Pacchetto Sicurezza, duri anche di testa

Nel giorno in cui vengono respinti, senza far loro toccare terra, 238 migranti dalla Libia, continua la polemica sul ddl sicurezza. Franceschini continua a paragonarlo alle legge razziali fasciste, la maggioranza vuole che chieda scusa e non pensa a passi indiettro. Ma il fronte dei contrari è ampio anche fuori dal Parlamento: un gruppo di associazioni, tra cui Amnesty International e Save the children, chiedono ai parlamentari di opporsi sul reato di immigrazione clandestina

Proprio nel giorno in cui 238 migranti provenienti dalla Libia vengono respinti senza toccare terra (il ministro dell’Interno Roberto Maroni esulta parlando di “svolta” e l’Alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati si dice preoccupato) continua la polemica sul disegno di legge sulla sicurezza.

Fallito il tentato blitz della Lega nord, che voleva cominciare a votarlo subito, il ddl continua a rimanere al centro del dibattito politico. Hanno destato scalpore, in particolare, le affermazioni del segretario del Partito democratico Dario Franceschini, che ieri aveva paragonato il provvedimento governativo alle legge razziali approvato sul finire del ventennio fascista. Sottoposto al fuoco di fila da parte della destra, Franceschini non ha fatto marcia indietro, confermando oggi quel giudizio: “Si dice che la notte porti consiglio. La notte ha portato consiglio e io confermo che queste norme sono sbagliate che ricordano un periodo molto triste della storia italiana quando i bambini, per colpa delle leggi razziali in base alla loro religione, furono lasciati fuori dalle scuole italiane. Settanta anni dopo in un altro modo non si può arrivare ad una cosa che ci assomiglia molto: troppo”.

“Del resto – ha proseguito il segretario Pd – quelle parole, leggi razziali, non le ha inventate un pericoloso sovversivo. Le ha introdotte in febbraio Famiglia Cristiana che ha detto che rischiamo il baratro delle leggi razziali, riferendosi esattamente a quelle norme che di fatto impongono ai medici dei pronti soccorsi quando si presenta un malato che ha bisogno di soccorso, se è immigrato clandestino, di denunciarlo.
Non si può far pagare a bambini e malati l’incapacità di fermare gli immigrati clandestini alle frontiere”.

“La reazione alle mie parole di ieri, rischio di leggi razziali – ha detto ancora Franceschini – è stata una reazione rabbiosa e istintiva da parte degli esponenti della destra. Accettino di ragionare sul merito, qualche volta fare un passo indietro e cambiare idea è un segno di maturità in politica”. E’ dello stesso avviso un altro democratico di rango, l’ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema: “Il ddl sulla sicurezza redatto dal governo contiene norme molto gravi, che non hanno luogo in altri Paesi democratici e che sono gravemente discriminatorie. Secondo me anche molto rischiose per la sicurezza del Paese perché potranno avere come effetto quello di aggravare la clandestinità e di spingere i clandestini a nascondersi e a legarsi alla criminalità organizzata”. Il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro continua a denunciare “il modello razzista e fascista di questo governo nel portare avanti la sua opera politica”.

Non la pensa così Maroni, principale artefice del pacchetto di norme inserite nel provvedimento, tra cui il reato di immigrazione clandestina, l’allungamento della permanenza nei Cie, la legalizzazione delle ronde. Maroni ha attaccato Franceschini: “Ha detto delle stupidaggini”. Secondo il ministro dell’Interno le misure che il governo ha predisposto sono già in vigore in molti paesi europei: “Il reato di immigrazione clandestina c’è in tutti i paesi, il prolungamento del trattenimento nei centri a Malta e in Germania è addirittura di 18 mesi e questo è uno dei motivi per i quali i clandestini non ci vogliono andare. Noi vogliamo portarlo dai due mesi attuali a sei mesi. Non mi pare che sia un ritorno alle leggi razziali. E’ veramente ridicola questa cosa”.

Repliche piccate a Franceschini anche dal capogruppo alla Camera del Popolo della libertà, Fabrizio Cicchitto: “Le polemiche della sinistra sul disegno di legge sicurezza sono destituite di fondamento e anzi la loro estremizzazione, come continua, irresponsabilmente, a fare Franceschini, rischiano solo di produrre un ulteriore imbarbarimento della vita politica italiana”. E il sottosegretario Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio: “Suggerisco a Franceschini di chiedere scusa agli italiani”.

Ma il Pd a chiedere scusa non ci pensa proprio, e con la capogruppo in commissione Giustizia Donatella Ferranti ha chiesto al presidente della Camera Gianfranco Fini di dichiarare inammissibili i tre maxiemendamenti su cui il governo porrà la fiducia. Perché, ha spiegato la Ferranti, “non vengano aggirate le garanzie regolamentari che consentono la richiesta del voto segreto sulle disposizioni volte a incidere sui diritti fondamentali”. Fini non ha risposto direttamente, ma a margine di un convegno ha rivendicato il suo ruolo di diga nei confronti di alcune misure contenute nel ddl, tra cui quella dei cosiddetti “presidi spia”, cancellata proprio grazie all’intervento del presidente della Camera: “Sono questioni di elementare civiltà e neanche di civiltà giuridica”. Un’ulteriore critica a un provvedimento manifesto dei leghisti, quello che legalizza le ronde, è sembrata echeggiare indirettamente nel discorso che un altro ex An, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ha pronunciato nel corso delle celebrazioni per l’anniversario della nascita dell’Esercito: “La difesa e la prevenzione dalla criminalità da parte dello Stato deve continuare ad avvenire con uomini servitori dello Stato in divisa”.

La critica serrata al ddl governativo non viene solo dalle opposizione. C’è anche un vasto fronte, che va dalle ong e dal mondo dell’associazionismo (cattolico e non) ai sindacati (compresi quelli delle forze dell’ordine), che non approva il metodo legislativo dell’esecutivo in materia di sicurezza. Oggi un gruppo di associazioni (costituito da Amnesty international Italia, Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Consiglio italiano per i rifugiati, Medici Senza Frontiere, Save the Children e Società italiana di medicina delle migrazioni) si è appellato ai parlamentari affinché si oppongano (o chiedendo lo stralcio o votando contro) all’articolo 21 del ddl, quello che istituisce il reato di immigrazione clandestina, perché “mette a rischio l’accesso ad alcuni diritti fondamentali dei migranti, sia adulti che minori”.
Andrea Scarchilli

(Tratto da www.aprileonline.info)

Archivi