Osservazioni dei cittadini di Monte San Biagio sul piano di variante della strada Appia

A: – Sindaco

– Direttore Generale

e p.c. – ANAS

– Ufficio VIA Regione Lazio

– Soprintendenza Archeologica

– Beni Ambientali ed  Architettonici del Lazio

 

Oggetto: “LAVORI PER L´ELIMINAZIONE DI UNA STRETTOIA IN CURVA E DOSSI SU UN CAVALCAVIA FERROVIARIO AL KM 109+900 LOCALITA´ MONTE SAN BIAGIO (LT). Osservazioni

 

In seguito alla pubblicazione presso l´albo pretorio del comune di Monte San Biagio (LT), avvenuta in data 15 maggio 2008, del progetto di variante della SS. N.7 Appia nel tratto compreso tra i km 110+500 e 111+500, le sottoscritte associazioni e privati cittadini sottopongono all´Ente proponente le seguenti osservazioni:

 

1)                       Osservazioni generali sulle finalità dell´opera.

L´opera propone una possibile soluzione al problema esistente nel tratto stradale in oggetto ed ha una sicura valenza positiva, poiché cerca di mettere in sicurezza un tratto stradale critico per la circolazione dei veicoli, nel quale si hanno costantemente incidenti, anche gravi, dovuti alla presenza di un dosso in prossimità di un cavalcavia ferroviario con strettoia su entrambi i sensi di marcia.

   L´obiettivo dell´intervento è fortemente condiviso dai cittadini di Monte San Biagio, che da   

   anni avvertono l´urgenza che venga garantita la fluidità e la sicurezza della sede stradale   per  conformarla agli standard di efficienza tecnica così come previsto dall´art. 14 del   C.d.S.

 

2)      Osservazioni sul tracciato dell´opera

La rotonda: Il progetto è caratterizzato dalla presenza di una rotonda, che dovrebbe svolgere, tra l´altro, il ruolo di smistamento del traffico sulla viabilità interna. Di fatto, essa ha un raggio eccessivo (35 metri) e sembra piuttosto configurarsi come una zona di rallentamento potenzialmente in grado di creare un nuovo problema di sicurezza dovuto all´elevata velocità con cui i veicoli vi sopraggiungerebbero, sia da Fondi sia da Terracina. I veicoli da Terracina, poi, dovrebbero riprendere velocità per poi bruscamente ridurla al rientro sul vecchio tracciato, che a poche decine di metri presenta una nuova curva (in corrispondenza della sorgente dei Pezzenti), non meno pericolosa.

La linea elettrica: Una questione non emersa dalla relazione tecnica riguarda la linea elettrica ferroviaria e delle abitazioni: come si pensa di superare il limite imposto dalla presenza dei cavi? A che altezza sarà necessario portare in corso d´opera la strada per superare tale difficoltà?

 

3)      Osservazioni di carattere economico

Il costo dell´opera: Dal quadro economico si evince che il costo totale dell´intervento previsto per l´opera ammonta a € 9 371 813,96 comprensivo di IVA. Tenuto conto degli inevitabili rincari in corso d´opera, si osserva come l´investimento necessario sia sovradimensionato rispetto alle necessità rilevate al punto 1).

 

I lavori già eseguiti: Si fa notare come nel tratto di strada in oggetto si trovi il cimitero comunale di Monte San Biagio, per la cui messa in sicurezza il comune ha già speso circa € 200 000 pochi anni fa. La variante proposta renderebbe inutile la spesa e si concretizzerebbe un evidente caso di spreco di denaro pubblico.

 

4)      Osservazioni di carattere ambientale

Il PTPR: L´opera, in base a quanto riportato nella relazione allegata, non sembra mostrare evidenti violazioni ai principali vincoli di natura ambientale e paesaggistica. Tuttavia, la Regione Lazio ha approvato con atti n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007, ai sensi dell´art. 21, 22, 23 della legge regionale sul paesaggio n. 24/98, il nuovo Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR). Dalle tavole relative al tratto interessato risulta che la zona oggetto dell´intervento sia classificata come “Paesaggio Naturale Agrario” ed “Area a Rischio Paesaggistico”, connotata anche come “Sistema Agrario a Carattere Permanente”. Nella stessa relazione, inoltre, si indica come necessaria l´approvazione di una variante al PRG comunale per modificare la destinazione d´uso delle zone coinvolte, attualmente classificate come “zona verde di rispetto” e “zona agricola estensiva”. La realizzazione dell´opera con le modalità proposte, quindi, provocherebbe un danno paesaggistico ed agricolo non indifferente, tenuto poi conto che la zona di rispetto impedirebbe la coltivazione di ortaggi e frutta, tipici del comprensorio, per un importante porzione di territorio. In particolare, verrebbero seriamente danneggiate alcune attività agricole di media dimensione. Da notare anche che nella zona spesso pascolano greggi di pecore e capre, a cui verrebbe sottratto altro terreno in un contesto già difficile per tale tipo di attività.

Vincolo idrogeologico: Nella relazione allegata non si fa alcun riferimento al vincolo idrogeologico a cui l´area è invece soggetta, secondo le indicazioni contenute nel P.A.I.

Conseguenze per le abitazioni: Le abitazioni verrebbero condizionate dalla realizzazione dell´opera in quanto gli abitanti sarebbero soggetti ad uno stress da rumore maggiore dovuto alla vicinanza della strada nonché esposti a maggiore inquinamento da traffico. Non è, infine, possibile trascurare il danno paesaggistico che per essi avrebbe il passaggio di un viadotto a pochi metri dalle abitazioni. Si ricorda, infatti, che la zona è soggetta a vincolo panoramico.

Il Parco dei Monti Ausoni: Si ricorda anche che è in discussione presso la Regione Lazio la proposta di istituzione del Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, nato come realizzazione di un “continuum ecologico” tra l´interno del territorio e la costa. Proprio in corrispondenza della vallata di Vallemarina è prevista una “connessione ecologica” che unisca l´habitat del Lago al territorio montuoso. Con il termine “connessione ecologica” si indica una vera e propria zona di passaggio per uccelli e mammiferi tra l´ambiente lacustre e quello montano. La realizzazione dell´opera con le modalità descritte si porrebbe come ulteriore ostacolo al transito degli animali, riducendo inevitabilmente la ricchezza biologica del territorio.

 

5)      Osservazioni di carattere storico-archeologico

Dal punto di vista delle emergenze archeologiche che insistono e sono sopravvissute, finora, per il tratto della via Appia nelle vicinanze del cimitero comunale di Monte san Biagio, il progetto assume le caratteristiche di un “redde rationem”.

E´ opportuno ricordare che tale messa in sicurezza può andare contro la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1098 del 2 agosto 2002 “Interventi per la valorizzazione della via Appia Antica”, interventi che hanno permesso la sistemazione e messa in uso del tratto della via Appia Antica che congiunge l´ attuale Comune di Fondi a quello di Itri. Nel 2000 è stato stipulato un accordo di programma tra il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Lazio ed il Comune di Terracina per la tutela e valorizzazione del tratto della via Appia Antica dalle pendici del monte Leano e la valle di Terracina. A quanto pare la via Appia Antica che transita nel territorio comunale di Monte san Biagio deve essere qualcosa di diverso dalla stessa strada, patrimonio culturale mondiale più che meramente nazionale, che attraversa i Comuni limitrofi quello di Monte san Biagio.

La messa in opera della rotatoria e il conseguente allargamento dell´asse viario nei tratti precedenti e successivi andranno a limitare la fruibilità storico-culturale del cosiddetto “mausoleo di Galba” che sorge al km. 110,500. Tale costruzione misura 32 metri di circonferenza per 10 metri in altezza, è costruita con grossi conci rettangolari alti ciascuno 60 cm. La facciata d´ingresso, rivolta a nord, è in bugnato, e a 500 metri più a nord esiste, protetto finora da alcuni alberi, un altro mausoleo più piccolo con all´interno tracce d´intonaco.

La tradizione popolare vuole identificare in queste due costruzioni le tombe di due amanti: “il Marchese” e “la Marchesella”, certamente meno stimolatori di reminiscenze storiche rispetto ai cosiddetti mausolei di “Cicerone” e “Tulliola” presenti nel Comune di Formia, ma non per questo meno importanti.

Negli anni Trenta in prossimità del cimitero comunale di Monte San Biagio è stato scoperto un deposito di anfore romane, moltissime delle quali con ancora visibile il marchio di fabbrica. Una diversa utilizzazione delle anfore, oltre a contenere olio o vino, è quella di essere usate per la canalizzazione locale ovvero per creare drenaggi artificiali tali da permettere la salubrità dei luoghi.

La zona compresa tra i mausolei e il cimitero comunale presenta tracce di una serie di cunicoli ad altezza d´uomo e di condutture per le acque bianche e/o nere: un sistema di drenaggio per agevolare la vivibilità.

La presenza di un´epigrafe rinvenuta nel 1894 ricorda la sepoltura, andata perduta, di uno schiavo greco morto a vent´anni. Frammenti di pietra locale con incise delle coppie di lettere, probabili cippi di confine dei possedimenti agricoli, non possono fare a meno di ricordare un avvenimento di questi ultimi giorni che ben si addice alla modificanda zona della via Appia: sulla via Portuense, a Roma, è stata rinvenuta, casualmente, una necropoli di operai, un cimitero di poveri, ma tali sepolture per l´archeologia sono importanti tanto, se non di più, delle tombe dei faraoni, poiché ci offrono una mole di dati che altrimenti non si potrebbero mai ottenere per una singola località: cosa mangiavano, quali malattie avevano, come si curavano, quale vita conducevano ed in media quanto tempo sono vissuti.

La possibilità di conoscere la vita che si conduceva in età romana o medievale può averla anche Monte San Biagio, poiché i dati che sono emersi nel corso del tempo, dati più che mai casuali, lo fanno ipotizzare.

 

6)   Alternative proposte

 

Tutte le sopraelencate osservazioni e considerazioni sono da ritenersi, a parere delle associazioni scriventi, ostative alla realizzazione dell´opera in progetto così come essa è attualmente. Ne consegue l´opportunità di percorrere altre alternative progettuali compatibili con il contesto ambientale e socioeconomico del territorio traducendo in comportamenti virtuosi, concreti e conseguenti, le enunciazioni di principio, le previsioni e le prescrizioni degli strumenti di programmazione predisposti dagli Enti territoriali competenti.

Le ipotesi più semplici e naturali, finalizzate all´eliminazione delle reali problematiche legate alla sicurezza stradale possono essere:

·        l´ampliamento dell´attuale ponte ferroviario, capace di rendere più agevole le manovre dei mezzi e aumentare la visibilità ;

·        la creazione di un rettilineo tra il cimitero comunale e il ponte ferroviario;

 

·        il potenziamento dell´illuminazione pubblica nel tratto stradale oggetto dell´intervento , nonché la predisposizione di segnali luminosi di pericolo;

·        l´installazione di strumenti di rilevazione della velocità con l´obiettivo di permettere ai conducenti dei veicoli di moderare la velocità e di prevenire l´eccessiva velocità nel tratto  stradale in oggetto.

 

 

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