Passano gli anni e la situazione nella Terra dei Fuochi non cambia e si aggrava.Sono morti e muoiono tutti i giorni a decine,a centinaia,a migliaia,bambini,donne,uomini………Non abbiamo a che fare con degli uomini ma con dei mostri !

PASSANO GLI ANNI E  NELLA TERRA DEI FUOCHI NULLA CAMBIA.

ANZI ,LA STRAGE CONTINUA E SI AGGRAVA……………

 

Hanno fatto finta di non vedere,hanno segretato gli atti,non sono intervenuti quando ancora si era in tempo e le persone,bambini,donne,uomini continuano a morire,a decine,a centinaia,a  migliaia.

Ed hanno anche la sfacciataggine di parlare.

Se avessero un pò di senso di umanità e di pudore,dovrebbero,di fronte alla strage di cui sono oggettivamente responsabili,dovrebbero  arrossire e non mettere più piede in quelle terre.

Ed invece parlano anche !

Vergognatevi !!!!!!

Che Dio,se Dio esiste ed io ci credo,decida per voi,per l’eternità,le pene dell’inferno.

mercoledì 11 febbraio 2015

Terra dei Fuochi, i 9,7 milioni di euro per le bonifiche ambientali dirottati su Expo 

di Nello Trocchia I l governo con una mano mette e con l’al tra toglie. Nel giro di qualche settimana 10 milioni di euro vengono prima destinati all’emergenza ambientale in Campania e poi dirottati al controllo dell’Expo. I deputati del Movimento 5 Stelle hanno sollevato la questione in commissione Difesa. Nell’ultima legge di Stabilità è stata prevista la somma di 10 milioni di euro per “la prosecuzione – recita la voce dello stanziamento – del concorso delle forze armate alle operazioni di sicurezza e di controllo del territorio finalizzate alla prevenzione dei delitti di criminalità organizzata e ambientale nelle province della Regione Campania”. Successivamente, nel decreto Milleproroghe, licenziato dal governo, quella cifra viene sottratta all’iniziale impiego, e destinata per 9,7 milioni di euro al progetto strade sicure “anche in relazione – si legge – alle straordinarie esigenze di sicurezza connesse alla realizzazione dell’Expo”. INSOMMA I FONDI per il contrasto alla criminalità ambientale vengono spalmati e utilizzati per altre finalità, per la terra dei fuochi restano solo le briciole. Nulla è ancora deciso, visto che il decreto legge arriverà in aula la prossima settimana per l’iter di conversione con i grillini che annunciano battaglia. Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera ed esponente del Movimento 5 Stelle, ha perso il suo aplomb: “Dite pure a Renzi e Alfano di venire a fare campagna elettorale da queste parti. Gli sapremo dare l’acco – glienza che meritano. Via a calci!”. A stretto giro è arrivata la replica dei democratici. L’ex Rifondazione comunista, poi Sel, oggi Pd, Gennaro Migliore ha risposto via Facebook: “I calci e pugni che evoca Luigi Di Maio sono la fotografia del vuoto etico e politico di un presuntuosetto senza arte né parte”. Oltre le contumelie verbali resta la scelta del governo di sottrarre fondi al contrasto delle ecomafie per destinarli alla sicurezza di Expo 2015. Una decisione che anche Ermete Realacci (Pd), presidente della commissione Ambiente della Camera, bolla come “inaccettabile e da cambiare”. Un taglio che arriva a un anno esatto dall’approvazione del decreto Terra dei fuochi. A dodici mesi di distanza il bilancio è negativo, le misure adottate dal governo sono risultate inefficaci. Nel 2014 sono stati certificati 2500 roghi, di certo in diminuzione rispetto all’anno precedente, ma gli arrestati sono appena qualche decina. Il fallimento è nei numeri. Non solo. Resta ancora inapplicabile il delitto di disastro ambientale, una criticità del nostro ordinamento sollevata più volte anche dalla Direzione nazionale antimafia e non è stato ancora approvato il provvedimento che introduce i delitti ambientali nel codice penale. “TROPPI I RITARDI accumulati e mancate bonifiche” denuncia l’associazione Legambiente nel dossier “Terra dei fuochi, a che punto siamo?” presentato proprio ieri. La sottrazione di risorse, il fallimento del piano anti-roghi del governo, il vuoto normativo si inseriscono in una situazione ambientale che resta drammatica. L’ultimo allarme è stato lanciato durante un’audizione in commissione parlamentare sulle ecomafie. Il procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Raffaella Capasso ha reso noti alcuni accertamenti effettuati nella zona di Maddaloni in provincia di Caserta: “Abbiamo scoperto che sono state ‘tombate’ 300.000 tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi, tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta; un riversamento di 30.000 tonnellate di percolato direttamente in falda; una conseguente contaminazione della falda acquifera da arsenico, ma anche e soprattutto da metalli pesanti, in particolare manganese, 260 volte maggiore del valore soglia”. E poi rivela un’ipotesi allarmante, che ha trovato i primi riscontri in merito a un altro sito di veleni, poco distante, che potrebbe aver originato una migrazione della contaminazione in altri comuni. Insomma l’ennesima bomba ambientale in un territorio che fa i conti con l’inquinamento e con l’abbandono dello Stato. twitter: @nellotro ilfatto quotidiano 11 febbraio 2015

Archivi