Orsi dichiara.

La CAMORRA torna protagonista nell’affare rifiuti. “Aniello Bidognetti ci disse di andare avanti”. La “parolina magica” e il racconto di Orsi dell’incontro a casa di Cristiano con il pm Ceglie e Cosentino. L’imprenditore ha terminato la testimonianza, ma sta parlando ancora

Le ultime domande dei pm Milita e D’Alessio hanno…

Nella foto Bidognetti, Ferraro, Orsi, Cosentino e Ceglie

Nella foto Bidognetti, Ferraro, Orsi, Cosentino e Ceglie


Cosentino è tornato a parlare in aula (attraverso video-collegamento dal carcere di Terni). L’ex sottosegretario ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee, tese sostanzialmente a precisare la storia delle sue candidature tra il 2001 e il 2005, tirate in ballo da Orsi in occasione dei presunti appoggi elettorali forniti dal sistema Eco4 ai politici casertani (di destra e di sinistra). Ed ora, logicamente, è proprio l’intervento dell’ex responsabile regionale Pdl l’argomento che tiene e terrà banco nelle prossime ore.

L’ex imprenditore dei rifiuti, però, stamattina, dinanzi alla Corte presieduta dal giudice Gugliemo, sotto giuramento, ha rivelato episodi interessanti, a nostro avviso meritori di attenzione, i quali, se reali, risulterebbero fondamentali per tracciare il tessuto sociale dove (in Terra di Lavoro) l’affare rifiuti si è innestato e radicato.

Quella di oggi è stata un’udienza breve (rispetto agli standard del processo Eco4), ma importantissima. Orsi è apparso diverso: sicuramente più stanco, desideroso di terminare la testimonianza, ma anche più deciso in quelle risposte che precedentemente aveva fornito con non troppa chiarezza, con qualche tentennamento.

Interrogato da Milita e D’Alessio, Sergio Orsi ha affrontato con maggiore risolutezza la questione Ferraro. “Sapevo che aveva legami con la camorra”. Non conosceva il tipo di rapporti di Ferraro con il Clan, chiariamo, ma il teste ha dichiarato di aver cognizioni che c’erano delle relazioni. Ha raccontato il suo primo approccio con “Fucone”, finito male, “con una minaccia”, quando gli aveva spiegato di voler entrare nel business dei rifiuti. Ferraro si alterò, e a quel punto il titolare della Ecocampania cominciò a rappresentare un problema. “Mi rivolsi a mio fratello, Michele, – ha riferito il testimone, – che contattò Massimiliano Miele. E fu tramite Miele che si organizzò l’incontro con Aniello Bidognetti.”

Nei precedenti articoli (CLICCA QUI PER LEGGERE) avevamo sottolineato come il racconto di Sergio Orsi, alle nostre orecchie, tendesse a sottrarre l’affare rifiuti dalle vicende camorristiche (o a relazionarlo ad esse solo in ottica passiva). Stavolta è stato diverso. Lo scenario è cambiato: il teste ha calato il business della monnezza pure nel sistema criminale. “Aniello mi disse di andare avanti (nella gara ndr). Se no, non lo facevamo”. Insomma, la camorra nella gestione rifiuti è tornata ad avere un ruolo.

Il pm D’Alessio ha chiesto, in sede di contro-esame, anche dei chiarimenti sugli incarichi affidati ad Anacleto Fuschetti e a Giovanni Cristiano. Orsi ha parlato di una “parolina magica”, la parola “Procura”. “Sentii Procura ed accettai”, ha precisato l’imprenditore. Perché Fuschetti (parente di un ufficiale della Forestale), nell’incontro con il fondatore (di fatto) di Eco4, avrebbe riferito che faceva proprio il consulente per la Procura. Se non avesse ascoltato quel vocabolo, rifacendoci all’Orsi-pensiero, l’ex imprenditore di Casal di Principe avrebbe potuto chiamare anche altri per gli incarichi relativi alla sicurezza (la 626). In soldoni: non si sarebbe fermato a Fuschetti e a Cristiano.

Comunque, chiuso il capitolo Fuschetti è stato sempre attraverso la figura di Giovanni Cristiano che si è tornati a parlare del pm Ceglie. Sergio Orsi ha ricordato di un incontro, tenutosi a Casal di Principe, presso l’abitazione di Cristiano, al quale parteciparono Cosentino e Ceglie. Questa presunta tavolata non è stata commentata dall’ex sottosegretario all’economia.

Ancora una volta Orsi ha fatto presente, nel rispondere alle domande di Milita, che sta parlando anche con diversi magistrati. Insomma, sta dichiarando altro. E nei prossimi mesi, probabilmente, se quelle dichiarazioni rappresenteranno la base di indagini, si saprà anche cosa.

Giuseppe Tallino

 

PUBBLICATO IL: 1 ottobre 2015 ALLE ORE 18:44

Archivi