Pacchetto Sicurezza. Il Governo: avanti a tutta forza!!!

Sicurezza, il governo si blinda
Il Consiglio dei ministri autorizza la fiducia sul ddl che contiene le norme sulle ronde e sui Cie, Maroni esulta: “Così evitiamo imboscate”. Stesso trattamento anche per il provvedimento sulle intercettazioni. Franceschini evoca il ritorno delle leggi razziali, Soro ipotizza uno scambio tra i partiti che compongono la maggioranza, Di Pietro strepita: “E’ un vergognoso tentativo di regime”. In fibrillazione anche le Acli e le associazioni che hanno aderito alla campagna “Non aver paura” contro il razzismo

Sulle ronde, l’allungamento a sei mesi della permanenza degli irregolari nei Cie, il reato di immigrazione clandestina, su tutto questo il governo ha scelto la via della fiducia. L’ha autorizzata in mattinata il Consiglio dei ministri, che ha detto sì anche a quella sul provvedimento sulle intercettazioni. Il vicecapogruppo Italo Bocchino l’ha giustificata così: “Il provvedimento sulla sicurezza è uno dei pilastri centrali del programma di governo del Pdl e del centrodestra in generale. Proprio per questo il governo pone la fiducia, per sottolinearne l’importanza”.

Argomentazione un po’ avventurosa, visto che sono note anche ai sassi le reali motivazioni e chi le ha poste. Ovvero il ministro dell’Interno Roberto Maroni, stando attento a cautelarsi dai tranelli che i franchi tiratori del Popolo della libertà gli – è sua e della Lega nord la paternità delle norme – hanno già teso due volte, alla Camera e al Senato. Non a caso, Maroni ha commentato risolutamente: “Finalmente poniamo la parola fine ad una telenovela che si è prolungata fin troppo”. Maroni considera il voto di fiducia “la cosa migliore per evitare i rischi di possibili imboscate su una materia così difficile e importante”. Più tardi avrebbe aggiunto: “I malumori che ci sono in una parte della maggioranza, ed escludo che questa parte sia la Lega, si rendono evidenti con il voto segreto”. Più chiaro di così.

Dopo l’autorizzazione del Cdm, è seguita la conferenza dei capigruppo. La maggioranza ha scelto lo “spacchettamento” del disegno di legge in tre maxiemendamenti, ognuno dedicato ad un tema preciso: immigrazione, sicurezza e criminalità comune. La Lega ha poi ingaggiato una battaglia per velocizzare il più possibile l’iter del provvedimento, con l’obiettivo di cominciare a votarlo da domani e passarlo al Senato – è necessario un altro passaggio – già la settimana prossima. Ma è solo una questione di tempistica, la sostanza delle cose era già stata scritta a partire dal primo pomeriggio.

L’opposizione non fa sconti. Duro il segretario del Partito democratico Dario Franceschini, che prima ha commentato l’autorizzazione del voto di fiducia in relazione alla sconfitta subita dal governo in commissione su un emendamento ddl di ratifica del trattato di Prum che istituisce la banca dati nazionale del Dna: “Appena c’è un voto segreto vanno sotto. La maggioranza va sotto e usano la fiducia per tenerla unita con la forza”.

Nel pomeriggio, Franceschini è tornato ad attaccare, stavolta sui contenuti del ddl: “E’ immorale usare la domanda legittima di sicurezza per tornare 70 anni dopo alle leggi razziali nel nostro paese. Abbiamo già vissuto un momento in questo paese in cui i bambini venivano cacciati dalla scuola per la loro religione. Ci opporremo in tutti i modi. Adesso è il momento di alzare la voce contro la destra più brutta e becera che c’è in giro”. Il capogruppo Antonello Soro ha ipotizzato uno scambio: “Questo brutto ddl per un voto di fiducia in materia di intercettazioni”. Praticamente, Lega e Pdl si avrebbero trattato per mettere in cassaforte i provvedimenti che stanno loro più a cuore. Maroni ha replicato: “Stronzate”.

Il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro aveva già detto, in mattinata: “Il governo chiede la fiducia sul decreto sicurezza e la annuncia su un secondo provvedimento, quello sulle intercettazioni. E’ un vergognoso tentativo di regime, che l’esecutivo sta portando avanti”.

Critiche anche “dall’esterno”. Dalle Acli, che con il presidente Andrea Olivero rilevano: “E’ vero che sono stati corretti, per giunta parzialmente, i passaggi che imponevano l’obbligo di denuncia ai presidi e al personale sanitario, ma restano aperte questioni ugualmente gravi che riguardano l’iscrizione anagrafica dei minori, il diritto al matrimonio, i ricongiungimenti familiari, per non parlare delle ronde e del prolungamento della permanenza degli stranieri nei Centri di identificazione per l’espulsione”. Olivero ha proseguito: “Il problema purtroppo è a monte nell’idea che l’immigrazione sia una minaccia più che una risorsa. Nell’illusione che si possa ottenere la sicurezza senza garantire contemporaneamente percorsi reali d’integrazione per i cittadini stranieri”.

Nettamente contrarie anche le altre organizzazioni che aderiscono alla campagna contro il razzismo “Non aver paura”: Antigone, Arci, Unhcr, Sant’Egidio, Caritas Save the Children, per citarne alcune. In un incontro allargato, sono state prospettate, come contromisure, il referendum abrogativo e una legge di iniziativa popolare.

Grazia Francescato di “Sinistra e libertà” ha parlato della fiducia come di “un atto di prepotenza inaudita”, mentre il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero ha detto che “il governo sta mostrando molta fretta per legalizzare le ronde leghiste e introdurre il reato di immigrazione clandestina. Norme che produrranno solo guai, aumentando la clandestinità”.
Andrea Scarchilli

(Tratto da www.aprileonline.info)

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