Iovine in aula: «Nelle mense delle scuole solo i polli dei Casalesi»

Il Mattino, Venerdì 17 Giugno 2016Iovine in aula: «Nelle mense delle scuole solo i polli dei Casalesi»

di Mary Liguori

Due ore di interrogatorio, durante le quali Antonio Iovine ha parlato dei suoi rapporti con l’amministrazione comunale di Villa di Briano, quella travolta dall’inchiesta della Dda, nell’estate scorsa, e quella che ha governato il comune dell’Agro prima dell’elezione di Magliulo.
È il processo per i presunti appalti truccati attraverso l’ufficio tecnico comunale, rito immediato che vede alla sbarra Nicola Magliulo e Benito Lanza. Magliulo è fratello dell’ex sindaco di Villa di Briano, Dionigi, mentre Benito Lanza è considerato il trait d’union tra il clan e l’amministrazione comunale. I due furono arrestati nell’estate scorsa con altre cinque persone con l’accusa di avere manipolato le attività del Comune a favore del clan dei Casalesi. Magliulo, dipendente comunale per decenni, nonché fratello del sindaco Dionigi – a sua volta indagato – avrebbe operato, secondo la Dda, per favorire le aziende vicine alla fazione Iovine. Il processo, che si sta celebrando a Santa Maria Capua Vetere, dinanzi alla prima sezione penale, collegio C, presieduto da Giampaolo Guglielmo, è entrato nel vivo ieri con l’interrogatorio di Iovine da parte del pm Antimafia Catello Maresca.
L’ex capoclan ha confermato ciò che aveva detto in fase d’indagine ed ha dunque parlato di controllo del territorio in una serie di comuni da parte dei Casalesi, di lavori pubblici affidati a ditte amiche, «anche durante il mio periodo di latitanza, quando mi interfacciavo con i miei uomini che facevano da tramite con le amministrazioni comunali». Iovine ha detto di avere avuto rapporti con la famiglia di Benito Lanza. «Lanza, in passato, aveva una polleria ed era il fornitore di fiducia dell’Anav». Anav, consorzio che ha gestito per anni le mense delle scuole casertane. «Anav, – ha spiegato il pentito che aveva già affrontato la questione delle mense in precedenza ma che ora fornisce ulteriori dettagli – era l’acronimo dei nomi di battesimo di noi soci fondatori del consorzio: Antonio, cioé io, Nicola, vale a dire Nicola Coppola, Antonio, ossia Antonio Cerullo, e Vincenzo Della Volpe». Quel consorzio, dunque, piazzava il pollame nelle mense scolastiche di Caserta e provincia. Iovine ha poi raccontato di avere avuto rapporti con un cugino di Lanza, tale Bruno, «che si occupava di Frignano e Casaluce». Rispetto alle vicende di Villa di Briano, il collaboratore di giustizia ha precisato di essere stato in contatto anche «con il sindaco precedente Magliulo. Poi, dopo che fu eletto Magliulo, Cerullo e Benito Lanza mi dissero che potevamo contare sulle agevolazioni del nuovo sindaco». Antonio Iovine ha confermato anche di avere avuto rapporti indiretti con l’ex capo dell’Utc (coinvolto nell’inchiesta, ma per il quale non fu spiccata misura). Secondo l’ex boss, «il dirigente comunale ci consentiva di vincere gare e così fu anche per degli appalti per la rete idrica che lui fece sì che venissero aggiudicati a un imprenditore vicino a Nicola Schiavone».
Il pentito verrà controinterrogato dal collegio difensivo (avvocati Carlo De Stavola, Raffaele Griffo, Camillo Irace) il prossimo 8 settembre.

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