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Omicidio Vassallo, l’antimafia riapre il caso. Il 5S Migliorino: “Avremmo dovuto farlo prima”

Il Fatto Quotidiano

Omicidio Vassallo, l’antimafia riapre il caso. Il 5S Migliorino: “Avremmo dovuto farlo prima”

Su input del deputato si è deciso di istituire un gruppo di studio sul caso: “All’epoca era sembrato più volte di essere arrivati vicini a una soluzione. Dalla memoria che ci ha consegnato il fratello Dario ho compreso che quel delitto non può essere risolto solo con l’inchiesta giudiziaria di Salerno. Ripartiremo dalla dinamica. In parallelo ai moventi. Potrebbero essere più di uno”

di Vincenzo Iurillo | 20 MAGGIO 2021

Quasi undici anni dopo l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ucciso con nove colpi di una pistola Baby Tanfoglio calibro 9×21 in un agguato mentre rincasava, e su input del deputato Cinque Stelle Luca Migliorino, la commissione parlamentare antimafia ha deciso di istituire un gruppo di studio sul caso. È il primo passo di un’inchiesta autonoma della commissione sui misteri di questo delitto, rimasto senza colpevoli. Ci sono solo due indagati noti, un carabiniere e un imprenditore di sale cinematografiche. Indagini coordinate dalla Dda della Procura di Salerno, mai sfociate in un provvedimento cautelare e tantomeno in un processo. Finora.

Onorevole Migliorino, perché nasce questo gruppo di studio?

Per l’impegno del fratello, Dario Vassallo, che nell’ottobre 2019 è stato audito in commissione e ci ha consegnato una memoria di 430 pagine. Me le sono lette tutte.

Che sentimenti le ha suscitato questa lettura?

Ho compreso che da parte nostra indagare su questo omicidio era un atto dovuto. Forse avremmo dovuto farlo prima.

Cosa ha trovato in quelle pagine? Cosa l’ha colpita di più di tutta la vicenda?

Sono rimasto perplesso dal fatto che all’epoca era sembrato più volte di essere arrivati vicini a una soluzione. Ricordo le parole del procuratore capo Franco Roberti, ricordo le trasmissioni televisive, gli approfondimenti giornalistici. E dalla memoria di Dario Vassallo ho compreso che l’omicidio del fratello non può essere risolto solo con l’inchiesta giudiziaria di Salerno. Ci sono state altre inchieste, inerenti in qualche modo a questo delitto, che sono iniziate qualche anno dopo e che secondo me dovevano essere collegate meglio all’indagine principale. E approfondite meglio.

A cosa si riferisce?

Alle indagini della Procura di Roma sugli omicidi di Cecchina (che hanno coinvolto la vigilessa Sonia Pisani, figlia di un generale dei carabinieri originario di Pollica: fu usata un’arma dello stesso tipo di quella utilizzata per uccidere Vassallo, ndr) e alle indagini della Dda di Catanzaro dell’operazione ‘Frontiera’ sul clan Muto (il capobastone, Franco Muto, fu al soggiorno obbligato ad Acciaroli in anni precedenti all’omicidio e divenne amico di uno dei fratelli Vassallo, ndr).

Perché le ricorda?

Dal confronto di quel che fu raccolto in queste inchieste postume potrebbe uscire una chiave di lettura di quello che è accaduto. Ed è questo che andremo a fare in antimafia.

Come procederà il gruppo?

Ascolteremo giornalisti d’inchiesta, rianalizzeremo documentazione nota con altra ancora segreta, chiameremo persone già sentite nelle varie procure e persone mai sentite.

Ripartirete da dove?

Dalla dinamica del delitto. In parallelo ai moventi. Potrebbero essere più di uno. Il ‘come’ è importante allo stesso modo del perché. Posso finire con un appello?

Prego.

Il nostro gruppo di studio potrebbe essere la sede giusta per le persone che sanno qualcosa sull’omicidio Vassallo e non lo hanno mai detto a nessuno. Contattateci e vi riceveremo.