Parafrasando Giorgio Bocca che dice “Napoli siamo noi”noi diciamo che “mafiosi siamo noi” e che l’Italia è un Paese di attori, ma, purtroppo, mediocri e pericolosi a se stessi ed agli altri…

L’Italia è un palcoscenico sul quale- diciamolo con estrema franchezza-a tutti noi piace recitare.

Piccoli e grandi.

Il primo attore è stato Berlusconi, raccogliendo un consenso eccezionale da parte di un popolo al quale piacciono gli attori e che aspira anch’esso ad esserlo, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Letteralmente disastrosi.

E’ spuntato, dopo di lui, Beppe Grillo, che è un comico, ed è diventato il fulcro dell’attenzione di tutti, dimostrando di avere le qualità, mutatis mutandis, di essere un premier in erba.

Non volendo ammettere – e qui recitiamo un po’ tutti- che le decisioni sulle sorti del nostro Paese vengono assunte altrove, in altri luoghi e da altri ambienti.

Magari fuori dal nostro Paese.

Una sagra collettiva di presa in giro, nei confronti degli altri e di noi stessi.

Anche a noi del cosiddetto fronte “antimafia” piace recitare, un po’ per metterci a posto con la nostra coscienza, ma, spesso, per costruirci carriere politiche e, qualcuno, anche perché, non sapendo fare altro, spera così di “camparci” spremendo le zinne di “mucca Stato” chiedendo ed ottenendo finanziamenti, a spese di noi tutti.

Certamente non piace recitare alle mafie che con questo clima da palcoscenico fanno affari e loschi affari.

Ma gli attori più bravi ed impareggiabili sono molti uomini di governo e delle burocrazie partitiche ed istituzionali che dicono di voler combattere le mafie ma che in effetti nulla fanno per dare corpo e contenuto alle parole.

Ed allora si vola basso, si prendono i mafiosi, quelli dell’ala militare e solo alcuni di essi, magari quelli” cotti” che non sono più funzionali ed organici per mille motivi alla stessa organizzazione alla quale appartengono, ma non quelli che “contano”, i “colletti bianchi” che spesso rappresentano la classica medaglia a due facce, quella del governante o dell’amministratore pubblico e quella del mafioso al contempo.

E tutti siamo contenti e paghi.

Diciamo di voler combattere le mafie ma nessuno vuole ammettere che i mafiosi, ormai, ce li troviamo perfino nelle nostre stesse case.

Un fallimento totale, come fallimento totale hanno rappresentato coloro che, appunto recitando, ci hanno governato e ci governano, Berlusconi, Grillo o chi più ne ha, più ne metta.

Siamo un paese, insomma, di attori.

Ma, purtroppo, di attori mediocri che, oltre a fare danno a se stessi, lo fanno all’intera collettività e, purtroppo, anche al mondo intero.

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