PD Formia. Ex Salid, un progetto insostenibile

Formia 28 01 2010

Ex SALID: un progetto insostenibile!

Il consiglio Comunale ha approvato all’unanimità un piano di lottizzazione convenzionata per riconvertire l’ex SALID.

Si tratta di variante ad un progetto già approvato dalla precedente Amministrazione di centrosinistra. Il Presidente della Commissione Urbanistica, Enzo Forte, ha intonato un vero e proprio “Te Deum” definendo il progetto “superstudiato” da diversi mesi.

Insomma si tratterebbe di un vero e proprio miracolo di capacità amministrativa in grado di soddisfare contestualmente esigenze pubbliche ed obbiettivi privati.

In realtà non è così.

Forti sono i dubbi sulla sostenibilità economica di questo progetto e dunque sulla sua possibile ed effettiva realizzazione.

Diradata la nuvola delle chiacchiere, in concreto, possiamo affermare che il progetto ricalca le stesse volumetrie del precedente, anzi con un paio di migliaia di metri cubi in più.

La destinazione dei volumi riguarda quasi un dimezzamento delle superfici commerciali e la realizzazione di una sala conferenze di 500 posti e di un albergo di 100 stanze. Dunque la destinazione d’uso si specifica da Direzionale-Commerciale a Ricettiva-Commerciale. La proprietà realizza in favore della parte pubblica la sala conferenze (mc. 3250) e tutte le opere della viabilità generale e cioè tutte le connessioni con la viabilità e il tessuto urbano circostante.
Tralasciando i dati tecnici anche se in alcuni casi molto discutibili, come ad esempio le rotonde dallo striminzito diametro di 32 metri, il dato più rilevante è il costo di tutte queste opere. A ciò si aggiungano tutti gli altri costi per i servizi, verde attrezzato e parcheggi compresi.

Pertanto il ristoro dell’operazione per i privati, al netto spese/guadagni, si baserebbe sull’albergo e la superficie commerciale di 9000 mq.

Si tratta di un’operazione economica oggettivamente poco credibile a meno chè gli obbiettivi non siano altri!

D’altra parte non risulta che il progetto sia accompagnato da un’indagine di mercato che ne dimostri la sostenibilità. A Formia esiste un solo investimento che non è mai andato in crisi e si chiama “appartamento”. Ed è ancora su di esso che l’attuale maggioranza fa affidamento sotto il profilo urbanistico ed elettorale, al di là delle chiacchiere dotte del professor Purini. Basti vedere il successo del bando per l’edilizia convenzionata e privata. Infatti passa proprio di lì il discrimine con un assetto urbanistico compatibile sotto il profilo economico ed ambientale. Invece di aggredire e cementificare le zone agricole superstiti, tenendo conto dell’altissimo valore dei suoli delle due aree industriali dismesse, si potrebbe realizzare proprio lì un recupero semiresidenziale con ampi spazi destinati ai servizi pubblici (verde e parcheggi).

La precedente amministrazione di centrosinistra ritenne di programmare il centro congressi nel recupero del seven up proprio per il contesto circostante dell’area destinata a servizi secondo il piano del parco di Gianola. Ma si sa: il seven up vogliono venderlo e allora si va alla SALID col guazzabuglio di albergo, centro commerciale e sala conferenze tra ferrovia, macchine e strade ingarbugliate. Ha fatto bene il capogruppo del PD, Sandro Bartolomeo, a proporre in delibera la prescrizione di non cambiare la destinazione d’uso dell’albergo.

La maggioranza non ha voluto. Sono le stesse persone che quand’erano opposizione strepitavano per la trasformazione in appartamenti dell’albergo Ariston ma poi non parteciparono al voto per la variante che vincolava tutti gli alberghi di Formia.

Partito Democratico
Circolo Giuseppe Piancastelli
Il Coordinatore, Francesco Carta

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