Parla il superboss Iovine: «C’è un accordo fra camorra e politica: appalti ai clan e voti in cambio». Voti e mazzette in cambio di appalti e senza differenze di colori politici. E vai!

«So benissimo di quali delitti mi sono macchiato, ma posso spiegare un sistema in cui la camorra non è l’unica responsabile».

Sono le prima dichiarazioni – in sintesi – di Antonio Iovine, nel corso del processo che si sta celebrando a Santa Maria Capua Vetere. Secondo il boss pentito, Antonio Bardellino venne realmente ammazzato in Brasile nel 1988.

In uno dei verbali depositati, Mario Iovine parla anche del sistema degli appalti sulle grandi opere. Stando al pentito c’era un accordo tra politica, clan e impresa, alla luce delle dichiarazioni rese ai Pm Ardituro e Sirignano. Dice il boss pentito: «C’erano soldi per tutti, in un sistema che era completamente corrotto, in questo ambito si deve considerare anche la parte politica ed i sindaci dei comuni che avevano interesse a favorire essi stessi alcuni imprenditori in rapporto con il clan per aver vantaggi durante le campagne elettorali, in termini di voti e finanziamenti. Devo specificare che non aveva alcuna differenza il colore politico del sindaco».

«Generalmente io ero del tutto indifferente rispetto a chi si candidava a sindaco nel senso che chiunque avesse vinto automaticamente sarebbe entrato a far parte di questo sistema da noi gestito».

Lo ha detto il boss dei Casalesi Antonio Iovine al pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro in un interrogatorio del 17 maggio scorso. «Devo però anche dire – ha aggiunto – che altre persone del clan potevano avere passione per la politica e comunque un interesse per un candidato piuttosto che per un altro».

(Tratto da Il Mattino)

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