Operazione della Guardia di Finanza di Frosinone contro il contrabbando di gas, gasolio ed oli minerali

La guardia di finanza di Frosinone ha scoperto e fermato a Pontecorvo un giro di contrabbando di gas, gasolio e oli minerali che era stato messo in piedi da una società del settore, che aveva impianti e depositi di stoccaggio fra Gaeta e la cittadina fluviale. Tre persone, padre e figlio, risultati i titolari della slr sud pontina distributrice, e un pontecorvese, rappresentante legale di una ditta che si occupa di movimento terra e opere fluviali, sono stati denunciati, a diverso titolo, per le violazioni di specifiche normative in materia di imposte sui carburanti, oltre al mancato rispetto delle leggi sulla tutela ambientale e sicurezza sul lavoro. Ma l’operazione delle fiamme gialle ha portato anche al sequestro giudiziario di 300mila litri di carburante e oli lubrificanti, 4 depositi per lo stoccaggio, complessivo di 2,1 milioni di litri di prodotto, 130 serbatoi adibiti a contenere gasolio e gpl. Il tutto era dislocato fra le province di Frosinone e Latina.
L’imprenditore di Pontecorvo, a quanto sembra, è finito nella vicenda perché, secondo le indagini, acquistava grossi quantitativi di gasolio dalla società Gaetana per alimentare le macchine che aveva in una sua cava e perché non aveva adottato tutte le misure di sicurezza previste dalla legge. Cava e macchinari sono stati posti sotto sequestro giudiziario. A mettere “in moto” le fiamme gialle e a dare il “la” all’intera operazione, sarebbe stato un volantino nel quale la srl di Gaeta pubblicizzava il proprio deposito di Pontecorvo, uno dei quattro sequestrati, situato in via La Cupa, dove venivano venduti i carburanti, soprattutto gasolio e gasolio agricolo, a “prezzi eccezionali”, inferiori a quelli praticati dalla concorrenza. «Un sequestro con numeri del genere non si faceva da metà degli anni ’70 – ha ricordato nel corso della conferenza stampa di ieri il comandante provinciale della finanza, Giancostabile Salato – quando ci fu lo scandalo nazionale sulle accise». Alle indagini, partite qualche mese fa, oltre al Nucleo di Polizia Tributaria, hanno collaborato anche gli esperti dell’Ufficio delle Dogane di Frosinone. Due le operazioni che hanno visto impegnati i finanzieri sulle procure di Frosinone e Latina. La prima è partita proprio da Pontecorvo, dove avveniva l’illecita vendita di carburanti in un deposito, nei presi del Rio Canalello, che aveva tanto di pompe e listino prezzi. Un vero e proprio distributore senza autorizzazione che, per giunta, vendeva carburanti sui quali, a monte, non erano state pagate accise. A seguito di appostamenti e sopralluoghi la gdf è arrivata fino al rivenditore di Gaeta. In un’area della srl, a cinque chilometri dal porto, adibita a deposito fiscale, dove sarebbero dovuti essere stoccati i prodotti petroliferi non ancora sottoposti al pagamento delle imposte, è stato scoperto che l’uomo aveva realizzato un impianto abusivo, abilmente nascosto. Con una tubazione occultata sotto una gettata di cemento, grazie a valvole opportunamente manovrate, riusciva a trasferire il prodotto petrolifero in un’altra area, adibita, invece, a deposito libero, dove risultavano accumulati prodotti petroliferi sui quali risultava il pagamento delle imposte. «Questo sistema di frode sui carburanti – ha detto il colonnello Salato – perpetrato nel corso di almeno sei anni, ha portato nelle casse della società di Gaeta che gestisce i due depositi, migliaia di euro di illeciti guadagni».
Luciano De Leo

(Tratto da Il Messaggero)

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