Operazione Adranos, pace fatta tra i clan in nome degli affari

Operazione Adranos, pace fatta tra i clan in nome degli affari

Tra gli arrestati anche un poliziotto

30 Gennaio 2018

di AMDuemila

Importante operazione questa mattina da parte degli agenti della Polizia di Stato che su delega della Procura Distrettuale antimafia di Catania, questa mattina ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 33 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, rapina, furto ed altri reati contro il patrimonio, reati in materia di armi con l’aggravante di aver agito avvalendosi del metodo mafioso.
Quattro dei colpiti dal fermo sono riusciti a sfuggire all’arresto e due sono all’estero.
In particolare le indagini della Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato della polizia di Stati di Adrano hanno consentito di delineare l’organigramma, decapitare i vertici e disarticolare i ranghi della cosca Santangelo di Adrano, capeggiata dal boss storico Alfio Santangelo, alleata della famiglia catanese di Cosa nostra Santapaola-Ercolano.

Dalle indagini, sviluppatesi dal settembre del 2104 al settembre del 2106, è emerso che l’organizzazione Santangelo-Taccuni e la cosca avversa degli Scalisi, retta da Pietro Maccarrone, dopo anni di contrapposizione avevano raggiunto un’intesa per la spartizione dei proventi del pizzo, specialmente nel mercato ortofrutticolo e in quello dell’ingrosso delle carni. Una vera e propria pace in nome degli affari. Addirittura gli investigatori sono anche riusciti a filmare Santangelo che consegna alcuni doni a Maccarrone. I componenti della cosca sarebbero stati gli autori, tra l’altro, di una estorsione al titolare di un’impresa di estrazione di materiale lavico attuata con minacce e colpi di arma da fuoco verso i beni dell’azienda, e di una rapina nell’abitazione di una donna a Santa Maria di Licodia. In quell’occasione i banditi colpirono alla testa il suo convivente per farsi dire dov’erano nascosti 480 mila euro. Due degli indagati vennero inoltre arrestati dalla Polizia di Stato la notte di Natale del 2105 dopo che con un escavatore avevano divelto l’Atm della filiale di Santa Maria di Licodia del Banco Popolare Siciliano e tentato di appropriarsi dei circa 75 mila euro che conteneva.
Nel corso delle indagini sono sequestrati cocaina, hashish, marijuana, eroina, attrezzatura per la coltivazione di marijuana e armi.

Nell’operazione, denominata Adranos, è stato arrestato anche un poliziotto, Francesco Palana, assistente capo della Polizia di Stato in servizio nel Commissariato del paese.
L’uomo, ora ai domiciliari, è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti insieme con Salvatore Crimi, di 32 anni, uomo di fiducia del boss Alfio Santangelo, dal quale si riforniva di droga. Era stato arrestato il 26 aprile del 2016 perché, fermato a bordo della sua auto al casello di San Gregorio dell’autostrada Messina – Catania, era stato trovato con 9,2 grammi di cocaina. L’ispettore era stato sospeso dal servizio.
I particolari dell’operazione sono stati resi noti nella conferenza stampa a cui ha partecipato anche il Procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro.

“Registriamo, dinanzi ad un operato così brillate ed efficace delle forze di polizia, anche purtroppo il rapporto perverso che un dipendente della Polizia ha intrattenuto con le organizzazioni mafiose di Adrano, mettendosi con loro in contatti d’affari e quindi facendosi cedere delle sostanze stupefacenti – ha detto il Procuratore della Repubblica di Catania – Come è proprio di un corpo di polizia sano i poliziotti hanno saputo fare luce su questa oscura episodio ed hanno consegnato alla giustizia questo dipendente infedele che non aveva nel suo codice deontologico il fatto di contrastare queste organizzazioni ma quello di fare affari con loro”.

Fonte:http://www.antimafiaduemila.com

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