quale sono state riversate milioni di tonnellate di cemento da parte di tutta gente proveniente da oltre Garigliano e che ormai è padrona anche dell’aria che respiriamo.
Tutti zitti di fronte alla parte dell’inchiesta “Formia Connection” laddove si potrebbe ravvisare il reato di “voto di scambio”.
Tutti zitti e reticenti, se non acquiescenti, di fronte all’impossessamento di ristoranti, bar, alberghi, attività economiche di ogni genere da parte di gente venuta da fuori regione e che ha ridotto al lastrico la nostra vecchia e stupenda imprenditoria.
Ma se non si è proceduto nemmeno, per verificare se nelle parole scritte dai Commissari della Commissione di accesso al Comune di Fondi a carico di un Dirigente che oggi fa il Sindaco in un altro Comune, ci fossero o meno elementi di rilevanza penale e nessuno ha detto “a”, nessuno ha sentito il dovere, per ottenere chiarezza, di fare un’interrogazione, una mozione!!!
Di cos’altro vogliamo parlare?
Cosa c’è “dietro” tutto ciò?
A noi non interessano le chiacchiere che molti ipocriti verranno a fare il 28 novembre a Latina dopo le minacce fatte al Giudice Aielli.
Parole che serviranno a colpire gli allocchi, ma non le persone intelligenti ed oneste.
A noi interessa sapere solo alcune cose:
“chi c’è “dietro” tutta questa babele forse creata ad arte per confondere il bianco ed il nero?”
“chi sono i pupari? Le menti? ”
” perché è successo e succede tutto questo???”.
“chi ci ha guadagnato e ci guadagna, oltre ai pupi?”
“chi sono i veri attori? “.
Perché, se non si risponde a queste domande e si individuano e colpiscono i pupari, di minacce e qualcos’altro ancora ai magistrati che fanno il loro dovere ce ne saranno all’infinito.
E speriamo che siano solo minacce e basta!!!
Cosa fare a questo punto per passare dalle chiacchiere ai fatti?
Bisogna soprattutto fare una verifica dei comportamenti del personale politico ed accertarne la correttezza o meno.
Perché – lo abbiamo detto -le responsabilità sono politiche e a certa gente bisogna far sentire il fiato sul collo e far capire loro che non c’è impunità per nessuno.
Lo stesso discorso vale per tutta quell’area grigia che fa affari, business e comanda:
colletti bianchi, professionisti, imprenditori, funzionari di banca ecc.
I facili ed improvvisi arricchimenti, i capitali che si investono, non solo la corsa dietro gli scontrini, il mancato pagamento del canone RAI e della bolletta dell’acqua, del gas e della luce, della tassa della nettezza urbana.
Ma, per arrivare a ciò, bisogna cambiare quasi del tutto l’impianto investigativo.
Gente esperta, che abbia capacità e voglia di agire, che non venga a Latina solamente per ottenere la promozione ed andarsene e che, pertanto, non vuole grane.
E, poi, una bella sezione della DIA allocata nella Caserma della Guardia di Finanza di Fondi o di quella dei Carabinieri a Sperlonga, dove ci sono spazi enormi ed inutilizzati, ed un bel supercommissariato a Formia con una sezione della Squadra Mobile ed un 1° Dirigente.
Richieste minime e subito attuabili.
Se c’è la volontà politica ovviamente!
Poi, in un secondo momento, parleremo del Coordinamento fra le Forze dell’ordine, degli Osservatori comunali (ma come diciamo noi e senza politici dentro), della “qualità

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