Oplà! La mafia non c’é !

COME VA A FINIRE IN FUMO UN’INDAGINE A CARICO DI UN’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA.

QUANDO NOI PARLIAMO DI ” PREPARAZIONE” E DI “QUALITA'” PIUTTOSTO CHE DI “QUANTITA'”……….

 

 

All’inizio dell’ attività dell’Associazione  Caponnetto,una quindicina anni fa circa ,indagando sulla penetrazione mafiosa in alcuni territori,un amico avvocato ci fece rilevare uno dei modi per mandare in fumo un’indagine.

Stavamo seguendo alcune piste in materia di abusivismo edilizio in un comune di certe dimensioni dove avvertivamo puzza di una forte penetrazione mafiosa.

Si trattava di  un comune di una certa importanza e  ci accorgemmo di trovarci di fronte ad una serie contemporanea di inchieste in materia di abusivismo edilizio che ci portavano per lo più agli stessi protagonisti.

In effetti si era verificato  che ,a fronte di un fenomeno di forte abusivismo edilizio che aveva devastato un territorio,facendo le visure camerali delle  imprese che ne erano state le autrici,rilevammo di trovarci davanti a pochissimi nomi.

La cosa ci insospettì ed andammo oltre.

Accendemmo una serie di riflettori,cercando di raccogliere qua e là il massimo possibile di notizie in un ambiente come al solito omertoso ed alla fine di una ricerca che ,malgrado ciò,durò pochissimo tempo, rilevammo che non solo quelle pochissime imprese- 2 o 3 – che avevano realizzato le opere su proprietà spezzettate con astuzia venivano dalla Campania o,comunque,erano collegate alla Campania,ma che anche il materiale utilizzato ed il personale impiegato avevano la stessa provenienza.

Per non parlare,poi,dei progettisti e dei direttori dei lavori che erano stati gli stessi 2 o 3.

Ditte,materiale,personale avevano la stessa provenienza mentre i tecnici,pur essendo nativi o comunque insediati da tantissimi anni nella città e nel suo territorio,avevano lavorato alle dipendenze di quelle imprese.

Tutti lavori di privati,su proprietà private e dove il Comune non c’entrava  niente,ma che in sostanza avevano visto i vari proprietari passare attraverso le medesime strettoie.

Nessuno colse questo aspetto e ci fu una frammentazione delle indagini al punto che non si colse il vincolo associativo.

Sanatorie e prescrizioni,poi, avevano fatto il resto e,oplà,con un solo colpo, gli imprenditori locali erano stati fatti fuori,le imprese locali furono costrette a sparire e “casertani” e “napoletani” erano entrati, da padroni, nel tessuto economico e sociale del territorio.

L’invasione ha avuto inizio così,insieme ad un altro fenomeno che é stato quello dei domicili coatti di gente proveniente sempre da oltre il Garigliano,dalle aree,cioè,del sud.

Un qualsiasi inquirente che avesse un minimo di acume e di esperienza si sarebbe subito accorto del fenomeno della “frammentazione” – o “parcellizzazione ” che dir si voglia- delle indagini,una parcellizzazione che porta sempre alla non individuazione del “vincolo associativo” e,conseguentemente,all’andata in fumo,anche a causa di una legislazione carente,degli impianti accusatori.

La grandezza ed il valore del “pool” pensato e realizzato, per mettere tutti contemporaneamente nelle condizioni di sapere le stesse cose e di avere una visione di insieme dei vari problemi , dai grandi magistrati di Palermo ai tempi di Chinnici,Caponnetto,Falcone , Borsellino,Guarnotta ecc. e che ha portato al maxiprocesso che rappresentò una grande,storica vittoria contro la mafia; maxiprocesso  che noi dell’Associazione Caponnetto ,insieme all’Associazione Nazionale Magistrati ed al Consiglio Nazionale Forense,che ci ispiriamo a quella storia e a quegli Uomini,abbiamo voluto non a caso ricordare il 14 e 15 scorsi nell’Aula Magna della Suprema Corte di Cassazione con la partecipazione del Ministro Orlando,della Presidente Bindi,del Presidente Grasso,con Alfredo Galasso e con i Procuratori di mezza Italia ,a cominciare da Pignatone di Roma,Lo Voi di Palermo e tanti altri.

Una storia che vogliamo nuovamente ricordare e celebrare con un altro grande convegno in preparazione in un’altra importante località d’Italia per i prossimi mesi con la partecipazione sempre di Alti Magistrati ed Autorità varie.

“Altro” ed “Alto”.

Ieri pomeriggio,a conclusione di una lunga turnè che ci ha portato per l’intera giornata  in 4 diverse località ,avendo appreso di un incontro del M5S in piazza a Sperlonga che vedeva gli interventi di un parlamentare della Commissione Parlamentare Antimafia,di un secondo del Parlamento Europeo e di un Consigliere della Regione Lazio,abbiamo voluto assistervi,ovviamente da semplici spettatori ad evitare,com’é doveroso per ogni associazione antimafia seria ed operativa, di apparire  schierati da una parte o dall’altra politiche.

Tale incontro si é svolto nella piazza centrale della cittadina,di fronte al Comune ed alla Chiesa centrale e il tema era quello che riguarda tutta la “vicenda Sperlonga” con  gli arresti e le inchieste in corso e di cui tanto ha parlato e sta parlando la stampa sia locale che nazionale.

La piazza dell’incontro dista dall’abitazione del povero Benito di Fazio 15-20 metri e noi abbiamo sentito il bisogno di ripassare e fermarci,con le lacrime agli occhi,davanti a quel portone sulla cui facciata apparvero quelle frasi minacciose nei suoi confronti che ci sconvolsero il cuore e il cervello.

Pochi secondi,per risentire ,in silenzio nelle nostre orecchie, le parole che ci disse,un paio di giorni prima di quella maledetta giornata che  ce  lo ha portato via per sempre:

“Alla prossima riunione del Consiglio Direttivo dobbiamo decidere di andare dal Ministro Orlando e dal Procuratore Generale per chiedere loro un intervento per la parcellizzazione delle indagini su Sperlonga.Telefona a Galasso per dirgli  di cominciare a chiedere gli appuntamenti perché sai che sta succedendo ? La frammentazione delle inchieste:una sull’albergo,un’altra sul piano integrato,una terza sul porto,una quarta su Bazzano ed una quinta sui Casalesi. Così salta il vincolo associativo e  con le prescrizioni e senza questo finisce tutto  a tarallucci e vino.”.

Siamo andati nella piazza ed abbiamo ascoltato ,da un angolino ,D’Uva , Castaldo ,la consigliera regionale e tutti gli altri ,ma con  le parole di Benito ancora nelle orecchie e con la promessa rinnovata di non deluderlo ora che ci sta guardando  da un’altra dimensione.

Siamo ritornati tardi alla base stanchi fisicamente e con il cuore gonfio di commozione e di rabbia.

…..E con la notte trascorsa,insonne e con gli incubi !!!!!

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