Per diventare sempre di più uno strumento vivo ed efficace di lotta a tutte le mafie militari, politiche, istituzionali ed economiche.

Qualche anno fa, parlando con un investigatore di un organismo specializzato centrale, questi ci disse:

“ Apprezziamo quanto fanno alcuni cittadini ed associazioni sul piano dell’informazione e della sensibilizzazione della gente, ma questo non basta.

A noi serve dell’altro, notizie, notizie, notizie.

Bisogna andare OLTRE la notizia di quanto già è accaduto.

Ci interessa sapere quanto DEVE ANCORA AVVENIRE.

Per combattere le mafie, più che al passato, bisogna dedicarsi al PRESENTE e, soprattutto, al FUTURO.

Le associazioni antimafia hanno un’importanza eccezionale e possono fare tantissimo perché i cittadini timorosi con noi non parlano perché hanno paura di entrare nelle caserme e nei commissariati, con voi, invece, sì”.

E’ quanto noi ci stiamo da anni sforzando di far capire a tutti, cittadini e nostre consorelle.

Dai tanti messaggi di auguri scambiati con tantissimi nostri iscritti e simpatizzanti è apparsa chiara la volontà di molti di un impegno per il nuovo anno rinnovato e più appropriato.

Ogni anno è sempre più evidente la necessità per un’associazione vivace e combattiva come la nostra, di analizzare le strategie e le tecniche usate nei mesi andati e di riposizionare le artigliere in modo più conforme alle mutazioni di quelle adottate dalle mafie.

Oggi le mafie, ad esempio, sono sempre più costituite non più da gente analfabeta, ma, al contrario, da professionisti, avvocati, ingegneri, notai, commercialisti e, poi, da funzionari di banca, esponenti politici, direttori generali, sindaci, assessori, consiglieri, parlamentari, uomini di governo, funzionari e dirigenti dello Stato ed anche funzionari ed agenti delle forze dell’ordine, qualche magistrato ecc.

Altre esempio:

prima, quando si faceva una misura camerale per individuare l’origine di un’impresa sospetta, si guardava alla sua provenienza geografica.

Su una ditta proveniente dalla Campania, dalla Sicilia, dalla Calabria si accendevano subito i riflettori.

Oggi le imprese mafiose campane, siciliane, calabresi, per depistare le ricerche, hanno stabilito quasi tutte le loro sedi legali nel nord Italia, a Bologna, Modena, Milano, Torino, nel Veneto, stabilendo in queste aree delle teste di ponte con gente locale che consente ad esse un più agevole inserimento nei tessuti sociale, economico, politico ed istituzionale.

Una continua mutazione, insomma, che impone un continuo studio da parte nostra delle nuove condizioni e situazioni.

Quando, ad esempio, un sindaco, un parlamentare, un prefetto, un magistrato, un maresciallo dei carabinieri o della guardia di finanza negano l’evidenza e dichiarano che non c’è mafia o sono degli incapaci o, peggio, dei collusi con i mafiosi.

Bisogna, quindi, stare molto attenti e saper analizzare a fondo i comportamenti dei singoli.

Sospetti, umori, dicerie, tutto va segnalato all’Associazione, la quale vaglia, filtra, cerca di trovare riscontri e passa a chi di competenza, al centro.

Solo facendo così si fa un’antimafia seria, concreta, efficace.

Con l’anno nuovo, pertanto, invitiamo tutti coloro che seriamente vogliono impegnarsi a fare qualcosa di concreto contro le mafie ad affinare ed irrobustire le tecniche di investigazione e di denuncia agli organismi istituzionali.

Tutto, ovviamente, tramite l’Associazione che deve diventare sempre di più uno strumento vivo ed efficace nella lotta quotidiana contro tutte le mafie militari, politiche ed economiche.

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