Per sconfiggere le mafie dobbiamo comprendere il loro nuovo linguaggio. Serve un rinnovato protagonismo civile

Per sconfiggere le mafie dobbiamo comprendere il loro nuovo linguaggio. Serve un rinnovato protagonismo civile

Ne hanno parlato Ravveduto, Nicaso, Foti, Iantosca e Di Giannantonio alla prima serata di Link|Tropea Communication Meeting, festival di giornalismo e comunicazione organizzato da LaC e ViaCondotti21

di Marcella Mastrobuono 23 luglio 2022

Non solo la politica, non solo la magistratura. Per combattere le mafie serve la società civile. Serve un risveglio delle coscienze che può venire solo dalla cultura, dalla conoscenza dei fenomeni, dalla conoscenza anche dei linguaggi che la criminalità organizzata usa oggi. Perché la mafia è un fenomeno umano e può essere sconfitta, diceva Falcone, ma per sconfiggerla bisogna capirne le dinamiche. Serve, insomma, un nuovo protagonismo civile.

Quel protagonismo civile che è attività in prima linea, ma anche comunicazione e informazione. È proprio per questo che ieri, 22 luglio, si sono riuniti a Tropea giornalisti e studiosi per parlare di come comunicare il nuovo protagonismo civile. Ospiti di Link|Tropea Communication Meeting, organizzato da LaC Network e ViaCondotti21, due giorni di giornalismo e comunicazione nel meraviglioso Palazzo Santa Chiara, nella perla della Calabria.

Alla serata hanno partecipato anche Paolo Di Giannantonio, giornalista e volto storico di Rai 1, e Angela Iantosca, giornalista e scrittrice che ha dedicato diversi libri alla ‘ndrangheta.
«Ai calabresi che si sentono vittime di pregiudizi dico “Non siete soli”» ha detto Di Giannantonio «I calabresi devono essere orgogliosi di molte cose. Sono i calabresi ad essere andati in piazza a Milano il 5 luglio scorso, a manifestare contro la ‘ndrangheta. È così che si supera il pregiudizio. Con la partecipazione, con i programmi televisivi che parlano di Rinascita Scott, il processo che non ha nessuno spazio sulle tv nazionali. Questo non è pregiudizio. È coraggio».

«La ‘ndrangheta non è un problema della Calabria, ma dell’Italia intera» ha detto Angela Iantosca «Forse è vero che i calabresi dovrebbero aprirsi di più, ma l’informazione dovrebbe prestare alla Calabria molta più attenzione. Ho visto gli stessi atteggiamenti mafiosi, lo stesso linguaggio, in tutta Italia. I più violenti li ho visti in Brianza».

Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia, che è partner dell’evento insieme al Comune di Tropea, ha presentato la Scuola di Alta Formazione che avvierà i suoi corsi in autunno e avrà un focus sui nuovi linguaggi delle mafie. «Il problema del Sud è la mancanza di associazionismo. Le persone non si mettono insieme» ha detto Foti «In Calabria la società civile non è organizzata, il problema è che la criminalità lo è».

fonte:https://www.lacnews24.it/cultura/per-sconfiggere-le-mafie-dobbiamo-comprendere-il-loro-nuovo-linguaggio-serve-un-rinnovato-protagonismo-civile_157642/

Archivi