Ora uno dichiara una cosa ed un altro quella opposta. La verità è che sono venuti alla manifestazione a Fondi per provocare, come hanno tentato di fare in una precedente occasione durante la quale hanno fatto sparare i fuochi di artificio

PATETICI, SE NON RIDICOLI! ABBIAMO ALMENO IL PUDORE DI TACERE… SONO VENUTI ALLA MANIFESTAZIONE PER PROVOCARE. QUESTA E’ LA VERITA’!

Abbiano almeno il pudore di tacere. Un consigliere comunale ha dichiarato che si trovavano alla manifestazione… “per caso”.
Un assessore dello stesso partito ora dichiara che… “abbiamo preferito andare in prima persona per spiegare la nostra posizione”. Lo cominciano ad ammettere dopo che le loro foto sono apparse sui giornali e nei telegiornali di tutto il mondo.

Si mettano, almeno, d’accordo fra di loro.

La verità – e l’hanno visti tutti – è che sono venuti di proposito per provocare, disturbare, urlare, offendere. Ci sono stati anche degli individui che hanno fotografato uno per uno i presenti alla manifestazione. Un chiaro atto intimidatorio.

Tutte cose avvenute e documentate.

A Fondi la situazione precipita ed i colpi di pistola sparati dopo la manifestazione contro le finestre dell’Ufficio del giudice di pace Eugenio Fedele rappresentano la prova più lampante di come ormai non corra più alcuna differenza con quanto succede nella Locride, nel casertano ed in Sicilia.

Ora spetta alla DDA ed alla Procura della Repubblica di Latina procedere contro i violenti sulla base della documentazione che le stesse forze di polizia hanno acquisito. Stando, però, accorti ad inquadrare ogni singolo fatto –dagli incendi, alle bombe, agli attentati ed ora alle pallottole contro le finestre del Giudice Fedele –in un quadro generale, senza spezzettare le indagini, come talvolta accade.

Noi valuteremo con i nostri legali se costituirci in sede giudiziaria come parte offesa

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