Ostia.Tassone si dimette.

Ostia, la Mafia e il Presidente del Municipio, Andrea Tassone
2 dicembre scoppia il caso “Mafia Capitale” e Andrea Tassone, presidente del X Municipio (Ostia), l’unico dei
15 presidenti municipali a comparire nelle intercettazioni dei Carabinieri dei ROS, si affretta a comunicare il 3
dicembre: “Riguardo a questo Buzzi, no, non so chi sia.”.

Salvatore Buzzi (1) , presidente della Cooperativa Sociale “29
giugno”, è stato per anni il braccio destro economico di Massimo Carminati, ex-NAR ed ex-Banda della
Magliana, oggi indagato per essere il capo di una associazione di stampo mafioso operante su Roma e nel Lazio.
Tassone, incastrato da altre intercettazioni, appena 7 giorni dopo deve ammettere : conosco Buzzi e gli ho
telefonato per ‘segnalare’ un ragazzo di Acilia “che mi ha chiesto aiuto per un lavoro”. Così si scopre che
Tassone, presidente da neanche due anni in un territorio difficile, pieno di problemi, ricevendo centinaia di
curricula (‘che dovrei fare? strapparli?’) ha confuso il suo ruolo istituzionale per un ufficio di collocamento.
Risulta anche, dalle intercettazioni, che Buzzi ha pagato a Tassone ben 30mila euro per la campagna elettorale
(che non risultano nel rendiconto che Tassone dovrebbe pubblicare per legge) e che a Buzzi sono stati dati in
affidamento dal X Municipio, senza gara, due appalti per circa 450mila euro, in questi giorni revocati solo perché
sono gli stessi che risultano nelle intercettazioni . Tassone frequenta anche Fabrizio Testa (2) , faccendiere di
Carminati ex-AN ed ex-presidente del consorzio di Casalpalocco caduto di recente in disgrazia perché condannato
ad un anno per lo scandalo degli appalti ENAV (17 gennaio 2013) e perché rinviato a giudizio (26 marzo 2014)
per lo scandalo della discarica di Casalpalocco, forse, secondo gli inquirenti, collegato
all’omicidio dell’imprenditore Sesto Corvini (ucciso il 10 ottobre 2013 a Casalpalocco in via Partenio di Nicea).
Tassone non si meraviglia che Buzzi chiami Testa per risolvergli il problema dell’assunzione: conosce dunque il
ruolo da ‘mediatore’ di Testa.
Tutto quanto questo emerge a Ostia, quella ridente località marittima che ha visto a luglio 2013 ben 51 arresti
nell’ambito della prima coordinata azione investigativa sulla mafia che si ricordi a Roma. Tassone era stato
appena eletto ma ebbe l’infelice idea di affermare che ‘Mauro Balini è un mio carissimo amico’ quando
nell’informativa di polizia giudiziaria si leggeva come Balini, patron del porto di Ostia, fosse “in interessenze
inquietanti con ambienti malavitosi”, cioè avesse partecipazione agli utili di imprese o di un singolo affare in
mano alla malavita organizzata.
Tassone ha sempre avviato in ritardo ogni azione che, dopo quel luglio 2013, avrebbe potuto restituire credibilità
alle istituzioni: un consiglio straordinario municipale sui fatti di mafia occorsi, fatto dopo ben 4 mesi in cui
inneggiava alla trasparenza (!) che oggi non c’è; la delibera per l’attuazione del protocollo daSud “Municipi senza
mafie” dopo ben 12 mesi dalla sottoscrizione ma ancora oggi non operativo.
Tassone, ad oggi, come Balini, non è indagato, ma le parole di Paolo Borsellino risultano pesanti come un
macigno:
L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato
accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha
condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! questo discorso non va, perché la magistratura può fare
soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma
io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle
indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari
delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe
vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella
gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della

sentenza: questo  tizio non è mai stato
condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non
è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe,
quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire
onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti
inquietanti, anche se non costituenti reati.
Questo dovrebbe ricordare Tassone perché la mafia non è la malavita ma è quella descritta nell’articolo 416-bis
del codice penale: “L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgano della forza di
intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per
commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività
economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti
per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad
altri in occasione di consultazioni elettorali”.

(1) Ordinanza di applicazione di misure cautelari, Tribunale di Roma, Ufficio VI GIP, dott.ssa Flavia Costantini –
procedimento penale N. 30546/10 R.G.N.R. –
Salvatore BUZZI, organizzatore, gestisce, per il tramite di una rete di cooperative, le attività economiche della
associazione nei settori della raccolta e smaltimento dei rifiuti, della accoglienza dei profughi e rifugiati, della
manutenzione del verde pubblico e negli altri settori oggetto delle gare pubbliche aggiudicate anche con metodo
corruttivo, si occupa della gestione della contabilità occulta della associazione e dei pagamenti ai pubblici ufficiali
corrotti;
(2) Ordinanza di applicazione di misure cautelari, Tribunale di Roma, Ufficio VI GIP, dott.ssa Flavia Costantini –
procedimento penale N. 30546/10 R.G.N.R.
Fabrizio Franco TESTA, organizzatore, testa di ponte della organizzazione nel settore politico e istituzionale,
coordina le attività corruttive dell’associazione, si occupa della nomina di persone gradite alla organizzazione in
posti chiave della pubblica amministrazione;

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