Patto tra clan per uccidere il magistrato anticamorra

Il Mattino, Martedì 17 Maggio 2016

Patto tra clan per uccidere il magistrato anticamorra

NAPOLI – Proverrebbero dal cosiddetto gruppo misto, composto da elementi riconducibili alle fazioni del clan dei Casalesi Schiavone, Bidognetti, Zagaria e Iovine, le minacce rivolte al sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia Cesare Sirignano. Lo si apprende da fonti investigative.

Il gruppo, sempre secondo le stessi fonti, sarebbe saldamente nella mani del boss detenuto Francesco Schiavone, detto Sandokan, che preoccupato dall’azione di magistratura e forze dell’ordine, che ha portato in carcere migliaia di affiliati, ora starebbe cercando di portare avanti una «controffensiva» nei confronti dello Stato per riacquisire il controllo del Casertano.

A corroborare questa ipotesi ci sarebbero anche le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Inoltre alcuni elementi di spicco, dopo anni in cella, stanno ora tornando in libertà e l’obiettivo di queste persone è riprendere in mano le attività illecite che gestivano in passato, prima dell’arresto. I risultati, sicuramente straordinari, messi a segno dallo Stato in quelle zone, quindi, non hanno debellato in maniera definitiva la criminalità organizzata che ora, anche attraverso nuove leve, si sta riorganizzando e sta portando una minaccia reale nei confronti di tutti i magistrati che, in quelle zone hanno ottenuto risultati nella lotta alle mafie.

Il problema sicurezza, quindi, anche alla luce delle minacce rivolte dalle famiglie camorristiche oltre che al procuratore di Napoli Giovanni Colangelo, e ai sostituti Sirignano e D’Alessio, riguarda tutti i magistrati che si stanno occupando della lotta alla criminalità organizzata. Non si escludono, si apprende infine dalle stesse fonti, ulteriori sviluppi sulla vicenda, anche nel breve termine.


Archivi